Il tribuno pretoriano di Giuseppe Campo

…«I confini di Roma possono essere allargati a tutto il mondo…. Ma a che serve aver conquistato il mondo intero se poi tutti i cittadini e i popoli che abbiamo sottomesso alla nostra tribuno pretorianograndezza non credono più a nulla o, peggio, si aggrappano a nuovi dogmi che sfociano in fanatismi estremi? A che serve difendere ciò che abbiamo conquistato se poi adottiamo le usanze dei nostri nemici, se le certezze in cui fino ad ora abbiamo creduto si sfaldano e soppiantiamo i nostri déi con nuove credenze e idolatrie?»

La trama

Essere a capo di un grande impero come quello romano è un’ambizione di molti. Ed è ovvio che un imperatore abbia più nemici che amici. Tale circostanza vale anche per Diocleziano, reggente assai accorto e fine stratega che da Nicomedia, in Asia Minore, tira le fila dell’impero. Fra chi vorrebbe usurpare il suo potere e chi, invece, sogna una Repubblica alla vecchia maniera, retta solo dal Senato, viene ben presto ordito un complotto per ucciderlo. Ma occorre qualcuno di fidato a cui assegnare questa importante e pericolosa missione, qualcuno capace di guardare in faccia l’imperatore senza timore. Viene così scelto Livio Ventidio, un valoroso tribuno della guardia pretoriana di stanza a Roma. Livio accetta il compito con grande interesse, poiché a tutti i costi vuole lasciare l’Urbe e andare in Oriente e finalmente il suo desiderio si sta avverando. Assieme con la settima coorte di pretoriani che comanda, il tribuno arriva a Nicomedia, la capitale della provincia di Bitinia, lì dove risiede Diocleziano. Ma non appena giunto, gli viene subito affidata la sua prima missione: combattere contro il popolo dei sarmati. L’obiettivo di assassinare l’imperatore comincia così ad allontanarsi, perché un ordine dall’alto va sempre rispettato e lui, da tribuno, lo sa bene. Quello che invece Livio non sa è che in questa campagna conoscerà l’amore e, dopo tante avventure e pericolosi scontri armati, giungerà finalmente al cospetto dell’imperatore…

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L’autore

Giuseppe Campo (detto Pino) nasce a San Teodoro 49 anni fa. Vive a Cesarò ed è dipendente del meraviglioso Parco dei Nebrodi. Grazie al professore di lettere delle scuole medie, Giuseppe si avvicina alla lettura e, in poco tempo, divora i libri più significativi della letteratura per ragazzi, da Verne a Salgari passando per Twain e Dumas. La lettura fa scattare la scintilla e la passione anche per la scrittura, che allena di pari passo nel corso dei suoi studi. Come spesso accade, crescendo si ha sempre meno tempo per le proprie passioni, assorbiti come si è di solito dal lavoro e dalla famiglia. Ma a quarant’anni ecco bussare nuovamente alla porta di Giuseppe la mai sopita passione per la scrittura, complice anche la lettura dei romanzi di Valerio Massimo Manfredi e Andrea Camilleri, e la voglia di trasmettere su carta la passione per la sua terra: la Sicilia. Nasce con questo spirito il primo romanzo di Giuseppe Campo, nel 2010, Il giardino di casa, metà in italiano e metà in siciliano, dove l’autore raccoglie vari ricordi e fantasie giovanili, una storia densa di tradizione e decisamente autobiografica. Il tribuno pretoriano è il suo secondo romanzo, ma a breve sarà pubblicato anche il sequel de Il giardino di casa (il titolo sarà probabilmente L’ombra del fico ndr). Intanto è in fase di stesura il suo quarto romanzo, sul quale però l’autore mantiene il più stretto riserbo. È tanto l’ardore di Giuseppe sui suoi progetti per il futuro che convinto ci dice «Una cosa è certa: non smetterò di scrivere mai!».

pino campo il tribuno pretoriano

In foto: Pino Campo

 

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Lo stile

Il tribuno pretoriano nasce come un libro dedicato agli appassionati di storia, ma anche dalla volontà di creare una narrazione e dei personaggi che raccontassero la storia di Teodoro, il soldato romano, morto martire per la fede, che ha dato il nome alla città d’origine dell’autore: San Teodoro, appunto. «Ho pensato: chi potrebbe essere più utile al mio scopo se non un altro soldato? – Spiega l’autore -. Ho scelto di appoggiarmi a un ufficiale superiore perché avrebbe avuto meglio di altri libertà di movimento all’interno delle mie trame. A lui, al tribuno pretoriano, ho dedicato il titolo, sperando che suscitasse curiosità e potesse rimanere impresso nella mente dei lettori». Ma l’autore ci tiene anche a precisare che «il vero titolo è il sottotitolo: “Certo come il sorgere del sole”». Per i personaggi della sua storia dice di non essersi ispirato a nessuno in particolare, fatta eccezione per Serat, un comprimario con un ruolo fondamentale nel libro. Per il resto, Giuseppe ama partire dalla creazione degli ambienti quando scrive, rendendo poi funzionali i personaggi. Insomma, una storia dove non manca l’azione, l’accuratezza del dettaglio storico e una intesa passione amorosa. Il tribuno pretoriano è disponibile per l’acquisto su Amazon. Per conoscere meglio l’autore e le sue opere, vi consigliamo di seguirlo sul suo sito personale: Pinocampo.it.

Autore: redazione

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