Qualcosa non torna di Gianluca Giusti

Qualcosa non torna di Gianluca Giusti

La copertina dell’opera edita da Edizioni C’era una volta

Credere, qualunque cosa sia, deve essere un libero arbitrio ma la conoscenza è fondamentale, altrimenti non c’è libertà.

La trama

Qualcosa non torna non è un romanzo, né un racconto; difficile rintracciarvi quindi una trama vera e propria. Lo stesso autore, Gianluca Giusti, afferma che la sua opera “si presenta come un saggio ma non lo è del tutto. Questo perché mentre il saggio risponde all’esigenza di trovare delle spiegazioni e delle risposte a delle domande su un determinato argomento, Qualcosa non torna costituisce più che altro un dialogo tra il narratore e il lettore, nel quale non è il primo a insegnare qualcosa al secondo ma entrambi interloquiscono ponendosi sullo stesso livello.

Qual è il tema di questo dialogo? L’irrazionale: religione, paranormale religioso, paranormale in generale, insomma tutto ciò che risulta scientificamente inspiegabile. Gianluca Giusti prende il lettore per mano, provando a dargli del tu, e lo invita a fare un percorso su quello che sono le contraddizioni di Dio, delle tre Religioni Monoteistiche e della Religione in generale. Ecco quindi che il lettore diventa il vero protagonista del libro, essendo portato ad interrogarsi sulla natura di certe teorie che vengono date generalmente per scontate solo perché ci credono tutti o perché ce le raccontano così da anni.

L’autore

Gianluca Giusti nasce a Montecatini Terme (PT) nel 1964. Dopo gli studi all’Isef di Firenze inizia subito a lavorare come informatore scientifico del farmaco, professione che svolge tutt’ora e che negli anni gli ha permesso di comprendere l’importanza non solo dei lavori scientifici, ma anche delle pubblicazioni e del metodo scientifico sperimentale.

Al contrario di quanto avviene per la maggior parte degli scrittori, l’interesse per la scrittura è nato in lui di conseguenza a quello per gli argomenti trattati nei suoi testi. È successo così per il suo primo libro, OscuraMente, pubblicato da Errekappa edizioni nel 2013: interessato a scoprirne di più sul funzionamento del nostro cervello, e non avendo trovato nessuna pubblicazione rilevante sulla questione, Giusti ha deciso di intraprendere degli studi da autodidatta che poi sono sfociati in un libro vero e proprio. Ma il percorso verso la scrittura non è stato improvvisato, anzi, ha previsto anche uno studio approfondito delle regole della grammatica italiana e della punteggiatura.

Nel frattempo sono arrivate altre idee, tanto che già due mesi dopo la pubblicazione della sua prima opera è uscito, questa volta con la casa editrice La Caravella, Cuba istruzioni per l’uso, un manuale volto a chi intende recarsi a Cuba ottimizzando soldi e tempo. Qualcosa non torna è quindi la sua terza pubblicazione in ordine temporale. Uscito a settembre 2014 con edizioni C’era una volta, il libro ha ottenuto il patrocinio gratuito del comune di Roma ed è stato presentato in prima esclusiva nella capitale il 17 ottobre 2014, alle ore 17:17.

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Ad oggi, Giusti cura il suo sito www.gianlucagiusti.com e si dedica a due progetti narrativi: il sequel di OscuraMente, un’opera incentrata quindi ancora una volta sui misteri della mente umana, e una storia ambientata nella sua città natale.

qualcosa non torna

In foto: Gianluca Giusti

 

Lo stile

Lo stile di Qualcosa non torna ha poco in comune con quello comunemente impiegato nella stesura di un saggio. Nel libro di Giusti la narrazione è incentrata sulla leggerezza, e proprio i toni informali e ironici permettono di affrontare un argomento complesso come quello trattato senza annoiare il lettore. La struttura del libro è graffiante ma non scivola mai nell’offensivo, limitandosi ad illustrare le argomentazioni dell’autore con l’obiettività necessaria a conferire la giusta veridicità alle sue affermazioni.

Affermazioni che si pongono lo scopo di affascinare il lettore per coinvolgerlo nel processo di comprensione profonda della realtà che lo circonda. Già lo stesso titolo dell’opera è stato scelto per stimolare la curiosità di chi incontra il libro per la prima volta: l’emblematica espressione “Qualcosa non torna” porta subito a chiedersi quale possa essere l’oggetto di riflessione, e quindi costituisce il primo stimolo verso la lettura in sé.

Il pubblico ideale che Giusti ha pensato per il suo libro è rappresentato dalle classi di alunni e dai loro docenti. Questo perché, nonostante la scrittura semplice lo renda adatto a tutte le categorie di lettori, le domande che esso pone si prestano ad essere sviscerate e di conseguenza assimilate soprattutto da un pubblico giovane, che tramite la figura intermediaria di un insegnante possa far proprio il metodo utilizzato dall’autore. Inoltre, da non sottovalutare sono le conseguenze che il libro potrebbe avere sui ragazzi: “Solo mettendo davvero alla prova le nostre convinzioni rafforzeremo quello in cui crediamo, oppure, faremo un vero e proprio cambiamento di nuova generazione”.

Qualcosa non torna è disponibile per l’acquisto su Amazon, così come tutti gli altri libri scritti dall’autore. 

Autore: redazione

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