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Intervista a Susanna Hawkwood, autrice de “Il Dono”

Il dono Susanna HawkwoodNata e cresciuta a Torino, Susanna Hawkwood è figlia di alpinisti e, da sempre, ha un rapporto viscerale con la Montagna. Come citato nel Dono, si definisce felicemente dislessica e rivendica il proprio diritto alla dislessia.
Ha studiato Scienze Forestali, specializzazione in miglioramento genetico, senza riuscire a terminare gli studi per ragioni indipendenti dalla propria volontà. Disegna e crea gioielli in argento puro e bronzo.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

Possiamo collocare “Il Dono” nel genere fantasy, anche se ha molto di autobiografico (protagonista dislessica in testa).
È la storia di un sentiero di scoperta di sé, che passa attraverso la Montagna, presenza indissolubile dalla protagonista, attraverso le pietre, energie e verità “altre”, rifiutate e negate in quanto non razionali e inaccettabili nel mondo ordinario.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Non amo parlare di me. Per me parlano i miei quadri, i miei racconti, i miei gioielli.
Non posso dire come sia nato l’amore per la scrittura, perché sono nata e cresciuta in mezzo ai libri, con genitori rilegatori e un papà con decine di articoli di Montagna alle spalle e tre libri.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Sono abituata a scrivere di notte. No, non è molto salubre, ma mi metto nel lettino al buio, con la luce del PC su cui scrivo. Fino a poco tempo fa, c’era anche il gatto sulle gambe, che ad un certo punto si scocciava e mi imponeva di spegnere, ma ora non c’è più.
Il Dono è stato scritto in circa tre mesi, nel 2012, poi pubblicato a puntate sul mio blog, tra un gioiellino e l’altro.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mah, stando al gioco… quando ero piccolissima, mia zia mi leggeva i libri di Wodehouse. Ero innamorata di Jeeves. Poi sono cresciuta e ho incontrato Pratchett… un genio! E, un giorno, leggendo un mio racconto, una mia amica ha detto che il dialogo a cinque, surreale, le sembrava uscito da un libro di Terry Pratchett. Cioè, raga! Per un attimo, ma proprio un attimo, mi sono sentita tanto f…

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Within Temptation. “Paradise (What about us)” in particolare e “Mother Earth” (citata alla fine del libro).

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Salve, trecentomila. Non so come sono capitata qui e nemmeno cosa ci faccio, ma è stato bello conoscervi. Metaforicamente parlando, naturalmente.

Autore: Redazione

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