Questo indomito cuore il romanzo americano-europeo di Pearl S. Buck

A Susan riesce bene ogni cosa. Suona straordinariamente, cucina benissimo. Avrebbe saputo insegnare e avrebbe potuto scrivere, recitare, fare l’artista, attività insolite per una ragazza degli Anni Trenta. Ha le mani d’oro e un istinto che la rende in grado di realizzare al meglio quello che idealizza. Me lo dicono le dita cosa fare, sostiene, stupita lei stessa della sua abilità pratica. La manualità le serve in molte cose, soprattutto nel modellare la creta, ma anche nel cucire, nell’impastare un dolce, nel disporre fiori in un vaso. Ha ben presente come ogni cosa debba apparire, ne ha l’immagine stampata nel cervello e le sue dita sono schiave agili e veloci. Le mani, la mente, ma anche il cuore, tutti insieme conducono Susan a conoscersi sempre più ma anche a smarrirsi, nel romanzo Questo indomito cuore (Sonzogno 2015, 332 pagine, 16 euro), l’unico del Nobel per la letteratura 1938 Pearl S. Buck (1892-1973,) ambientato negli Stati Uniti, location insolita per un’autrice che amava collocare in Estremo Oriente le sue storie e personaggi. Sposa un compagno di scuola, Mark – è molto innamorata, ci mette tutta se stessa, come sempre – un ragazzo poco brillante, agente immobiliare senza ambizioni, che si riconosce per primo al di sotto delle capacità della giovane moglie. Ti riesce sempre quello che vuoi, avessi io la metà della tua fiducia. Susan vuole un figlio e sembra sulla strada buona per realizzare il desiderio. Intanto, la signora Fontane, una vicina per la quale aveva realizzato la statua di un angioletto da giardino, un meraviglioso Cupido, la invita a raccogliere le commissioni di altre opere dalle sue amiche. Siete lanciata, ragazza mia, Dio solo sa dove arriverete. Le sue mani sono capaci. Lei riesce in tutto. Mette alla luce il piccolo John, alla maniera sua, perfetta, un parto senza dolore e realizza il ritratto in bronzo di Michel, figlio quindicenne di una ricca signora. Uno scultore di fama vede quella testa e resta colpito dal talento espresso da un’artista ancora senza esperienza ma straordinariamente dotata. Si offre di darle lezioni di scultura. Ha visto in lei la scintilla, il dono vero.

Il crollo delle certezze e la scelta

Il contatto con l’uomo brusco e senza mezze misure la mette in discussione, crollano tutte le certezze, alle quali era abituata. Da una parte il marito, il figlio, i suoi lavori, il ruolo di una donna nella società chiusa del tempo. Dall’altra i nuovi orizzonti aperti dalle sue capacità artistiche. Il maestro Banes la sfida, la spinge, insiste per portarla in Europa. Sceglie la famiglia ed ha una seconda figlia, Marcia. Per amore, tutto per amore. Rinunciare all’arte non le pesa troppo, ma non si può considerare indolore. Anche Mark ne soffre. La scelta della moglie da un lato lo rassicura, dall’altro lo carica di responsabilità. Non regge, ci si ammala. Non lotta. Si spegne. Il futuro è l’Europa, in nave, con figli e domestica, la fedele Jane. In Francia riprende a studiare scultura, da un altro severo maestro. Artisti non si diventa, le dice con modi burberi, pure entusiasta delle qualità rare dell’allieva. Prima occorre essere artigiani, solo dopo si può aspirare a crescere, sempre ammesso che se ne abbia la stoffa. Dipende da quello che si ha dentro. Artisti si è o non lo si è.  Il talento consuma Susan da dentro. È così forte da motivarla ad affrontare sacrifici, ad arrampicarsi sugli specchi. Non è facile vivere a Parigi, il denaro non basta mai e una donna deve battersi il doppio di un uomo nella stessa condizione. E il destino, col robusto aiuto di Barnes, le mette sulla strada un connazionale, Blake Kinnairs, esperto di marmi, un uomo alto, di aspetto giovanile, occhi chiari, appassionato della vita, di compagnia piacevole, carattere brillante, gentilissimo e visibilmente interessato a lei. Però Susan non è pronta, non ha elaborato, non può ancora cancellare tutta la sua vita precedente. Ha paura. Blake scommette che la farà ridere, come mai prima. Che la bacerà, come mai prima. Che la farà innamorare. Come mai prima.

Autore: FeL

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