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Intervista a Giuseppe Viroli, autore de “Pulvino”

Pulvino ViroliAttore e autore teatrale di cinquantaquattro anni, Giuseppe Viroli ha fondato a Cesena la propria compagnia, soprattutto per l’infanzia ma non solo, Teatro Distracci. Collabora con scuole e biblioteche, legge libri ad alta voce, disegna, elabora suoni, conduce laboratori per appassionati. Negli ultimi anni ha pubblicato due libri per bambini (e per adulti): “Ronzio” e “Pulvino” con Cicorivolta Edizioni.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Fiaba adulta, o breve romanzo sociofantastico, “Pulvino” racconta di un uomo di polvere, che raccoglie e digerisce polvere di qualsiasi tipo. Un giorno prende forma in casa di una famiglia ridotta in povertà, e si mette al loro servizio. Ma presto si accorge che la famiglia e l’intera società lo stanno sfruttando, e che è diventato un fenomeno di massa. Troppo tardi per rimediare?

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scrivo per grandi e piccoli, da quando Pinocchio e Paperone, Snoopy, Andersen e Gianni Rodari si incontravano nei sogni bambini. Penso mi sia sempre piaciuto rimescolare la realtà. Infatti da grande, dopo altri lavori, ho scelto il teatro: dove scrivo, disegno, costruisco, interpreto altri mondi. Per dare un senso al tutto, o per stimolare in me e nei lettori spettatori qualche piccola domanda.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

All’inizio era una fiaba per bambini, la testavo raccontandola a mia figlia. Mi sentivo limitato dal problema dell’età. Tentativi, appunti sparsi, disegni, file cancellati. Poi, dopo anni, dopo aver scritto altro, in un giugno calmo di pensieri mi sono seduto sul divano, pc sulle ginocchia, e il racconto è fluito. Stranamente, già tagliato e asciugato …

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Scrivo storie diverse tra loro e cerco diversi stili. Mi han detto che Ronzio, il mio libro precedente, sa di Murakami per l’alternanza realtà-sogno. Di Pulvino mi han detto che sa un po’ di Benni. Accetto, onorato del paragone. Mi piacerebbe saper raccontare come Auster e sono contento che lui esista. Perché mi piace chi, prima di essere grande scrittore, è bravo affabulatore.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Knee – Deep in the North Sea dei Portico Quartet

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Cerco di creare giocattoli narrativi, semplici o complessi, antichi e moderni, diversi nei materiali e nei colori.

Autore: redazione

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