“La storia di Nora” di Natalia Lenzi

La_storia_di_Nor_55a3bde9108d3“Nora, che tornava sempre a cena la sera, che il sabato e la domenica li trascorreva con i suoi amici e il lunedì mattina partiva con i suoi libri, semplicemente, una sera non tornò a casa, e non ci tornò per più di venti anni”.

La Trama

La storia di Nora non è in realtà la storia di Nora. È la storia di un paese che cerca di scoprire quale sia la vera storia di Nora.

Nora è una giovane donna che scompare dal paese in circostanze misteriose. Farà ritorno dopo vent’anni ma a distanza di poco tempo il suo corpo viene ritrovato esanime. Ecco allora che quanti l’avevano tanto cercata dopo quella che si pensava fosse stata una fuga, ritornano ad avere un improvviso interesse per la sua vita. La vicenda si svolge però in un piccolo paese, e si può ben immaginare come in questo contesto difficilmente la verità riesca a rimanere tale, anzi, molto più spesso si trasformi in pettegolezzi, sussurri, fino a divenire inevitabilmente bugia. Ma qualcosa di bello può nascere anche laddove la speranza sembra ormai prossima a morire: dalla storia che si sviluppa intorno a Nora germoglia un bellissimo rapporto di amicizia tra donne, che porta una nota di colore in un terreno che si credeva ormai arido e sterile.

Il romanzo di Natalia Lenzi ruota intorno a quello che si presume sia stato un assassinio, dunque potrebbe di fatto apparire come un thriller, un giallo o un noir; in realtà, qualunque sua collocazione all’interno di uno di questi generi sarebbe imprecisa: il fitto groviglio intorno alla storia di Nora non viene districato, o almeno non del tutto. Si tratta di più che altro di un genere molto contemporaneo, nel senso che è molto ispirato alla realtà che circonda, fatta di vicende più o meno tragiche che ci vengono raccontate dalle televisioni, dai titoli dei giornali, dai servizi di cronaca quotidiana. E proprio a questa quotidianità appartengono quelli che sono i temi fondamentali del romanzo: l’amicizia, che in questo caso giunge inaspettata, tra due donne che pur vivendo nello stesso paese hanno avuto e continuano ad avere ben poco in comune; il pettegolezzo, che distorce i fatti, trasformandosi talvolta nel fatto stesso, puramente inventato; e infine la violenza sulle donne, tematica purtroppo attualissima, che rimane sullo sfondo pur non essendo mai direttamente affrontato. Così come è molto realistico anche il finale, che non lascia il lettore con una soluzione certa ma ne fornisce un’altra che non ci si sarebbe proprio aspettati… proprio come a volte accade davvero nella vita.

L’autrice

Natalia Lenzi nasce a Pistoia nel 1971. Diplomata presso l’Istituto Tecnico Industriale, frequenta inizialmente la facoltà di Chimica a Firenze, che abbandona in seguito per lavorare nell’attività di famiglia e poi per dedicarsi al marito e alla figlia a tempo pieno.

È stato proprio dopo la nascita della figlia che Natalia Lenzi ha riscoperto la passione della scrittura. Da sempre fervida lettrice, ha cominciato a scrivere quasi per gioco, consapevole di non avere una solida preparazione alle spalle e timorosa di fare leggere i suoi scritti a chiunque; l’insistenza della sua famiglia però ha avuto il sopravvento, e ad oggi la scrittrice ha già pubblicato due libri e sta lavorando ad un terzo. Si tratta di storie molto diverse tra loro: il primo romanzo, intitolato Il volere dei padri, è di carattere storico, in quanto è ambientato nel Settecento; il secondo romanzo edito è proprio La storia di Nora e, come abbiamo visto, è ambientato ai nostri giorni, ed è ispirato a fatti di cronaca attualissimi; il terzo romanzo, la cui bozza aspetta solo di essere mandata in stampa, torna ad avere un’impronta storica.

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È possibile incontrare l’autrice sulla sua pagina facebook.

Lo stile

Lo stile di La storia di Nora è molto lineare: il linguaggio è semplice, quasi parlato, soprattutto nei dialoghi, e velato di ironia. Si tratta di uno stile narrativo che però non costituisce una caratteristica tipica dell’autrice toscana: piuttosto, Natalia Lenzi preferisce adattare il suo linguaggio narrativo alla storia che racconta.

La storia di Nora, è bene precisarlo, è totalmente frutto dell’immaginazione dell’autrice: nessun riferimento alla sua vita personale quindi, o a fatti realmente accaduti o che l’hanno toccata da vicino. Semplicemente, l’ispirazione è nata dall’osservazione della realtà attuale, fatta di storie raccontate in maniera più o meno veritiera. Ne risulta comunque una nella quale ogni lettore potrà identificarsi: tanto chi ha famiglia quanto chi è single per scelta, che sono le due condizioni vissute dalle due donne che vivono nello stesso paese di Nora. Ma soprattutto chi riuscirà a comprendere al meglio le dinamiche raccontate nel romanzo saranno i lettori che vivono nei piccoli paesi, i quali potranno riconoscere nei personaggi ricreati da Natalia Lenzi i propri compaesani intenti nello spettegolare e nell’abbandonarsi a chiacchiere spesso prive di fondamento.

Proprio questo paese curioso e chiacchierone potrebbe essere considerato il principale protagonista del libro: e nel suo raccontare la società tipica dell’Italia di oggi, La storia di Nora potrebbe diventare, un giorno, una testimonianza preziosa per i giovani delle future generazioni che non si ricorderanno com’eravamo e potranno dunque decidere se saremo migliorati o meno.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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