L’ipotesi del male di Donato Carrisi

L'ipotesi del male recensioneQuesto è il terzo romanzo di Carrisi che ho letto, e come al solito non sbaglia l’obiettivo. La protagonista della storia è sempre la detective Mila Vasquez, che ora si ritrova al Limbo, un reparto della polizia che si occupa di persone scomparse.

Un uomo ha ucciso una famiglia intera lasciando vivo soltanto il figlioletto perché desse l’allarme alla polizia.

Quando Mila comincia ad indagare sulla faccenda, scopre che l’assassino è un uomo scomparso da quasi vent’anni, di cui nessuno più aveva avuto notizie. Da qui comincerà una serie di omicidi commessi sempre da persone scomparse da anni e che misteriosamente ritornano solo per uccidere e vendicarsi di ciò che hanno subito.

L’indagine porterà Mila a correre numerosi rischi, non solo per la sua incolumità ma anche per la sua carriera. E Mila non può permettersi di fallire, non ora che una bambina è entrata a far parte della sua vita. Ad aiutarla nelle sue indagini arriva l’agente speciale Simon Berish, un uomo mite e brillante, esperto di antropologia, che però per un errore del passato viene considerato un reietto dai suoi colleghi, e per questo oltre a essere evitato come la peste, viene spesso deriso dagli altri.

Insieme, Mila e Simon ricostruiscono la dinamica degli omicidi e delle persone che li hanno compiuti, riuscendo a stabilire un legame con una vecchia serie di persone scomparse su cui Berish indagava prima di essere estromesso dal gruppo di indagini. Si tratta dell’Armata delle Ombre e di Kairus, il signore della buonanotte… Il caso si fa sempre più intricato, e solo grazie alla tenacia di Mila e all’arguzia di Simon i due riusciranno a risolvere il caso, rischiando il tutto per tutto pur di far cessare gli omicidi.

LEGGI ANCHE:  Internati nei lager tedeschi, schiavi di Hitler nel 1943-45

Carrisi ha il potere di tenere il lettore incollato alle pagine dei suoi romanzi dall’inizio alla fine. Il modo in cui presenta i personaggi e le ambientazioni, i numerosi colpi di scena, invitano il lettore a continuare la lettura fino alla fine, in un fiato. Personalmente amo il modo in cui riesce a concatenare le vicende che racconta, fatti che sembrano totalmente estranei si rivelano in realtà così legati che poi non riesci a capire come hai fatto a non accorgertene.

Lo consiglio vivamente a chi ama i thriller appassionanti e ricchi di colpi di scena, ma soprattutto consiglio di buttarvisi a capofitto e di non mollare il libro finché non lo si ha finito!

Autore: giuliamala

Condividi Questo Post Su

Pin It on Pinterest