L’animale adolescente di Jan Weiler

L'animale adolescente recensioneUn padre disorientato, Jan, osserva la figlia Carla, tredicenne, come un ricercatore osserva un fenomeno strano e inspiegabile. Entra quasi con timore nel “laboratorio”, cioè la camera da letto di sua figlia, per tentare di individuare la chiave di volta che gli possa consentire di giungere all’elaborazione di una teoria che spieghi il funzionamento di questi esseri incomprensibili che sono gli adolescenti. Malauguratamente sembra che nulla valga, non esiste nessun collegamento fra la sua personale esperienza di adolescente che fu e l’adolescente che ha in casa qui ed ora. Carla ha altri ritmi, un suo personalissimo modo di vivere, di mangiare, di riposare, di dormire, per non parlare del suo improbabile concetto di ordine in base al quale “il laboratorio” finisce con l’assomigliare più ad un deposito di rifiuti non differenziati che ad un posto dove dormire. Insomma, Carla è più vicina ad un animale che ad un essere umano, precisamente mostra forti affinità con un koala o un bradipo, perciò forse sarà meglio definirla “animal adulescens“, razza molto diffusa, ma ancora poco conosciuta. Come fare? Il povero Jan, che non intende rinunciare a fare il padre, gravato da sensi di colpa, è disposto ad accettare critiche e sfide, agisce come uno storico, ma la bimba di ieri non c’è più; non si perita di trasformarsi in un nuovo Holmes, ma ogni indagine fallisce dinanzi alla cortina di silenzi e di segreti custoditi meglio che dai più abili servizi di intelligence internazionali. Come andrà a finire? Lo sapremo solo leggendo, ma non aspettatevi a tutti i costi il lieto fine.

La critica

Il sottotitolo dice vicende tragicomiche di un padre disorientato” e dice bene, perché davvero seguiamo la storia divertente e un po’ patetica di un padre che ce la mette tutta, ma che non arriva da nessuna parte. L’enigma, il mistero si infittiscono sempre di più e l’impresa si rivela sempre più disperata. La lettura è scorrevole, il libro si può leggere anche tutto d’un fiato. Certo gli adolescenti lo leggeranno come mai potrà farlo un genitore, ma entrambe le categorie potranno riconoscersi nel racconto e, perché no?, utilizzarlo come spunto per poterne discutere insieme, senza ipoteche sulla possibilità di giungere ad un comune accordo. Forse è troppo ottimistico pensarlo, ma nulla vieta che si tenti. Jan Weiler ha venduto in Germania 250.000 copie de L’animale adolescente, è rimasto in classifica per 40 settimane ed è stato giudicato il caso editoriale del 2014; questo non è il suo primo romanzo, ma è quello dove l’autore ha parlato dei padri di oggi sicuramente pensando a se stesso e la componente autobiografica si sente. Tutto sommato si tratta di un libro leggibile addirittura con piacere, ma che si mantiene troppo in superficie scadendo troppo spesso nella banalità dei luoghi comuni. Magari l’intento dell’autore era proprio quello di scrivere un libro non impegnativo conoscendo la pigrizia dei ragazzi ed in questo ha sicuramente fatto centro, ma difficilmente potrà ambire a raggiungere un pubblico più esigente.

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Libro consigliato a…

Agli adolescenti che avranno modo di sentirsi parte di una razza sotto osservazione ed a genitori poco avvezzi a letture forti che non vorranno perdere l’occasione di avere comunque un argomento di discussione, sentendosi meno soli.

Autore: Ida Tortora

Sono affetta da “libridine compulsiva”. Per questo male, dall’eziologia ancora ignota, non esistono rimedi efficaci. È in fase di sperimentazione una nuova terapia che unisce alla lettura la stesura di recensioni di alcuni dei libri letti. Ho accettato di fare da cavia, ma ho notato solo un peggioramento dei sintomi e degli effetti secondari.

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