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Intervista a Cristiano Ribichesu autore de “Voglio stare con gli Apache”

Voglio stare con gli Apache Cristiano RibichesuCristiano Ribichesu nato a Torino nel 1968 da alcuni anni coltiva la sua passione per il calcio e per l’infanzia occupandosi dei bambini iscritti alla Scuola Calcio del Torino FC. La sua seconda passione è la scrittura e “Voglio stare con gli Apache” è il primo frutto del suo impegno.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Un romanzo che narra le vacanze di un gruppo di bambini in un paesino di montagna. L’anno è il 1976. Giochi, gite, amicizia. Un tempo i bimbi si divertivano così. Il finale ha però un risvolto imprevisto e tragico.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Da sempre sono un appassionato lettore ed il mio desiderio di scrivere è sempre rimasto congelato fino ad un paio di anni fa. “Voglio stare con gli Apache” è il mio primo lavoro, tra qualche mese sarà pubblicato il secondo. Spero di riuscire a raggiungere il maggior numero di lettori per donare loro qualche ora in piacevole compagnia dei miei personaggi.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

A differenza di ciò che si può immaginare, scrivo nelle ore mattutine, seduto al tavolo del tinello, facendo tesoro del silenzio che mi circonda. Fumo molte sigarette, una per ogni pausa di riflessione. Quanto mi riesce di concludere un capitolo mi ritengo soddisfatto e lo rileggo e correggo. Mi ci sono voluti alcuni mesi per portare a termine il lavoro, comprese le riletture totali e le correzioni.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mi piace molto la prosa di Ammaniti. Credo che il mio stile possa ricordarlo per la sua semplicità ed i personaggi sono, come i suoi, gente comune.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Le canzoni di quegli anni. Anche se non li ho particolarmente amati i Pooh, Umberto Tozzi, Venditti ed anche gli Abba.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ho realizzato un mio profondo desiderio. Ora affido a voi le mie parole. Spero possano stimolare i vostri sentimenti, toccare il vostro cuore.

Autore: Redazione

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