Maus incontra Il Pugile: due graphic novel per non dimenticare

art. maus incontra il pugile2Maus di Art Spiegelman è considerata l’opera madre del genere graphic novel. In questo libro l’autore riporta alla memoria gli orrori dell’Olocausto. Lo fa attraverso il racconto che il padre Vladek gli fa della sua vita, dai giorni felici in Polonia al campo di concentramento di Auschwitz.

Art rappresenta i diversi gruppi etnici come animali per enfatizzare i pregiudizi razziali: gli ebrei sono topi, i nazisti gatti e i polacchi maiali e con Maus mette in discussione le nozioni tradizionali di storia, di memoria e narrazione, offrendo una nuova prospettiva sull’eredità dell’Olocausto. Uscito in due volumi differenti, il primo nel 1986 e il secondo nel 1991, Maus ha vinto il premio Pulitzer nel 1992.

La scelta di Art Spiegelman di fare uso del doppio registro linguistico, il presente con Art e la sua vita che dialoga con il padre e il passato che viene narrato, è spinta dalla necessità che il passato sia nel presente, nella memoria. Ma quest’opera, oltre all’Olocausto, racconta il difficile rapporto tra un figlio e un padre il cui carattere duro è comprensibile al lettore solo sfogliando l’ultima pagina.

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Dopo Spiegelman, nel tempo, molti autori hanno scelto il genere graphic novel per narrare le tragiche vicende accadute durante la Seconda Guerra Mondiale; tra questi nel gennaio 2014 Rizzoli-Lizard ha pubblicato Jan Karski, l’uomo che scoprì l’Olocausto di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso.

Di ultima pubblicazione invece è Il Pugile di Reinhard Kleist edito dalla Bao Publishing. Come in Maus, anche qui abbiamo una biografia al centro della storia, in questo caso, quella di Hertzko Haft: l’uomo che grazie al suo pugno violento riuscì a scampare alla morte dei campi di concentramento. Kleist traduce in graphic novel la biografia del pugile scritta dal figlio Alan nel 2003. Qui non assistiamo ad alcuna antropomorfizzazione di animali come invece in Maus; gli ebrei, le vittime, sono  ritratti nella loro essenza di persone rimaste pelle ed ossa. Se per Spiegelman il vissuto paterno è stato ricercato, per Kleist l’incontro con la vicenda del Pugile è stato casuale: cercando del materiale per un lavoro ha avuto l’incontro folgorante con il testo di Alan. Poi la voglia di Kleist di riproporre la vicenda di Hertzko non solo per impedire che la memoria non si perda, ma per la sensazione – come ha dichiarato in una recente intervista rilasciata a Joe Gordon di ForbiddenPlanet.co.uk – che “nella maggior parte dei racconti sull’Olocausto le persone non sono trattate come esseri umani. Essi sono ridotti al loro ruolo di vittime e diventano simpatiche. Ma esse erano delle persone con tutti i loro difetti e malumori. Proprio come tutti gli altri. Se li si riduce ad un personaggio unidimensionale, non si fa loro giustizia.ilpugile_01

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Due uomini, Vladek e Hertzko, le cui vite sono regalate alla lettura dei posteri, grazie alla graphic novel, due uomini che si sono salvati dall’inferno, ma che sono rimasti poi nel purgatorio.

Tragedie che fanno parte della storia raccontate attraverso disegni: non si rischia di sminuire e rendere irreale cose reali più della realtà? No. Grazie alla sua forma, la graphic novel è anzi un genere letterario abile a raccontare tali eventi, arrivando in maniera più diretta e meno faticosa per il lettore rispetto a quello tradizionale. È anche per questo che nel Regno Unito in molti chiedono che esse entrino a pieno diritto tra i testi scolastici.

Attraverso le GN, i lettori esitanti o riluttanti a cui mancano le capacità e l’esperienza per far fronte a un testo pieno di vocaboli sconosciuti sono esposti ai media visivi che guidano gli studenti nella loro sfida di riuscire a collegare in maniera corretta le immagini e concetti che non comprendono. Le graphic novel danno la possibilità ai giovani di impegnarsi in opere complesse che altrimenti sarebbe impossibili per loro leggere. Attraverso la combinazione di testo e immagini le GN sono un mezzo efficace per stimolare l’interessa nei lettori riluttanti che sono solitamente scoraggiati dai testi tradizionali.
(Frey & Fisher, 2004; Thompson, 2007).

Se vi siete persi il primo post dedicato ai graphic novel, leggetelo qui.

 

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