Splendore di Margaret Mazzantini: quando l’amore non ha forma né tempo

splendore recensione

Era il figlio del portiere. Suo padre aveva le chiavi di casa nostra, quando partivamo innaffiava le piante di mia madre. Per un periodo ci furono due nastri azzurri sullo stesso portone, il suo più scolorito del mio perché era più vecchio di qualche mese. C’incontrammo durante tutta l’infanzia, lui scendeva io salivo. C’era il divieto di giocare in cortile dove una grande palma spazzolava la quiete dei vecchi inquilini. Un casamento d’epoca fascista accanto al Tevere. Lo vedevo dalla finestra, mentre scivolava con il pallone sotto il braccio nel canneto lungo il fiume.

È veramente strano come in ogni storia della Mazzantini si nasconda, nonostante tutto, una voglia di vivere incommensurabile. Come se, al di là delle difficoltà, il regalo più bello sia sempre uno: la vita. Una vita che nessuno chiede di vivere, ma che tutti i protagonisti delle sue storie amano e continuano ad amare e a difendere anche quando questa sembra avergli voltato le spalle.

E davvero accadde, e fu contro natura, e davvero vorrei sapere cos’è la natura, quell’insieme di alberi e stelle, di sussulti terresti, di limpide acque, quel genio che ti abita, che ti porta a fronteggiare a mani nude le tue stesse mani e tutte le forze del mondo. Allora fu natura, la nostra natura che esplose e trovò l’espressione più dolce e benevola. Ci trovammo. Come il vento che organizza il mondo, lo rade al suolo e lo riedifica lentamente. Costantino non voleva, neppure io volevo, almeno così credo di ricordare. Ma cosa so io, che poi la vita e il suo desiderio non abbiano contraddetto?

Splendore è l’ultimo romanzo di Margaret Mazzantini, pubblicato nell’ottobre 2013 dalla Mondadori. Si tratta di un libro in cui viene affrontato in maniera delicata e silenziosa il tema dell’omosessualità. Dico “silenziosa” perché leggendo le mille parole di questa storia, il fatto che Guido e Costantino siano omosessuali passa in secondo piano. Quasi non ce ne accorgiamo. Ciò che conta è l’amore e quel sentimento che li lega da sempre. E per sempre.

La trama

Ma facciamo un passo indietro. In Splendore la Mazzantini ci racconta la storia di Guido e Costantino, i protagonisti di questo romanzo. Sono due bambini che crescono nello stesso palazzo, divisi solamente dalla loro estrazione sociale. Da bambini diventano ragazzi e poi giovani adulti ed in questo loro percorso di vita, fatto di perdite e di sconfitte, di delusioni e di sogni, si scoprono legati in maniera del tutto inaspettata. Hanno paura di definire questo legame, perché si rendono conto fin da subito che la loro non è una semplice amicizia.

A tratti hanno paura di loro stessi, fino a quando il sentimento è troppo forte da contenere e allora nulla importa se si tratta di amore, di passione, di attrazione, di un modo di essere definitivo o passeggero, di un sentimento sbagliato o giusto per il semplice fatto di esistere. Ciò che importa è quello che sentono e questo non cambierà mai, nonostante gli anni che passano inesorabilmente, le scelte di vita che li allontanano, i tentativi di essere come gli altri e quelli di dimenticarsi. La verità è che un amore e la parte vera di se stessi non si possono dimenticare. Ma arriva un momento in cui si è andati troppo oltre, e forse, anche quando si è trovato, da qualche parte, il coraggio di viversi, il momento giusto, quello per fare delle scelte radicali, è semplicemente passato.

La critica

Credo che ci voglia intelligenza per affrontare una tematica come questa, in un periodo storico in cui spesso si viene giudicati anche solo per una frase. La Mazzantini, invece, ci racconta di un amore, a tratti considerato sbagliato e in altri inevitabile, in cui poco importa se Guido e Costantino siano due uomini. Ciò che importa è l’incapacità di essere se stessi e di accettarsi per quello che si è, senza dare conto a “chissà cosa diranno gli altri, perché in fondo l’unico giudizio che dovrebbe contare è quello di se stessi. Guido e Costantino diventano così l’emblema di un’amore che non può essere sbagliato, semplicemente perché non si può pensare che un amore sia sbagliato, ma che a volte può essere difficile e complicato. E non sempre si ha il coraggio o la forza di affrontare queste difficoltà, neanche quelle presenti, in primis, in se stessi.

La scelta narrativa dell’autrice, ossia quella di raccontare questa storia dal punto di vista di Guido, è stata, direi, azzeccatissima. Guido ci racconta la sua storia e alla fine del romanzo si ha quasi la sensazione di aver conversato direttamente con lui in tutte quelle pagine, di aver pianto e gioito insieme a lui, che percorre a ritroso una vita che è stata sicuramente diversa da quella che ognuno si immagina per sé. Ma si sa che l’immaginazione, e i sogni, sono tutt’altra cosa rispetto alla realtà. E Guido lo ha scoperto sulla sua pelle.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo a chi non ha paura di emozionarsi, di cambiare idea, di vivere diversamente e di provare a guardare alle cose, per una volta, in maniera diversa.

I libri di Margaret Mazzantini

Dell’autrice vi consigliamo anche la lettura de Mare al mattino e di Nessuno si salva da solo.

Autore: Chiara Nicolazzo

La mia passione per i libri è nata grazie al romanzo Il mio paese inventato di Isabel Allende, una storia autobiografica che mi ha aperto un mondo, quello dei libri, che conoscevo solo superficialmente. Da quel momento ho iniziato a leggere sempre e ovunque. Mi piace perdermi nelle parole e vivere mille vite diverse.

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