“Un album di fotografie” di Renata S. Corossi

un album di fotografieUn album di fotografie: è il dono che Wanda riceve, un giorno, inaspettatamente, per posta. Lo apre e inizia a sfogliarlo. Non ci mette molto a capire che quelle immagini che le giungono da un’epoca imprecisata, seppur chiaramente molto lontana, ritraggono la sua famiglia. Proprio quella che Wanda ha sempre pensato di non avere, avendo conosciuto solo la madre e la nonna. E invece quel pacco inaspettato le dimostra che c’è stato qualcun altro che le ha voluto bene, una figura maschile che si presume essere suo padre, ma del quale non può chiedere informazioni a nessuno, essendo sia la madre che la nonna ormai scomparse.

Comincia dunque per Wanda, un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle sue origini, che si accompagna ad un vero e proprio viaggio fisico in Quebec, dove il padre risiede ormai da anni e dove si è rifatto una vita. All’età di 65 anni, la protagonista scopre tutta la verità sulla sua infanzia: il matrimonio dei genitori, il trasferimento del padre, la separazione, le omissioni e le colpe di entrambi. In questa difficile fase della sua vita Wanda sarà accompagnata dalla sua coetanea Rachele: conosciutesi tramite amici comuni, le due donne hanno più cose in comune di quanto immaginino, e pertanto si lanceranno insieme in questa nuova avventura che porterà alla luce storie molto antiche e si rivelerà carica di risvolti inaspettati.

…”Ma lui mi sorrise e quel sorriso mi avvolse di luce, di una strana felicità”.

L’autrice

Renata S. Corossi nasce a Milano il 4 febbraio 1965. Cresce nel capoluogo lombardo insieme alla madre e alla nonna, e studia in collegio. Scrive da sempre: se da piccola si trattava di un modo per esprimere le proprie emozioni o anche di un mezzo di comunicazione con gli amici lontani, adesso la scrittura costituisce per lei una via di fuga dalla realtà, un “cielo azzurro” in un mondo fatto di notizie allarmanti.

Un album di fotografie non è il suo primo libro: ne ha già scritti altri tre, i quali costituiscono, insieme a questo, la collana “Una vita da amare”. Si tratta di brevi racconti, veloci e leggeri, tutti in qualche modo interconnessi in quanto incentrati sulla figura di Rachele, una protagonista che l’autrice stessa definisce “una donna qualunque che riesce a fare della sua vita una cosa tanto bella che non può che essere amata”.

Oggi Renata Corossi si dedica alla scrittura a tempo pieno, circondata dall’affetto dei suoi 4 figli. Tra i suoi progetti futuri, la continuazione della collana “Una vita da amare” e una collaborazione con un gruppo teatrale che trasformerebbe alcuni dei suoi libri in spettacoli per il grande pubblico.

Se avete voglia di incontrare l’autrice visitate il suo blog o la sua pagina Facebook.

Lo stile

Lo stile di Un album di fotografie, così come quello degli altri libri della collana “Una vita da amare” è semplice e immediato, quasi giornalistico. Poiché racconta di vita quotidiana, il libro non può che utilizzare un linguaggio diretto che cattura l’attenzione del lettore. Questo fa sì che la narrazione non si faccia mai pesante e che i passaggi che potrebbero sembrare più ostici, quale ad esempio quello che illustra la transizione tra le due epoche della vita di Rachele, risultino invece persino intriganti.

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Altro punto di forza del racconto è l’importanza che attribuisce al potere evocativo delle immagini: l’album di fotografie, e le singole istantanee contenute al suo interno, costituiscono il tramite tra il presente e il passato della protagonista, quell’elemento centrale che le consente di trovare le risposte che cercava. Ecco dunque spiegato il titolo del libro, il quale vuole porre in risalto proprio l’ambivalenza delle due fasi della vita di Rachele.

Confrontando la trama di Un album di fotografie e la biografia dell’autrice, si sarebbe portati a pensare che il racconto sia autobiografico. Deduzione non del tutto corretta, in quanto Renata Corossi non si è limitata a riportare nel suo scritto gli avvenimenti che le sono accaduti in passato. La sua quotidianità costituisce per lei senza dubbio una forte fonte di ispirazione, ma i protagonisti dei suoi libri sono personaggi inventati, che poi possono o meno presentare delle sfumature caratteriali appartenute a persone realmente conosciute dalla scrittrice; così come i dialoghi sono creati dalla sua fantasia, sebbene possano essere arricchiti da parole o frasi da lei realmente ascoltati e che l’hanno particolarmente colpita.

A chi è rivolto Un album di fotografie? Probabilmente ad un pubblico femminile, ma non esclusivamente. Si tratta del racconto della vita di una donna che potrebbe essere una nostra amica, cugina o vicina di casa; qualunque lettore ha sicuramente conosciuto una donna che le assomiglia. La vera forza della protagonista risiede nella capacità di perseverare e lottare per raggiungere i propri sogni: proprio per questo i lettori ideali del libro sono tutti coloro che, come lei, desiderano qualcosa intensamente e trovano il coraggio e la forza di lottare pur di ottenerlo.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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