La crisalide nel fango, il romanzo d’esordio di Matteo Viviani

la crisalide nel fango matteo vivianiSe dovessi definire La crisalide nel fango, romanzo d’esordio di Matteo Viviani, con un’unica parola, non potrebbe che essere: sorpresa. Se ne potessi utilizzare due, di parole, direi: doppia sorpresa. Innanzitutto perché sorprendenti sono sia la trama sia il suo finale; in secondo luogo perché sorprendente è il fatto che a ideare e dare forma a una simile storia sia una persona che non fa lo scrittore di mestiere. O almeno, non ancora.

L’autore

Matteo Viviani svolge infatti tutt’altra professione, che comunque lo ha reso già noto al grande pubblico: lavora come giornalista del noto programma Mediaset “Le Iene”. In realtà, leggendo la biografia di Matteo, colpiscono la sua poliedricità e la voglia di sperimentare: studia da orafo, ed in effetti è questo il lavoro che svolge subito dopo il diploma, unitamente all’hobby per la pittura. Un giorno, però, decide che ne ha abbastanza, poiché sente che è giunto il momento di mettersi alla prova con qualcosa di diverso; si trasferisce quindi a Milano e da lì inizia a far parte del mondo dello spettacolo. Fino a quando qualche anno fa non inizia a lavorare come “Iena”.

Nonostante la sua professione attuale lo porti a conoscere e raccontare tantissime storie diverse, La crisalide nel fango costituisce per Matteo Viviani la prima occasione per cimentarsi nella narrazione scritta di una vicenda che sia interamente frutto della sua fantasia. Già, perché questo lo scrittore ci tiene a sottolinearlo: nessun legame tra i suoi reportage e il suo libro, anzi. Fatti e situazioni da lui descritti sono solo lontanamente ispirati alla realtà, in quanto ogni elemento è stato in seguito modificato dalla sua immaginazione. Il consiglio quindi per chiunque voglia approcciarsi alla sua storia è quello di distaccarsi dall’immagine di Matteo-Iena e far posto al Matteo-autore, per lasciarsi condurre in un vero e proprio labirinto di emozioni.

La trama

Di cosa parla La crisalide nel fango? Il romanzo è definito dal suo stesso autore “un noir in chiave pulp” e non avremmo potuto coniare definizione più azzeccata. La trama ruota intorno a due protagonisti principali, il giovane sbruffone Alessandro e l’irreprensibile impiegato Raffaele. Due uomini instabili, due personalità complesse che non si conoscono tra loro ma indirettamente sono legati da qualcosa che li accomuna, o meglio qualcuno: la bella studentessa Sonia, che finirà per concedere qualcosa di sé ad entrambi.

LEGGI ANCHE:  Fregoli. La biografia: l'ultima trasformazione perfino nella tomba

Sullo sfondo di una Milano dinamica, perfetta esemplificazione di una metropoli dei nostri tempi, Matteo Viviani mette in scena uno spettacolo di notevole intensità emotiva, narrato tramite un linguaggio attuale e decisamente poco convenzionale. L’obiettivo è quello di mantenersi ben lontano da “ciò che la gente vuole sentirsi dire” e raccontare invece le contraddizioni della società nella quale viviamo, dove le persone mentono, gli uomini adulti si innamorano delle ragazzine, i grandi amori si rivelano solo relazioni con secondi fini e “decisioni prese per il tuo bene”.

E a lettura conclusa, si può dire che quest’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. La schiettezza che caratterizza la narrazione è il vero punto di forza del romanzo. I personaggi risultano estremamente verosimili, tanto nei modi di fare quanto nei pensieri e nelle espressioni. Il messaggio che la storia trasmette alla fine è triste, ma semplicemente perché essa ci comunica che triste è il mondo in cui viviamo. Esso costituisce, in ogni caso, un invito alla riflessione, al non lasciarsi trasportare dal marcio che ci circonda; ad emergere dal fango nel quale siamo immersi, insomma, per non perdere la speranza nell’evoluzione verso un mondo migliore, esattamente come quel processo evolutivo che porta il bruco a diventare crisalide e poi una meravigliosa farfalla.

Post realizzato in collaborazione con BloggerItalia.
LA CRISALIDE NEL FANGO

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aspetta, ami anche tu il profumo dei libri? Sostieni l'editoria emergente!

Ogni settimana un racconto gratis da scaricare. In più aggiornamenti sulle novità editoriali e le recensioni a cura della nostra redazione.

Grazie! Controlla la tua casella di posta e inserisci il nostro mittente nella tua rubrica per avere la certezza di ricevere le nostre email.

Pin It on Pinterest