Intervista a Christiana Ruggeri, autrice de “Dall’inferno si ritorna”

Dall’inferno si ritorna, scritto dalla giornalista Christiana Ruggeri ed edito da Giunti, è un libro toccante che racconta la storia vera di una giovane donna, Bibi, sopravvissuta al genocidio ruandese. Abbiamo avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con l’autrice. E questo è quello che ci ha raccontato.

christiana ruggeri dall'inferno non si ritorna

In foto: Christiana Ruggeri. Credits: Lastampa.it

Nel suo lavoro emerge forte la necessità di ricordare, di non disperdere la memoria di questo genocidio. Quanto è stato difficile scrivere questa storia?

È stato più difficile ascoltarla raccontare dalla protagonista del libro. Quando Bibi mi parlava di quello che aveva vissuto, della sua paura, del suo dolore, sono rimasta incredula. Una bambina di soli 5 anni che ricordava molti, troppi dettagli della sua storia. Scriverla è stato un dovere morale, un onore per me: per questo la metà dei proventi è devoluta alla costruzione di una mensa in una scuola materna con “Progetto Rwanda Onlus”, l’Associazione che ha salvato Bibi e continua ad occuparsi di donne e bambini disagiati in Rwanda.

Più volte ne Dall’inferno si ritorna si parla delle donne come coloro che hanno ricostruito il Ruanda, nonostante gli episodi di violenza efferata nei loro confronti. È per questo che ha deciso di intervistare una donna?

Stavo raccogliendo testimonianze dei sopravvissuti vent’anni dopo il genocidio. L’incontro con Bibi è stato talmente forte e dirompente che meritava di essere raccontato da solo. Le donne rwandesi, hutu e tutsi, hanno visto uccidere i loro mariti, figli, padri. Ma hanno saputo andare oltre il male. La follia le aveva messe contro, l’amore per la loro gente e per la sopravvivenza, le ha fatte andare oltre. Oggi in parlamento a Kigali siede il 64% di politici donne: il loro lungo percorso di perdono e ricostruzione, fisica e spirituale, non è ancora finito. Ma restano un esempio di coraggio e intelligenza assoluti.

Le violenze sessuali perpetrate nei confronti delle donne ruandesi sono state contemplate come “tattiche militari”. Solo nel 2006, grazie a Denis Mukwege, si ha una legge che vieta lo stupro. Peccato che le cronache degli ultimi anni ci confermino che questa pratica sia ancora in essere e che addirittura forti interessi minaccino la chiusura del Panzi Hospital. Un cancro dal quale non si guarirà mai?

Lo stupro come arma di guerra è stato tragicamente utilizzato spesso, ad ogni latitudine e in ogni tempo: la barbaria è trasversale. Lei si riferisce all’Ospedale di Goma, nella Repubblica democratica del Congo, dall’altra parte del confine col Rwanda, dove molte ruandesi si sono rifugiate nel corso del 1994. La zona del nord Kivu resta ancora oggi una delle aree più violente al mondo, mi auguro che l’ospedale non chiuda: ho avuto l’onore di intervistare per il mio telegiornale, il Tg2, il dottor Mukwege. Mi ha raccontato di avere personalmente scritto e proposto la legge nel 2006, nell’unico anno in cui ha fatto il senatore. L’anno scorso è stato insignito del Premio Sakharov per la libertà di pensiero: mi auguro che la comunità internazionale lo aiuti a continuare il suo straordinario lavoro di medico.

christiana ruggeri

Particolare di copertina

La storia di Bibi ha molto da insegnare, ad ognuno di noi. Cosa ha insegnato a lei?

Mi ha dato tanto. Mi ha lasciato sconvolta e poi mi ha infuso vita e coraggio. Ma sopra ogni cosa, mi ha insegnato a non sottovalutare i sogni dei bambini: che sono enormi, importanti, li portano lontano e possono salvargli persino la vita. Come è accaduto a lei.

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Progetti per il futuro?

Uscire con un nuovo libro il prossimo anno, in fase conclusiva ormai, completamente diverso da questo. E continuare a promuovere con entusiasmo Dall’inferno si ritorna, anche nelle scuole e nelle università. Credo che il male, come insegna Bibi, si possa superare solo guardandolo in faccia: con il coraggio inconsapevole dei bambini. l’inferno è sulla terra: per superarlo e tornare, dobbiamo affrontarlo con gli occhi puliti dei nostri figli. Senza filtri. E col cuore libero. E perché no, questo libro potrebbe essere il primo passo.

Leggi la recensione dell’opera Dall’inferno si ritorna

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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2 Commenti

  1. Bella e intensa intervista che ha insegnato molto e molto insegnerà

  2. Grazie Marzia 🙂

    Il libro ti spacca l’anima, davvero. Sembra un romanzo per l’assurdità degli eventi, eppure è “solo” la cruda realtà.

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