Tutte le volte che ho scritto ti amo di Jenny Han

Tutte le volte che ho scritto ti amo recensioneTutte le volte che ho scritto ti amo di Jenny Han si presenta come un perfetto mix di ingredienti dal gusto young adult: un’adolescente che attraversa un momento di crisi, una famiglia ideale che tuttavia non la capisce, problemi nel relazionarsi con i coetanei, soprattutto con quelli di sesso maschile. Lo sfondo è quello dell’America dei giorni nostri, il contesto quello delle scuole superiori; l’età della protagonista è quella, critica, dei sedici anni: “l’anno scolastico fondamentale”, come le ripete la sorella, ma anche quello in cui probabilmente si vivono le esperienze che ti fanno più crescere e che quindi determinano la persona che diventerai.

La trama

È sabato mattina e non riesco a riaddormentarmi, così rimango nel letto a fissare le pareti, tutte le foto e le cose che ho conservato. Decido che è arrivato il momento di dare una scossa alla mia vita. Magari potrei tingere la mia stanza. L’unica questione è: di che colore? Lavanda? Rosa? Un colore più audace, come il turchese? O magari potrei tingere una parte sola. Oppure potrei farne una giallo zafferano e un’altra rosa salmone. È necessario rifletterci bene.

Non lasciatevi trarre in inganno dalle riflessioni mattutine di Lara Jean: seppur sedicenne, la nostra protagonista ha i piedi ben piantati per terra. Già qualche tempo fa ha dovuto fare i conti con la morte della madre, e adesso sa bene che gli unici affetti sui quali può contare sono quelli delle sorelle e del padre. Ha degli amici, ma niente di speciale. E ha anche delle cotte per dei ragazzi, ma non riesce mai a palesare i suoi sentimenti e allora si limita a scrivere brevi ma intense lettere nelle quali riversa tutte le sue emozioni. Tuttavia si tratta di missive atipiche perché… non verranno mai spedite. Già nel momento in cui le scrive, Lara Jean lo sa: dopo aver terminato di riversare le sue emozioni sulla carta, piegherà accuratamente il foglio e lo riporrà, insieme agli altri, nella cappelliera che le ha regalato la madre.

Un giorno, però, accade qualcosa di strano. Lara Jean si rende conto che qualcuno ha trovato tutte le sue lettere accuratamente conservate; e la cosa tragica è che questo qualcuno non si è limitato a leggerle: le ha anche spedite alle persone a cui erano realmente indirizzate! Uno dei destinatari è Josh, il fidanzato di sua sorella maggiore, Margot. Anzi ex fidanzato, visto che Margot lo ha lasciato quando è partita per il college. Un altro è invece il ragazzo più ambito della scuola, Peter Kavinsky; come reagirà alla notizia che Lara Jean è (stata) innamorata di lui?

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La teoria della fluidità

Il romanzo di Jenny Lan, Tutte le volte che ho scritto ti amo, è un perfetto elogio di quella che ho personalmente ribattezzato la “teoria della fluidità”, la quale consiste nel condurre uno stile di vita che esuli dall’attribuzione di qualunque etichetta a qualunque tipologia di emozione o relazione interpersonale. Nello specifico: se Lara Jean la smettesse di etichettare Josh come “l’ex della sorella” probabilmente potrebbe abbandonarsi ad un sentimento che è più di un’amicizia, anche se meno di una vera e propria storia d’amore. Che importa se questo sentimento non ha un nome… Questo lo rende forse meno degno di essere vissuto? O ancora, se Lara Jean non si imponesse più di inquadrare il beniamino del liceo nella mera categoria del “bello e impossibile”, forse scoprirebbe che sotto la sua scorza da duro anche lui sa essere gentile e affettuoso… e magari potrebbe sperimentare delle emozioni che anche se non sono l’Amore, vi si avvicinano tantissimo!

Ovviamente, questo è solo uno dei tanti messaggi che possono essere tratti dalle pagine che ci raccontano della vita di Lara Jean. Essendo una storia che ha per protagonisti degli adolescenti, credo che la prospettiva giusta per leggerla sia proprio quella adolescenziale: libero spazio all’interpretazione e zero pregiudizi. Inoltre la velocità della narrazione e il linguaggio semplice e immediato rendono il romanzo molto piacevole; due ulteriori per concedere una possibilità a Jenny Lan e alla sua opera.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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