La leggenda del sesto uomo, il buio artico copre la verità

La leggenda del sesto uomo recensioneUn romanzo affascinante, luoghi magici, un giallo con i fiocchi.

Due tipi di persone vanno alle Svalbard, chi ama l’avventura e la natura estrema o chi ha qualcosa da dimenticare
Infatti il romanzo La leggenda del sesto uomo è ricco di protagonisti che in qualche modo nascondono qualcosa nel loro passato e anche nel presente. Scritto dalla norvegese Monica Kristensen, meteorologa, fisica, glaciologa, che ha partecipato e coordinato diverse spedizioni artiche, è l’unico romanzo tradotto in italiano. Il romanzo è un viaggio in terre lontanissime geograficamente e culturalmente. Affascinanti, misteriose, avvolte dalla grande notte polare: l’inverno sulle isole Svalbard. Le isole si trovano a ridosso della calotta polare artica, sono servite da basi internazionali per la caccia alle balene e per molte esplorazioni artiche. Appartenenti ora alla Norvegia, sono conosciute in Italia perché da Ny-Alesund (Baia del re), il 23 maggio 1928 il dirigibile Italia, al comando di Umberto Nobile, partì per il Polo Nord, spedizione che come noto ebbe un tragico epilogo. Il ghiaccio, il vento e il buio fanno da cornice a storie, persone, personaggi.

La trama

A Longyearbyen scompare una bambina di tre anni, Ella. Dalle prime pagine ci si imbatte in un uomo misterioso che spia tutti i bambini dell’asilo e regala anche loro caramelle. Il lettore potrebbe pensare così che il giallo si risolverà facilmente, ed invece da una semplice storia di una cittadina in cui si conoscono tutti, nasce un’intricata vicenda. Il tempo del romanzo si sposta nei mesi che precedono la scomparsa della piccola Ella, il fatidico 22 febbraio. Le ricerche iniziate con relativa calma – i bambini amano nascondersi, spesso escono in giardino e rientrano con calma e altre supposizioni – diventano più frenetiche perché, anche se nessuno le ha fatto del male, con le temperature polari il rischio che la bambina possa morire di ipotermia è forte. Tutto si gioca in due giorni. Il romanzo termina il 24 febbraio, intercettando altre storie che si svolgono parallelamente a questa. Una cittadina tranquilla, in cui gli abitanti sono parenti o stretti colleghi, in cui le donne sono componenti del comitato per i festeggiamenti in onore del Sole, in cui tutto si svolge nella normalità. Però andando a fondo, in Longyearbyen, dentro le belle case in legno, mentre fuori ci sono -40°, altre storie e altre vie si conducono. Ci sono mogli che raggiungono i mariti e che oscillano sull’orlo della follia nella notte del gelo artico, mariti che tradiscono per cercare un diversivo, altri che bevono per vincere la paura, il freddo e sopravvivere ad un lavoro infame quale quello delle miniere. Il romanzo ci coinvolge nelle storie di vecchi minatori rimasti intrappolati nelle viscere della terra, di miniere chiuse perché non sicure, di organizzazioni di contrabbando e sciacallaggio, di terre e mari decisamente inospitali.

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Il commento

La leggenda del sesto uomo è un libro da leggere tutto d’un fiato. Esattamente come la trama, che si svolge in due giorni, così il lettore ambisce a finirlo. Un giallo classico, un noir in crescendo, una suspense che incuriosisce in uno scenario spettacolare. Nulla è come appare e il buio artico copre tante tenebrose verità.

Autore: Annalisa Andriani

Suono da più di vent’anni nell’Orchestra Sinfonica di Bari e insegno Violino dal 1994 con il Metodo Suzuki per bambini dai 3 anni in poi. Lettrice appassionata sono contenta di aver passato ai miei figli l’amore per i libri.

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