Intervista a Marina Caserta, autrice de "L'infelice vita di Deborah, con l'acca " - RecensioniLibri.org Intervista a Marina Caserta, autrice de "L'infelice vita di Deborah, con l'acca " - RecensioniLibri.org

Intervista a Marina Caserta, autrice de “L’infelice vita di Deborah, con l’acca “

Marina CasertaNata a Palermo nel 1973, nella vita di ogni giorno Marina Caserta è Medico nella sua città natale, da 15 anni. Lettrice e scrittrice da sempre, ritiene che leggere e scrivere servano per evadere dal dolore da cui è circondata ogni giorno.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

L’infelice vita di Deborah, con l’acca” è un thriller ambientato a Palermo. Il commissario Crosta, la principale protagonista, si troverà alle prese con un tipo di criminale con cui non si era mai confrontata prima perché a Palermo un serial killer lei non lo aveva mai visto. È una storia cruda in cui il bene e il male non sono separati nettamente come vorremmo per sentirci al sicuro.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Non saprei dire quando nasce, direi che nasce insieme a me, perché da quando ho preso una penna in mano, non ho mai smesso di scrivere. Ho cominciato da ragazzina, con il mio diario segreto e ho continuato con romanzi, che non ho mai pubblicato.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Per scrivere questo libro ho impiegato qualche mese, scrivendo per lo più di notte, col portatile, a letto. La storia però la scrivo a grandi linee nella mia mente camminando e, sempre camminando, riesco a trovare soluzioni ai problemi che la trama che si va sviluppando, mi pone davanti di volta in volta. In realtà quindi questo libro direi che l’ho scritto in giro per la città.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

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Questa è difficile… Mi ispiro a molti autori contemporanei e a loro vorrei somigliare nello stile, da Santo Piazzese a Stephen King, passando per Giorgio Faletti, Camilleri. A chi mi sembra di somigliare, sinceramente non lo so. Me lo dovrebbe dire chi legge…

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

I Queen, citati anche da Deborah in particolare “Don’t stop me now“, perché dà energia, “Un sabato italiano” di Sergio Caputo, per la sua grande ironia, che è presente nonostante tutto nei protagonisti, “Cazzilla” delle Papole, un gruppo Palermitano perché Palermo è Palermo e vive nel libro. E poi, rock, tutto il rock che vuoi.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

È scientificamente provato che leggere “L’infelice vita di Deborah, con l’acca” vi farà cambiare visione sulla vita: leggete e diffondete.

Autore: Redazione

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