“La sposa giovane” di Alessandro Baricco

La sposa giovane Alessandro BariccoÈ lui! Prendere o Lasciare! Con i suoi pregi e le sue derive! Può piacere o non piacere! Far incazzare e spazientire o tenerti appiccicato per ore alle sue pagine. Ma è Baricco. E questo è il suo ultimo libro! “La sposa giovane”, uscito in Marzo 2015 per Feltrinelli. 
Diciamo subito che se ami leggere non tanto per le storie quanto per come uno scrive e sa scrivere (di storie incredibili ne abbiamo tutti e sappiamo che la realtà spesso supera la fantasia, ma per raccontarle, per questo, lasciatevelo dire, serve talento), se ami perderti nella quasi perversa auto celebrazione del suo talento (devi ammettere però motivata), se sai cogliere quel piacere della lettura che prescinde dal piacere dello scrittore, se… tanto altro ancora, allora “La sposa giovane” è, ancora una volta, un grande libro.

Gli argomenti de “La sposa giovane” e non solo.

E come i grandi libri di Baricco, “La sposa giovane” contiene la celebrazione fino all’ennesima potenza dei due aspetti principali, che dividono i lettori tra chi lo idolatra e chi lo denigra:
1) il Tema, non dichiarato spesso, al centro di ogni romanzo;
2) la deriva autocelebrativa dell’autore.

A mio parere, se si è dei veri lettori, il primo aspetto non si può che apprezzare! Sempre! Il Tema sotteso in ogni romanzo di Alessandro Baricco ha quel misto di poesia e sospensione, che, vuoi o non vuoi, ha il dono di catturare e condurre il lettore. 
Il secondo aspetto è più controverso e può scatenare nel lettore diverse sensazioni, diametralmente opposte, che, tuttavia, conducono a un risultato comune. Si va dall’idolatria del personaggio, all’incazzatura aprioristica verso la deriva del talento; in entrambi i casi, comunque, si trascende dal valore del libro e degli argomenti in esso trattati per lasciarsi condizionare nel giudizio finale.
In breve, ma non troppo… scrivere qualcosa su un libro di Baricco non è semplice; perché bisogna riuscire a prescindere un po’ dai luoghi comuni (che, sai, spesso hanno verità profonde alla base), dai pregiudizi, da ciò che lui stesso a volte fa quasi per farti incazzare, e lo sai.
Detto questo, “La sposa giovane” ancora una volta conferma tutto ciò che ci si può aspettare da un libro di Alessandro Baricco. In ogni senso!
Proverò a limitarmi a sviscerare i due argomenti sopra menzionati, per lasciare, infine, po’ di spazio per un’ultima osservazione.

Il Tema nei romanzi di Baricco

Se, solo per citarne alcuni, in “Oceano Mare” il Tema (dichiarato) è, appunto, il Mare, in City i Percorsi (più o meno dichiarato), in Mr. Gwin la Luce (non dichiarato) … in “La sposa giovane” il Tema (non dichiarato) è l’Attesa.
È quindi dell’attesa che si parla ed è un’Attesa che si “riempie” in questo libro. E il talento di Alessandro Baricco, me ne scusino i detrattori (credo che pari siano verso gli idolatri) esplode ancora una volta in pagine magistrali.
È un’attesa che non è, appunto, vuoto da riempire, ma pare diventar vuoto nel riempirsi; è un’attesa fatta di personaggi incredibili, che quasi svaniscono sul finire dell’attesa, facendone sentire la mancanza e creando, quasi per paradosso, un’attesa dell’Attesa. È un’attesa che contiene mille arrivi e cento ritorni e, in se stessa, il significato dell’attendere. È un po’ lo stesso rapporto che c’è tra chi ama viaggiare per il gusto del viaggio e non per l’arrivo a destinazione.
Insomma, dopo averlo letto: facile a dirsi, ma provate a scriverci un libro sul tema!
Baricco ancora una volta lo ha fatto e, anche se ogni volta mi riprometto di non cascare troppo nei suoi ammiccamenti, nei leziosismi che ingrossano le fila dei suoi detrattori, nella trappola un po’ abusata delle sue manie letterarie; nonostante tutto questo, lo ammetto, guardandomi bene dall’idolatria, riconosco che l’ha fatto bene. Porca miseria! Ti verrebbe da aggiungere.

I personaggi, innanzitutto!

Alcuni personaggi meriterebbero un libro a sé!
Storie nelle storie! Dipinte con la solita maestria che, con una dose non indifferente di referenzialità (inevitabilmente, parlandone, si cade nella sua stessa sindrome) sembrano quadri di Plasson; e, se il mitico pittore di “Oceano Mare”, dipingeva il Mare con l’acqua di Mare – per chi se lo fosse perso, vi prego, lo stesso incipit del romanzo è poesia – in “La sposa giovane” i vari personaggi sembrano ogni volta un quadro diverso di un’unica galleria. E, a mio parere il capolavoro sta proprio nel fatto che, quando e se l’Attesa si compie (lascio a voi scoprirlo), la vera sensazione è che in quel momento l’Attesa si disveli, per far conoscere il destino dei vari personaggi, siano essi lo Zio, Modesto, la Madre o la Figlia…
Insomma, quello che pensi è: ma come ha fatto a pensare a personaggi simili? A delinearli così nettamente, pur lasciandoli nel contempo sfumati? Come si fa a scrivere un libro in cui ogni personaggio potrebbe essere il protagonista di un altro libro caratterizzato a sua volta da un nuovo Tema (e la T maiuscola non è un caso)?
Un Tema diverso per ogni personaggio, dicevo: il Padre, con la sua missione di mettere in ordine un mondo nel caos; lo Zio con la sua vita vissuta nel sogno e interrotta dalla veglia; la Madre e la devozione e la seduzione vissute come compito; Modesto e la mancanza di immaginazione che, paradossalmente, genera personaggi inimmaginabili.
E già solo per questo vale la pena leggere “La sposa giovane”!
Già solo per porsi queste domande e provare la sensazione dell’Attesa per quei libri che potrebbero essere pubblicati, come fossero degli spin-off.

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Si parli ora dell’autocelebrazione

Per onestà, verso l’altra metà del mondo dei lettori, anche in “La sposa giovane” è decisamente presente l’autocelebrazione dell’autore. 
E così, spesso, gli stessi personaggi dipinti con incredibile maestria, scollinano nel fastidioso carico di caratterizzazione, con la conseguenza che ci si pongano ulteriori domande, meno lusinghiere per l’autore (e qui le scuse vanno agli idolatri).
Che bisogno c’era di scrivere alcune frasi che sembrano avere il solo scopo di compiacere il lettore dell’altra sponda e che poco aggiungono alla storia? Perché spingere i personaggi verso l’inverosimile e l’estremo, facendoli avvitare su se stessi? Perché dare quello spazio eccessivo e manieristico ai vari personaggi, rendendoli più delle macchiette, che non i protagonisti di un romanzo che evidentemente ambisce a livelli molto più alti? Perché inserire interi capitoli quasi cerebrali che vogliono alludere a intenti superiori e che solo menti eccelse possono cogliere attraverso salti temporali e meccanismi letterari molto esigenti?

Ma, questo, l’ho detto, è il punto controverso di Alessandro Baricco.
Ed è un po’ come accadeva per Maradona (non me ne voglia, ora, Baricco, per la digressione di bassa lega): lezioso, egocentrico, quasi fastidioso in campo, lento, innamorato della palla … Ma poi, alla fine: è il Napoli ad aver vinto lo scudetto (e non la Juve di Platini); alcuni suoi compagni, che forse non avrebbero giocato in serie A, sono arrivati in nazionale; l’Argentina ha vinto il campionato del mondo e alcuni suoi gol e le sue giocate sono entrati a far parte della storia del calcio. Eppure tutti si chiedono ancora se sia meglio Maradona o Pelé.

Un argomento ancora su “La sposa giovane” e Alessandro Baricco

Un ultimo appunto, prima di lasciarvi a mia volta nell’Attesa di decidere a quale metà dei lettori appartenere.
Esiste un terzo elemento nei libri di Baricco che, forse più degli altri, ha contribuito a farne uno scrittore che riesce ad abbracciare un ampio spettro di giudizi: da chi vorrebbe per lui il Nobel per la Letteratura a chi lo annovera tra gli autori di romanzi rosa.
Il punto nodale dei suoi libri sta nel fatto che ognuno di essi contiene, sparse qua e là, frasi che di per sé, possono valere il libro stesso.
È questo aspetto che ha fatto di Alessandro Baricco forse il più citato fra gli scrittori italiani, entrando, con i suoi aforismi, in competizione addirittura con Oscar Wilde.
E anche in questo credo di non poter essere smentito quando affermo che è un vero talento e che “La Sposa giovane” non tradisce la tradizione. La forte caratterizzazione dei personaggi apre lo spazio a citazioni di livello per ogni pagina, lasciando il lettore sospeso nell’Attesa per l’Aforisma di turno sopra le righe, quasi a galleggiare sul libro.
A me, forse per estrazione di nascita, un Aforisma su tutti lascia ammirato:

“…Per capire bisogna tenere conto della luce, del mare intorno, dei cani lenti al sole, di come vive la gente lì. Il Sud del mondo suggerisce curiose priorità. Si ha un accosto particolare ai problemi – risolverli non risulta essere il primo gesto che viene in mente”

Beh…a uno che viene da un Sud del mondo (o per lo meno di un mondo), viene da dire: l’ho sempre pensato, ma non avrei saputo scriverlo meglio, con quelle parole, quella punteggiatura e quei tempi … tutto al posto giusto!
Quindi, se siete indecisi, ho provato a darvi un pretesto terzo che vi permetta di superare l’Attesa … della decisione.
Buona lettura!

Autore: China Pepper

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