Innamorarsi a Parigi di Rosa Ventrella, romanticismo e malinconia nella Ville Lumière

innamorarsi a parigi recensioneDevo ammetterlo: sono una di quelle persone che crede fermamente che tutto ciò che ci capita abbia un significato ben preciso. Innamorarsi a Parigi è stato, in un qualche modo, una conferma di questa mia personale teoria: tutto ciò che accade ha a che fare con il destino.

In questo romanzo Rosa Ventrella ci racconta una storia che lascia spazio a romanticismo e malinconia, una storia che potrebbe terminare in tanti modi ma, alla fine, ci si rende conto che le cose non potevano andare diversamente. Un po’ come succede con le storie vere. Fanno giri infiniti e poi ritornano.

Questo è un po’ ciò che succede a Giulio, un ragazzo che vive a Parigi negli anni ’30 e che la sera del suo debutto musicale al De Luxe incontra una donna, Annette, che lo rapisce. Ben presto il ragazzo capisce di conoscere quella donna. Si tratta di Annina. Giulio ricorda: si erano conosciuti da bambini al porto di Marsiglia, quando entrambi stavano emigrando in Francia con le proprie famiglie. I loro sguardi si erano persi in quella folla di emigranti, per poi ritrovarsi, da adolescenti, di fronte ad un bordello fatiscente dove abitava la ragazzina. Ma ancora una volta i due si perdono di vista, nel tran tran delle vite altrui, quando un giorno Annina lascia il quartiere senza una parola. Ora Giulio la incontra nuovamente. Questa volta Annette è ormai una donna, con le stesse gambe lunghe e con lo stesso velo di tristezza negli occhi, che canta e balla sinuosamente al De Luxe, incantando tutti gli uomini.

Annina si era trasformata in Annette e si era beffata del destino, della vita, della fortuna che non avrebbero mai scommesso su di lei, quella mattina brumosa in uno squallido porto, ad attendere il nuovo corso dei nostri destini di bambini. Annina, aveva vinto la sua partita.

I due prendono a frequentarsi e in Giulio si risveglia quel sentimento che aveva tenuto dentro di sé per anni, senza forse pensarci. E poco importa se c’era già del tenero tra la ragazza e Antonio, fratello di Giulio. Tutto cambia tra i due quando il ragazzo, dopo la morte improvvisa della madre, decide di tornare a Peschici, in Italia, suo paese d’origine dove vive la famiglia del padre, nel tentativo di ritrovarsi e di riprendersi dopo una perdita così importante.

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Può un incontro cambiare la vita? Può una persona cambiarti qualcosa dentro? Secondo me succede, e Giulio ne è la prova. Eppure quella persona così importante continua a sfuggirgli, ogni volta. E Parigi, città piena e in costante movimento, sembra essere lo scenario ideale di questo continuo perdersi.

Era un sabato sera come tanti. Io e Nico a passeggiare a zig zag lungo Rue du Buci. Calava il crepuscolo e lentamente, a una a una, le luci della città si accendevano. Così, d’incanto, ogni casa, ogni negozio, ogni strada, perdeva le sembianze del giorno, e appariva nuova e desiderabile agli occhi di chi ci passava in mezzo. Le mille luci di Parigi ti avvolgevano come in un carosello gigantesco, e tu ci sguazzavi in mezzo. La sentivi frusciare tra le gambe, in mezzo agli inguini, e nella pancia, la morsa che la città ti procurava. Una specie di guizzo di felicità che ti sussurrava che tutto era possibile, che la vita ti turbinava intorno, che era bella. Dio, com’era bella, e meritava di essere vissuta.

Innamorarsi a Parigi è un romanzo ricco di sorprese che tratta diverse tematiche. L’amore, la famiglia, il rapporto fraterno, il ritorno alle origini, il crescere e l’imparare a conoscersi per davvero di fronte alle difficoltà che la vita ci presenta.

«Parlami di te Annette», e mentre la guardavo, era come sentirmi di nuovo vivo, come riaprire le ferite, per curarle finalmente.

L’opera di Rosa Ventrella, Innamorarsi a Parigi, è edita da Newton Compton e sarà in tutte le librerie a partire dal prossimo 15 gennaio 2015.

Autore: Chiara Nicolazzo

La mia passione per i libri è nata grazie al romanzo Il mio paese inventato di Isabel Allende, una storia autobiografica che mi ha aperto un mondo, quello dei libri, che conoscevo solo superficialmente. Da quel momento ho iniziato a leggere sempre e ovunque. Mi piace perdermi nelle parole e vivere mille vite diverse.

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