Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore di Uddenberg Nils

Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore

Questo è il racconto di come mi sono ritrovato con un gatto malgrado avessi deciso che non avrei mai tenuto animali domestici. È una storia banale, forse persino un po’ ridicola. Ma ho passato i settant’anni, non ho una posizione da difendere né una carriera per cui lottare. Posso permettermi di raccontarla.
Uddenberg Nils ci mette in guardia sin dalla prima pagina: Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore tratta di una vicenda ben poco originale, sulla quale meglio non crearsi troppe aspettative; un racconto persino un po’ ridicolo: già, perché possiamo immaginare come per la mentalità di un anziano professore svedese affezionarsi ad un gatto appaia come un avvenimento fuori dall’ordinario. Eppure, leggendo tra le righe del racconto di questa storia d’amore, come a ragione la definisce il titolo, scopriremo che abbiamo fatto bene a non lasciarci influenzare dalla modestia dell’autore e stare ad ascoltare, invece, quanto ha voluto narrarci.

La trama

L’anziano professore di psichiatria che decide di raccontarci la sua storia, identificabile nella figura dello stesso autore, conduce insieme alla moglie una vita alquanto pacifica: in un paesino nei pressi di Stoccolma i coniugi si godono la meritata pensione e la compagnia dei figli e dei nipotini. Fino a quando, un giorno d’inverno, la loro routine è sconvolta da un avvenimento imprevisto. Un ospite inatteso entra nel loro giardino, intenzionato a farne la sua nuova dimora; si tratta di una gatta randagia, capitata per caso nel loro capanno degli attrezzi. Nonostante l’idea di avere un animale domestico non sfiori neppure lontanamente i due anziani, il senso di compassione ha la meglio. È comprensibile quanto possa essere rigido l’inverno svedese, e lasciare un povero micio randagio al freddo e al gelo sarebbe un gesto disumano. Il passo dal capanno in giardino alla camera da letto è breve: quasi senza che i due padroni di casa se ne rendano conto, Micia, questo il nome della gattina, diventerà la loro coinquilina prediletta. E non si tratta per lei di una mera conquista territoriale: Micia si impossessa anche del cuore e dei suoi nuovi padroni, che conosceranno una rinascita dello spirito grazie alla sua presenza. Ma, nonostante tutte le attenzioni ricevute, Micia non dimentica la sua vera natura da gatta libera, per cui alla felice permanenza in casa alterna sempre brevi fughe in cerca di avventure. I due coniugi, dopo gli iniziali momenti di angoscia, non potranno che adattarsi al suo carattere, e finiranno per accettare Micia… Proprio come se fosse un altro figlio, arrivato quando ormai pensavano che la vita non potesse più riservare loro alcuna sorpresa.

Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore

L’autore con la “sua” Micia

 

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Una storia d’amore e di dolcezza

La storia d’amore che lega l’autore alla sua gatta non ha nulla da invidiare a un rapporto tra due innamorati. Pagina dopo pagina, ci viene minuziosamente descritto il comportamento di Micia; ne viene fuori un vero e proprio diario, proprio come quello che scriverebbe un’adolescente nei confronti del suo oggetto del desiderio. Siamo messi al corrente di tutte le astuzie utilizzate dalla gatta per conquistarsi il suo posto in famiglia, astuzie che, a posteriori, il narratore sospetta facciano parte di una vera e propria strategia da lei ideata per farsi accogliere in famiglia. Tuttavia, il racconto non si limita mai ad una funzione puramente descrittiva, ma assume anche un carattere introspettivo. Se da un lato infatti vi è narrata la quotidianità tipica della vita di un gatto e il suo padrone, dall’altro lato l’autore ci mette anche al corrente delle emozioni in lui suscitate dalla sua nuova coinquilina. Spesso le sue considerazioni sfociano in vere e proprie riflessioni filosofiche, scomodando autori come Montaigne, T. S. Eliot, Lessing, ognuno dei quali ha scritto o ha compiuto degli studi sui gatti e sul loro potere seduttivo. Questo dimostra come, nonostante nelle prime pagine il narratore si dichiari assolutamente non favorevole a prendere un animale in casa, a poco a poco egli si rassegni all’idea che questo accada. E le ultime pagine del libro ci dimostrano come egli abbia compreso che l’unica cosa che gli resta fare sia smettere di porsi domande, arrendendosi alla dolcezza di Micia e godendo del calore che lei ha portato nella sua vita.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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