Picnic al cimitero e altre stranezze | Marie-Aude Murail

Picnic al cimiteroMarie-Aude Murail ci regala un libro che non è solo la biografia di uno dei più grandi scrittori dell’800, ma anche la storia di una vita appassionata, sincera, che appartiene ad ognuno di noi. “Picnic al cimitero e altre stranezze“,con la copertina illustrata da Vanna Vinci, è una lettura piacevole ai limiti della biografia, ben mascherata da racconto.

Lunghi boccoli biondi, occhi di un colore che oscilla tra il grigio, il verde e il nocciola, la bella voce da soprano; è il nostro primo incontro con Charles. Nato a Portsmouth, in Inghilterra, nel 1812 da John Dickens e Elizabeth Barrow, il piccolo ometto che amava esibirsi con un lungo repertorio di canzoni comiche, è subito costretto a scontrarsi con il lato amaro della vita.

John Dickens viene arrestato a causa dei vari debiti contratti nel corso degli anni e rinchiuso nella Marshalsea, la prigione del Southwark sulla riva meridionale del Tamigi.
La famiglia si trasferisce in carcere con il padre, ma Charles viene mandato a lavorare nella fabbrica di lucido da scarpe fondata dal cugino James Lamert; la Warren’s Blacking. L’indipendenza economica è uno degli elementi fondamentali della vita del giovane scrittore.

Grazie al suo lavoro di giornalista-reporter riesce a pubblicare il suo primo racconto: “A dinner at Popolar Walk”. Ma sarà solo con l’uscita de “Il Circolo Pikwick” che Charles otterrà la vera consacrazione.

Ma non tutto è come se lo immaginava. Deve scontrarsi con la popolarità, che a quanto pare diventa la strumento del quale si servono i suoi detrattori, e, non meno importante, con l’immancabile precarietà del suo amato mestiere di scrittore.
Tutto questo non lo dissuade dal dedicare  la propria vita ad aiutare gli altri: gli emarginati, i poveri, le prostitute sono coloro verso i quali rivolge la sua attenzione. Si esibisce per beneficenza, fonda la Urania Cottage per cercare di ridare dignità alle ragazze costrette a vendersi, salva la vita a numerose persone coinvolte nell’incidente ferroviario di Staplehurst.

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Non si può raccontare la vita di Charles Dickens se non si racconta di quel macrocosmo di personaggi che sono i protagonisti dei suoi racconti. I parallelismi tra le vite disseminate nelle sue pagine e le vicende personali realmente vissute, sono numerosissimi: John Dickens diventa Mr. Pickwick che viene condannato e rinchiuso in prigione per debiti; Maria Beadnell, la giovane della quale si era invaghito da ragazzo e che riscopre grassa e segnata dagli anni, è Flora Finching, sagacemente descritta ne “La piccola Dorrit” come “molto larga e con troppo grasso”. Ed infine, Charles Dickens diventa David Copperfield.

Marie-Aude Murail divertente narratrice onnisciente, riesce a trasmettere il suo amore per questo scrittore “visionario” al quale noi tutti (divoratori dei suoi libri) dobbiamo qualcosa. Un centinaio di pagine che scorrono velocissime, per essere apprezzate da un pubblico di lettori di qualsiasi età. 

“Si dirige verso il suo piccolo alloggio lungo le strade luride del Borough, illuminate di tanto in tanto dalla luce delle lampade a petrolio. Mentre lotta contro il vento e la pioggia, gli viene voglia di fuggire di lì, di tornare a Chatham, di andare a buttarsi tra le braccia del signor Giles. E piange, piange senza sapere che oggi le strade che percorre portano i nomi dei suoi personaggi, Little Dorrit Court, Pickwick Street, e che la scuola del quartiere, quella dove gli piacerebbe tanto andare, si chiama scuola Charles Dickens.”

Autore: Maria Del Medico

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