“Bau!” Cani per tutti i gusti

Bau!” Cani per tutti i gusti: di ogni taglia, temperamento, pelo e colore; tutti discendenti dai lupi addomesticati, garantito da Fenella Smith e i McLeod Brothers. Un lavoro di gruppo familiare: Myles ha scritto i testi con la sorella minore Fenella e li ha illustrati insieme al fratello Greg, grafico e bozzettista. Simpatia e ironia ne hanno da vendere e il risultato è un volume brioso e intelligente sui migliori amici dell’uomo: “Bau! Cani per tutti i gusti”, novità Corbaccio (160 pagine 14 euro).

Cento razze canine, ciascuna nella sua pagina, caratterizzata da una vignetta a colori, con l’interpretazione grafica spiritosa del soggetto e poche righe di presentazione sempre ricche di humour.

Si parte da Affenpinscher e si arriva a Yorkshire. Si chiederà, cosa diavolo è un Affen qualcosa? È una bestiola di piccole dimensioni e di origine tedesca, visto il nome, un botolotto peloso e scarmigliato che nel disegno di Greg McLeod fissa i lettori con cipiglio, impugnando due guantoni rossi da boxe. Nella didascalia si legge: Conosciuto anche come cane-scimmia o piccolo diavolo baffuto, è uno di quegli adorabili cagnetti che credono di essere dei cani di grande taglia. “Vieni qui e provaci se ne hai il coraggio”, sembrano lanciare la sfida a tutti.

In casa McLoad il cane numero uno fece la sua comparsa nel 1985 (Myles aveva dieci anni). Era Suzie, una minuta West Higland White Terrier, raggiunta presto da una Yorkshire con le orecchie da pipistrello, Sophie. Le due cagnette si aggiunsero allo zoo dei McLeod, che nel tempo ha ospitato una coppia di porcellini d’India, due galline, una quindicina di insetti stecco (sottili ed eleganti ma minuscoli, imitano gli steli assumendone il colore, oltre ad averne la forma), tre pesci rossi, una quantità di pesciolini tropicali, un coniglio, quattro gatti e tre cani. Chi adorava gli animali era la mamma, mentre la circostanza che il papà fosse invece allergico alla maggior parte del bioparco non può che deporre a favore del carattere del brav’uomo e del suo amore senza limiti per la consorte.

Il libro è dedicato non a caso ai genitori. Nella presentazione Myles assicura di essersi divertito un sacco a scriverlo e si augura che possa essere divertente anche da leggere. Abbiamo cercato di mescolare notizie interessanti e utili, con un pizzico di simpatica e sana frivolezza, proprio come la nostra famiglia.

Protagonisti, quindi, gli esemplari di cento razze, tutte a rigore appartenenti alla specie canis lupus familiaris. Fuori gioco perciò i cugini, come volpi e sciacalli, non però un antico progenitore del Pleistocene, il canis dirus o meta lupo, un caro estinto poco socievole e molto pesante, un metro e mezzo di lunghezza, denti enormi e un cervello piccolo piccolo, transitato definitivamente verso i pascoli celesti non meno di 10mila anni fa.

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Non manca un clandestino, il cane della prateria, pelosetto e grande scavatore di buche, sebbene sia un cane solo di nome, essendo in effetti una grossa marmotta.

Ci sono anche degli intrusi, una iena ridens, un licaone, e un gatto tigrato, dall’espressione arcigna e imbronciata: questo libro, dice, mi fa veramente schifo.

Ammirando il lavoro del clan McLeod si potranno apprezzare il karma del Terrier Tibetano e lo stoicismo dei Terranova, le doti ipnotiche del Carlino e la socievolezza del Foxhound. Si apprenderà che Schnautzer non significa altro che baffi, con buona pace delle schnautzerine.

Tra i cento, il Rottweiler spiegherà d’essere stato molto popolare nell’antica Roma, visto che veniva allevato dalle legioni. E sarà divertente incontrare il Dingo Australiano, cane selvatico, certo, ma sfido chiunque a non esserlo, dovendo mangiare piccoli canguri e fare attenzione ai coccodrilli, come tocca a me!

Chi sapeva che il bassotto è un ottimo para-spifferi? E che il Golden Retriever è invidiato nell’ambiente canino perché gli toccano sempre i ruoli migliori in tv?

Il Cocker Spaniel, da riportare beccacce si è ridotto a recuperare al più le ciabatte del padrone e si approfondirà strada facendo la singolare passione di cuccioli e piccoli adulti per i lacci delle scarpe. Oscar, il mio Barboncino Toy, le trova irresistibili. Trascura ogni altra occupazione e corre a tirare, succhiare, quasi ingoiare le stringhe. Una passione più forte di qualsiasi rimbrotto. E non serve stringerle: qualche momento di lavoro febbrile e voilà, belle e slacciate di nuovo, con grande compiacimento.

Autore: EffeElle

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