Intervista a Sergio Calcagnile, autore de "L.u.i." Intervista a Sergio Calcagnile, autore de "L.u.i."

Intervista a Sergio Calcagnile, autore de “L.u.i.”

Nato a Torino, classe ’66, Sergio Calcagnile si è laureato in legge a Milano. Lavora come dipendente in uno studio professionale. Scrittore e soprattutto musicista, ascolta e legge tutto. Ci parla della sua opera dal titolo L.u.i.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Lui sono le iniziali dei tre racconti dal titolo Lumina tenebrorum Uru Inkubus. È un genere horror a metà tra le tradizioni lovecraftiane e il moderno.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Il mio amore nasce da origini alquanto recenti dal momento che un’amica dipendente di una casa editrice mi convinse a scrivere qualcosa del genere, abbandonandomi però ben presto all’attività di scrittore e scartando i miei lavori con totale indifferenza.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Il libro è stato scritto in un semestre pieno. Lo scrivevo col cellulare su una app di scrittura, di giorno in metro, ma soprattutto di notte e molte volte dovevo interrompermi perché mi spaventavo e pensavo che si realizzasse. Insomma a volte stavo giorni senza scrivere per disintossicarmi dallo spavento.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Come detto prima è una via di mezzo tra Lovecraft e King. Ma dentro ci sono anche autori di thriller nostrani come Donato Carrisi.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Le mie. Per ogni racconto, essendo musicista compositore, ho scritto un brano inedito.

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Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Credo nella gente, nei pensieri semplici e nella correttezza delle cose. Per cui vi dico, provate a leggermi, se vi faccio schifo per favore, ve lo chiedo davvero in ginocchio, aiutatemi a capire come e dove migliorare.

Autore: Redazione

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