“La gabbia dei leoni” di Emilio Rega

08La gabbia dei leoni, RegaAmo scrivere perché ritengo la scrittura una magia che so fare.
Ho scritto “La gabbia dei leoni” di getto: le parole uscivano dalla mia testa l’una concatenata all’altra come se il testo fosse già stato scritto, altrove…

Del perché ho scritto “La gabbia dei leoni”

La motivazione apparente, ma non per questo meno sentita, per cui ho scritto questo libro è la difesa degli animali, troppo spesso sottoposti a sevizie, torture, o vere e proprie violenze da parte dell’uomo, non rispettoso della loro alterità e insensibile alle loro sofferenze. Si guardi all’ambiente del circo, dove bestie feroci come tigri e leoni sono costrette, ad esibirsi con esercizi che hanno del grottesco e che nulla hanno a che fare con la loro natura, semplicemente per il divertimento del pubblico (complice) che per questo ha pagato il biglietto.
Esiste, tuttavia, una motivazione più profonda che mi ha indotto a scrivere questo racconto: “La gabbia dei leoni” è una metafora della nostra quotidianità: noi uomini siamo sempre più “leoni in gabbia”, sempre più umiliati, offesi, spersonalizzati, incapaci di dare un senso alla nostra esistenza a causa di forze più o meno occulte, il cui unico interesse è quello di dominarci, di asservirci, di sfruttarci, di denigrarci, di degradarci fino all’annichilimento di ogni nostro desiderio e di ogni nostra volontà.

Che si trattasse di un bisogno di maggiore giustizia e libertà, questo al domatore non sarebbe mai passato per la mente. Egli era abituato a vedere i leoni obbedire ad ogni suo comando, e la coscienza della sua presunta superiorità siu di essi, metteva fuori discussione la bontà e l’onestà del suo comportamento

Il punto di vista dell’autore

Ho completato il libro di sera: di solito è di sera che mi vengono le idee migliori.
L’ho subito fatto leggere a mia moglie, molto sensibile, che è rimasta colpita a tal punto da non riuscire a trattenere le lacrime, sia per il contenuto che per lo stile fortemente realistico del racconto.
E’ la metafora dell’uomo contemporaneo che, schiacciato, stritolato da meccanismi di potere a lui tanto estranei quanto oscuri, è costretto a cercare di dare un senso ad un’esistenza nella quale è ormai direi quasi irreparabilemente alienato da se stesso.
Ho scelto di intitolare questo libro “La gabbia dei leoni” proprio perché il termine “gabbia” esprime bene la mancanza di via d’uscita come la condizione dell’uomo contemporaneo.

Non a caso nello scrivere questo racconto mi sono sentito molto vicino allo stile kafkiano, interprete sommo nel descrivere il disagio dell’artista nella società novecentesca. Nelle paure, nelle ossessioni, nei traumi del grande scrittore praghese mi sono rispecchiato anch’io, mentre ne ammiro, nella speranza anche di somigliargli, lo stile asciutto, essenziale direi quasi apodittico in certi suoi passaggi.

E’ evidente che per quanto riguarda il racconto mi riconosco nel leone ucciso ed il mio desiderio è di rivolgermi ad un pubblico infantile in primis e nel contempo ad un pubblico adulto che sappia far tesoro del messaggio del racconto per comunicarlo ai propri figli.

Dedicherei il racconto a tutti coloro, uomini o animali, che hanno sofferto ingiustamente ed immeritatamente a causa dei deliri di qualche pazzo mitomane del quale hanno avuto la sfortuna di incrociare la strada.
Non si tratta assolutamente di un libro commerciale, non è nato per diventarlo, ma ha la pretesa di essere un libro educativo per grandi e per piccini.

 

Autore: Emilio Rega

Mi sono laureato in filosofia nel 1981 a Genova con una tesi su Robert Musil che è piaciuta a germanisti di fama internazionale come Claudio Magris e Ferruccio Masini e da cui ho poi ricavato un saggio che è stato pubblicato nel 1986 in "Studi tedeschi". Nel 1993 è iniziata la mia attività di scrittore di aforismi, genere a me congeniale (ne ho già pubblicati sei volumi), che prosegue tuttora. Nel 2013 ho cominciato a scrivere poesie ed ho partecipato a vari concorsi di livello nazionale ed internazionale riscuotendo un buon successo. E' imminente la pubblicazione della mia prima silloge poetica "La fontana incantata" presso le Edizioni Eracle di Napoli.

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