In viaggio da Roma verso l’International Writers’ & Translators’ House di Ventspils in Lettonia!

InternationalWriters'&Translators'HouseVentspils

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Sembrava un evento così lontano eppure ho realizzato che era tempo di pensare ai bagagli quando, una mattina, ormai a poche ore dalla partenza, ho trovato sulla pagina Facebook della International Writers’ & Translators’ House di Ventspils la presentazione degli ospiti di luglio 2016.

Ben 11, tra scrittori e/o traduttori, provenienti da Lettonia, Russia, Polonia, Belgio, Spagna e Italia.

Tutti volti a me sconosciuti, quelli ritratti in foto, eppure accomunati da un’unica grande passione, quella per la parola scritta.

E così, tra facce sorridenti e note biografiche è iniziato il countdown, desiderosa più che mai di confrontarmi con esperienze, punti di vista diversi dai miei e soprattutto con l’autrice da me prescelta, Anna Brigadere e la sua opera, Sprīdītis.

Il primo volo è trascorso piacevolmente e sono atterrata a tarda notte, in perfetto orario, all’aeroporto internazionale di Berlino Schönefeld, dove mi attendevano diverse ore di sosta, in vista del successivo step, che mi avrebbe condotta a Riga, ad un passo dalla meta.

Un benvenuto, su suolo teutonico, caratterizzato da un clima mite come non mai, che mi ha permesso di accomodarmi su delle chaise longue all’aperto, allietata dal mio fido e-book reader.

A fare da cornice, un cielo blu cobalto, meraviglioso “effetto notte” di truffaultiana memoria.

Un break in caffetteria, all’insegna di una fresca e succosa macedonia d’anguria e mi sono rituffata nella mia interessante lettura.

Il primo volo del giorno in partenza per Varna (Bulgaria) e subito il mio pensiero va ad una mia illustratrice, una giovane artista nata proprio in quella che viene definita la perla del Mar Nero.

Di tanto in tanto, poi, mi sorprendo ad osservare incuriosita l’umanità che mi circonda, scrutando visi, movenze, atteggiamenti ed immaginandone le storie.

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E così lentamente, ma progressivamente, l’aeroporto ritrova energia e dinamicità, come ridestatosi dal torpore notturno; rapida colazione con un profumato muffin al cacao appena sfornato ed inizio le procedure d’imbarco sul secondo volo.

Stavolta ne approfitto per schiacciare un pisolino ed in men che non si dica mi ritrovo in Lettonia.

Uscita dall’aeroporto mi dirigo subito verso la fermata dell’autobus, che mi condurrà – in circa 45 minuti – in pieno centro a Riga.

National Library Riga

National Library Riga

La città appare davvero molto bella e mi riprometto di ritornarci per visitarla in dettaglio. In prossimità del monumentale ponte sul fiume Daugava vengo totalmente rapita da una struttura avveniristica, considerando lo stile architettonico circostante, dal sapore neoclassico; pochi metri e scopro che si tratta della National Library, un vero sogno ad occhi aperti per i bibliofili.

E lì – come per la madeleine ne La Recherche di Proust – si accende il ricordo di quando, ai tempi dell’università, andavo talvolta a studiare alla Biblioteca Nazionale di Napoli, nelle sale (di Palazzo Reale) che danno sul Vesuvio ed il Golfo…mi sento una privilegiata, oggi come e più di allora!

Durante il tragitto sale un’anziana; il pullman è pieno, io non parlo lettone, lei non parla inglese, eppure basta un invito con la mano, un sorriso accogliente, e la signora prende immediatamente il mio posto, ringraziandomi nella sua lingua.

Ad un certo punto, non ritrovando sul monitor delle fermate la mia, chiedo informazioni ad una ragazza, la quale me la indica spiegandomi che ad alcune è stato recentemente cambiato il nome.

E l’anziana donna, che di tutto il discorso deve aver afferrato solo l’antica denominazione, in segno di gratitudine si sporge dal finestrino per indicarmi la strada.

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La saluto sorridente, pochi passi ancora e giungo all’International Coach Terminal (o Autoosta, come lo chiamano qui), per prendere il coach che mi condurrà finalmente alla tanto agognata destinazione, Ventspils.

Viaggio Riga Ventspils

Viaggio Riga Ventspils

Tra i passeggeri del bus c’è un volto familiare eppure non riesco a ricollegarlo a nessuno; mi metto l’anima in pace (evitando figuracce) e decido piuttosto di godermi il viaggio: 3 ore ed una lunga corsa attraverso la foresta lettone, con me spiaccicata al vetro, pronta ad immortalare qualsiasi scorcio mi susciti altre involontarie associazioni d’idee.

Giunta al capolinea scendo a ritirare il bagaglio ed avverto, alle spalle, una voce femminile, dall’irresistibile accento straniero, che mi chiama: è Ieva, la coordinatrice dei progetti internazionali della Residenza, venuta ad accogliermi insieme ai suoi figli, 2 gemelli, che si presentano (stringendomi la mano con fare da ometti) e mi cantano una canzoncina lettone..non potevo davvero sperare di meglio; quel caloroso benvenuto mi ha ripagata dell’intera traversata!

Contemporaneamente svelato anche l’arcano del volto familiare: si tratta di Olga, un’altra ospite, giovane giornalista, scrittrice e traduttrice polacca, che avevo visto nella rosa dei prescelti del mese.

Ieva è davvero una premurosa “padrona di casa”: mi accompagna in camera, mi mostra tutti gli spazi comuni e mi fornisce i primi preziosi suggerimenti su come muovermi al meglio, dentro e fuori casa, a partire dall’imminente weekend.

Del resto è venerdì e mi da appuntamento al lunedì successivo per formalizzare, dal punto di vista amministrativo, il mio arrivo.

Lo ammetto, sono davvero stravolta dal viaggio: ho giusto la forza di uscire a fare un po’ di spesa nel vicino supermercato, disfare il bagaglio, mettere qualcosa sotto i denti e poi di filato a letto.

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Spero di aver fatto il tutto nel giusto ordine, visto che non ho un ricordo poi così nitido delle ultime ore di quel mio primo giorno in terra lèttone..;-)

Il resto? È un’altra storia…

Autore: Giovanna Caridei

Partenopea doc, la Comunicazione è nel mio karma! Fotogiornalista free-lance, insegnante, mediatrice culturale, scrittrice, editor, pr, eventi, mktg e fund raising. Inoltre sono impegnata sui versanti di CineTurismo e Percorsi Letterari, operazioni di marketing territoriale (esperienziale) ad altissima valenza culturale. Orbito poi in ambito teatrale, all'insegna della fantastica esperienza delle "residenze teatrali". And last but not least...in qualità di traduttrice da-in EN/FR, conduco una personalissima attività di scouting editoriale d'inediti stranieri in Italia.

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