La verità non basta, qualcuno massacra belle ragazze nel Mississippi: indossa una divisa?

la verità non basta recensioneReacher, abbiamo un problema. Giù nel Mississippi. Una civile, una ragazza di 27 anni, assassinata a un isolato dalla strada principale di un posto sperduto in mezzo al nulla. Perché, poi, il più anticonformista e solitario ufficiale della Polizia Militare – un maggiore che gira l’America coi capelli lunghi e le scarpe sfondate – dovrebbe occuparsi di un caso di nera che sembra come tanti? Il popolare scrittore inglese Lee Child, trapiantato da anni negli USA, lo spiega chiaramente in una delle avventure di Jack Reacher, La verità non basta, apparsa tra le novità Longanesi (394 pagine, 16,40 euro).

La trama

  Siamo nel 1997, nei pressi c’è Fort Kelham, centro di addestramento dei Ranger e sede di due contingenti impegnati segretamente in Kosovo a mesi alterni. La Compagnia Bravo era in libera uscita quando la molto socievole Janice è stata violentata e mutilata. E un capitano del reparto è figlio del senatore Riley, presidente della Commissione armamenti. Probabilmente l’assassino è un contadino del luogo, ma occorre accertare le prove che escludano dai sospetti gli uomini di Reed Riley. Un compito perfetto per i capelli incolti, la barba lunga e le scarpe scalcagnate ad arte di Jack: lavorare sotto copertura a Carter Crossing e relazionare sul coinvolgimento di soldati. Ma questa prima missione del maggiore Reacher in abiti civili, dopo diciotto anni di uniformi, non regge allo sguardo attento dello sceriffo locale. Nulla del militare che è in lui è sfuggito a Elisabeth Deveraux. Uno schianto di donna. Ex marine, sedici anni nel Corpo. Lo obbliga ad andarsene, ma Jack non ci sta. Gli è bastato poco per formulare ipotesi: la vittima ha delle abrasioni da ghiaia sulle natiche e solo nei campi di addestramento dentro la base sembra ci sia pietrisco. I collant però appaiono intatti, quindi è stata uccisa qualche ora dopo il rapporto sessuale, consenziente o meno. Appesa a testa in giù e sgozzata, con un taglio solo, da specialista. Dissanguata altrove e poi spostata nel vicolo. Il sangue trovato lì è stato versato apposta, per sviare. C’era un’auto nella zona del ritrovamento. Lasciata in mezzo ai binari e investita dall’unico treno che passa ogni giorno, un merci interminabile. L’impatto l’ha distrutta pezzo su pezzo e pure incendiata. Chi voleva cancellare tracce c’è riuscito, alla grande. Comunque, a tutti è sfuggita la targa (dell’Oregon), non a Recher, che la segnala al Comando. Gli viene detto di mantenere il più stretto top secret con la polizia del posto. Un killer civile? Questo è il punto. Ma non basta. Elisabeth Deveraux rivela che Janice è la terza ragazza uccisa in appena nove mesi. Più o meno la stessa età, tutte straordinariamente belle e tutte con la gola tagliata. Il caso cresce. Qualcuno uccide un uomo nei pressi di Camp Kelham. Un colpo maldestro sparato con un’arma NATO e un tentativo altrettanto maldestro di tamponare la ferita con un bendaggio standard in dotazione. Arteria femorale lesa, l’emorragia è stata inarrestabile. Un omicida in zaino e mimetica? Parlando in giro si apprende altro. Non sono solo i Ranger ad avere un modus operandi che li accosta al colpevole, in zona la gente ha dimestichezza con la macellazione dei maiali. Prima li sgozzano, poi li dissanguano. Un cacciatore a suo agio coi coltelli nei boschi? Tre donne uccise. Altre due scomparse, nel Kosovo e giravano intorno ai soldati americani. Questa storia è davvero tanta roba. Militari, paramilitari, civili che si comportano come militari, i Liberi Cittadini del Tennessee, un gruppo che agisce all’esterno di Fort Kelham e che Jack smaschera. Tanti indizi dispensati a manciate generose da Lee Child. E sorprese. Ad esempio: Janice Chapman non era chi diceva di essere, fino a tre anni prima era Audrey Shaw, segretaria del sen. Riley. Strano. Si è trasferita in un paesino sonnolento a due passi dal capitano Reed, il figlio del parlamentare. Un caso sempre più delicato. E attenzione ai risvolti sentimentali bollenti che possono interferire con l’indagine, ma anche entrarci in pieno. La sceriffo – in quello Stato è una carica elettiva – è un’operatrice di sicurezza sicura di sé, ma anche una donna affascinante, molto attraente. E con un passato oscuro, sembra…

LEGGI ANCHE:  La ballerina dello zar - Adrienne Sharp

Autore: FeL

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest