L’ospite notturno: un thriller psicologico che non si dimentica

l'ospite notturno recensioneL’ospite notturno (ed. Einaudi – traduzione: Paola Brusasco) di Fiona McFarlane è un thriller psicologico intriso di labile fragilità. Libro d’esordio della scrittrice australiana, esso preannuncia la nascita di una sorprendente autrice capace di tenere il lettore bloccato sulla narrazione, alternando suspense e leggerezza.

La trama

Rimasta vedova e con i figli lontani, Ruth è una anziana donna che vive nella sua casa sulla spiaggia in compagnia dei soli gatti. La testa non le cammina più secondo logica, ma vaga in un mondo fatto di realtà e suggestioni. L’odore e i ricordi delle isole Fiji, in cui la sua infanzia e adolescenza si sono dischiuse, entrano nella sua vita mentale così profondamente da essere presenti materialmente nelle mura domestiche.

A turbare le sue notti una tigre, a rischiarare le sue giornate una giovane donna mandata – forse sì, forse no – dal governo per aiutarla. È Frida Young che con le sue potenti mani riempirà la casa di profumo di eucalipto, è sempre lei a occuparsi della bellezza di Ruth quando, agitata, attenderà l’arrivo del suo amore di sempre e mai avuto ed è sempre Frida che detterà le sorti della sua vita.

Sullo sfondo appaiono, come macchioline scolorite, i due figli di Ruth, che accetteranno la presenza di un’estranea forse solo per sentirsi in pace con se stessi.

La critica

Tra le righe di questo affascinante thriller si sente il rumore dell’oceano e le sommesse grida della solitudine. Ne L’ospite notturno c’è tutto: intrigo, amore, incomprensioni, passione, amicizia, ma è soprattutto la solitudine ad essere palpabile in ogni respiro di Ruth. La si trova nei suoi ricordi, nelle sue scarpe e in quelle stanze abbandonate a un tempo esistito e che mai più tornerà. Gli alberi avvinghiano giorno dopo giorno la casa, così come la vita della protagonista: immobile di fronte alla tigre e ignara dell’attimo presente.

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La bellezza di questo thriller è che la McFarlane riesce, malgrado l’attesa, malgrado i palpiti del lettore, malgrado qualche lacrima, a tenere la narrazione su un piano di irreale realtà, capace di far sorridere l’avventore trasportandolo nella mente di Ruth. Un buon romanzo forse è proprio questo: la capacità di mettere sotto sopra il lettore durante le sue giornate mentre il libro è socchiuso su un comodino.

Sul sito della Einaudi è possibile scaricare un estratto del romanzo.

Biografia di Fiona McFarlane

Fiona McFarlane è nata nel 1978 a Sydney. Suoi racconti sono usciti sul «New Yorker», «Zoetrope» e altre riviste americane. L’ospite notturno è il suo primo romanzo (Einaudi Stile Libero, 2014).

In un’intervista al The Guardian, la McFarlen ha raccontato così la nascita di L’ospite notturno:Volevo scrivere della demenza in un modo che non fosse eccessivamente sentimentale o stereotipato e volevo esplorarla dall’interno, come immaginavo che potrebbe essere. Una delle cose più difficili nell’avere due nonne che soffrono di demenza è vedere che in realtà può colpire le persone in maniera molto diversa e che gli assistenti possono spesso essere lontani dalla cura”.

L’ospite notturno è disponibile sia nella versione cartacea (euro 17,50) che ebook (euro 9,99).

 

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