Will Eisner, il graphic novel e la promozione letteraria

Will Eisner era un uomo d’affari nato […] Era operaio e dirigente. Era il talento e la persona incaricata di licenziarlo. A volte firmava le buste paga e altre era tra quelli che dovevano tirare la cinghia finché non fosse arrivata la successiva. Apriva società, discuteva contratti, acquisiva diritti, confezionava e vendeva progetti editoriali per terzi. E mentre praticava questo capitalismo da manuale, sognava, scriveva e disegnava […]

Will Eisner era un grande artista e un abile imprenditore; entrambe le cose, indissolubilmente. Ed era una cosa di lui che amavo molto.”

Dall’Introduzione di Michael Chabon a Will Eisner: una vita per il fumetto

Will Eisner all'opera su una delle sue tavole

Un giovane Will Eisner all’opera su una delle sue tavole

Alcuni giorni fa a Bologna si è tenuto il convegno “Bande à Part. Graphic novel, fumetto e letteratura”. Due intense giornate di confronto e discussione intorno alla letteratura a fumetti, che sarebbe impossibile riepilogare dignitosamente in poche righe; uno dei tanti spunti offerti dal convegno mi ha però suggerito l’idea per questo post.

Una delle sessioni, con gli interventi di Enrico Fornaroli, Ferruccio Giromini e Andrea Plazzi, ha avuto come protagonista diretto o indiretto Will Eisner; in particolare, alcuni aspetti del suo lavoro e della promozione editoriale davvero interessanti.

Il profilo che di Will Eisner, indiscusso maestro del fumetto mondiale, emerge dalla sua biografia e che è stato ripreso anche durante il convegno in particolare da Giromini e da Plazzi, è quello non “solo” di un grande artista, ma anche di un abile professionista del mondo editoriale e di un imprenditore attento e consapevole.

Will Eisner con un Eisner Award

Will Eisner al Comic-Con con uno dei cinque Eisner Award vinti durante la sua intensa carriera

Will Eisner è stato spesso percepito come “il padre del graphic novel” e il suo Contratto con Dio come “il primo graphic novel” della storia del fumetto. La ricerca storica sul fumetto rivela però uno scenario diverso, in cui origini e paternità del graphic novel sono in realtà da attribuire a pionieristici predecessori di Will Eisner, nell’ambito non di un’invenzione istantanea ma di un processo lungo e articolato di “librarizzazione e […] romanzizzazione del fumetto” di cui si ha traccia fin dagli anni ’20 ‒ Matteo Stefanelli, in un articolo chiarificatore uscito un paio di mesi fa su Fumettologica.it, fa il punto sulla questione nonché sulla cosiddetta “distorsione Eisner” (definizione del ricercatore inglese Paul Williams a proposito della “attribuzione all’autore americano di una ‘invenzione’ e, deterministicamente, dei suoi effetti ‘sistemici’” ndr).

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Dunque Eisner non ha inventato il graphic novel (né del resto fu il primo a usare questo termine), ma ha fatto qualcosa di non meno rilevante: ha autodefinito consapevolmente una propria opera (Contratto con Dio) come graphic novel.

Contract with God / Contratto con Dio

La forma narrativa del graphic novel, come abbiamo visto, esisteva già quando è uscito Contratto con Dio, ma non era ancora stata in qualche modo “codificata” e resa “riconoscibile” in maniera distintiva. Quella che negli Stati Uniti è nata come un’esigenza di mercato (distinguere un certo tipo di pubblicazioni “alte”, con marcata autorialità e struttura romanzesca, dai comics seriali), è diventata così per Eisner la chiave per promuovere e valorizzare non solo il proprio lavoro e la propria autorialità, ma in generale un nuovo modo di comunicare attraverso il fumetto, con una capacità imprenditoriale, promozionale e autopromozionale notevole (e che forse in parte può spiegare perché da allora e per lungo tempo, seppur arbitrariamente, la paternità di quella particolare forma narrativa e di quella denominazione, “graphic novel”, sia stata associata a lui).

Riprendendo ancora Stefanelli, “Eisner non ha aperto la strada al graphic novel, bensì la ha allargata, asfaltata, illuminata. Quanto basta a disfarsi di certa vulgata agiografica, ma anche quanto serve per sottolineare il ruolo propulsivo di un libro (di un autore) che ha contribuito a condurre il fumetto lungo la strada in cui possiamo incontrarlo oggi.”

Alla base del successo di Will Eisner (che paradossalmente non ha accompagnato l’uscita di Contratto con Dio) c’è ovviamente l’alta qualità del suo lavoro artistico e autoriale ‒ senza questa, non c’è imprenditorialità che tenga. Ma Eisner aveva alle spalle anche anni di esperienza come editore e una conoscenza a 360 gradi del mondo del fumetto e dei suoi linguaggi; una conoscenza che ha saputo condividere e trasmettere con passione anche agli autori che frequentavano lo studio editoriale fondato col socio Jerry Iger.

Will Eisner, Il sognatore

Da “Il sognatore”, l’autobiografia romanzata del maestro del fumetto

Considerare Will Eisner come precursore del branding e del personal branding letterario sarebbe una forzatura, oltre che riduttivo, ma certo il lascito artistico e professionale di Eisner può essere utile anche per capire quale ruolo fondamentale possono ricoprire per un autore (a prescindere dal linguaggio di cui si serve) la professionalità, la piena padronanza dei propri mezzi e la consapevolezza del proprio ruolo autoriale e delle proprie potenzialità.

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Una bibliografia essenziale:

 

Will Eisner, Contratto con Dio

Will Eisner, Contratto con Dio (Fandango, 2010)

Will Eisner, Fumetto & arte sequenziale

Will Eisner, Fumetto & arte sequenziale (Pavesio, 2005)

Will Eisner, Graphic Storytelling. Narrare per immagini

Will Eisner, Graphic Storytelling. Narrare per immagini (Pavesio, 2001)

Bob Andelman, Will Eisner. Una vita per il fumetto

Bob Andelman, Will Eisner. Una vita per il fumetto (la biografia ufficiale del padre del romanzo a fumetti) (Double Shot, 2013; trad. di Andrea Plazzi)

Autore: Marianna T.

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