Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi di Clelia Biondi

!aCopert Il libro

Ogni testo può dar luogo a diverse interpretazioni. Esiste una tipologia di lettura che potremmo definire “di primo livello”, la quale permette al lettore di entrare in contatto con i significati più manifesti ed espliciti del testo in questione. Oppure, esiste una tipologia di lettura ben diversa, che va oltre i significati immediatamente percepiti, allo scopo di impadronirsi degli schemi compositivi creati dall’autore, tramite un’analisi dei collegamenti intratestuali, cioè interni allo stesso testo, o intertestuali, cioè ad esso esterni. Proprio questa seconda modalità interpretativa è quella che Clelia Biondi ha deciso di attuare nel suo libro Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi.

L’opera di Clelia Biondi, come si intuisce già dal titolo, si pone l’obbiettivo di realizzare una lettura innovativa del celeberrimo romanzo I Promessi Sposi.

L’autrice si concentra in particolare sulla figura di don Ferrante, presente nei capitoli XXVII, XXXI, XXXII e XXXVII, nonché sull’Introduzione della Storia della Colonna Infame. Scopo dell’analisi è quello di far emergere l’ideologia sottesa all’opera manzoniana, mostrando come essa costituisca una vera e propria struttura portante che compatta e sostiene il romanzo, attraversandolo dal suo principio alla sua fine. Ecco perché l’abbiamo definita una “lettura innovativa”: essa permette di allontanarci dall’idea stereotipata che in genere si possiede della narrazione manzoniana per portare invece alla luce alcuni dei suoi aspetti più reconditi, altrettanto interessanti rispetto a quelli più noti, e quindi ugualmente meritevoli di essere approfonditi.

Il titolo del libro è stata una scelta ragionata della scrittrice. Coll’ago finissimo dell’ingegno è un’espressione contenuta già ne I Promessi Sposi che Clelia Biondi ha estratto dal contesto semantico originario per attribuirle un nuovo significato. Se Manzoni utilizzava infatti queste parole per descrivere ironicamente lo stile ampolloso degli scrittori seicenteschi, l’autrice lo ricicla invece per indicare la grande abilità del suo collega ottocentesco nell’aver saputo creare quel gioco compositivo che sta alla base della sua opera più celebre.

Date queste premesse, appare evidente che Coll’ago finissimo dell’ingegno non sia un testo che possa appassionare tutte le categorie di lettori. Trattandosi di una vera e propria disamina di un grande classico, si tratta di un libro che richiede pazienza e un minimo di interesse per la letteratura e la critica letteraria. I rimandi alla scienza e alla filosofia del ‘500-‘600 lo rendono inoltre adatto anche ai lettori appassionati di storia o di queste due discipline nello specifico. Tuttavia non è detto che per affrontarne la lettura bisogni amare I Promessi Sposi, anzi, probabilmente il libro di Clelia Biondi può essere utile soprattutto a coloro che non apprezzino del tutto l’opera manzoniana, proprio perché permette di vederla da un’altra prospettiva, sotto un altro punto di vista. D’altronde, proprio questo è il pregio delle opere d’arte: offrire ad ogni lettura spunti di riflessione sempre nuovi.

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L’autrice

Clelia Biondi è laureata in lettere all’Università di Salerno, dove ha collaborato alla cattedra di Letteratura Italiana. Ha insegnato inoltre Storia della Chiesa contemporanea presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose “Moscati” di Avellino. Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi non è la sua prima opera, in quanto nel 2002 è già stato pubblicato Un teatro di provincia. Vita, miracoli e morte del Comunale di Avellino (ed. Sellino). Entrambi i libri hanno partecipato a dei concorsi letterari: il primo si è classificato 2° al Premio Giovi 2004; il secondo è stato finalista al Premio “Mario Soldati” 2014, bandito dal Centro “Pannunzio” di Torino. Clelia Biondi ha inoltre scritto per le riviste “Riscontri” e “Sinestesie”.

Accanto al grande amore per la letteratura, la scrittrice coltiva la passione per la musica. Diplomatasi in Violino al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, insegna attualmente Storia della Musica al Liceo Musicale. Tra i suoi progetti per il futuro, in primis continuare a studiare. Per dirla con le sue parole: “Studiare per conoscere, scoprire, verificare, ipotizzare, insomma per ampliare le mie possibilità di amare il mondo nelle sue infinite manifestazioni, e, nel mio piccolissimo, per servire il prossimo e la collettività”.

Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi è disponibile per l’acquisto su Ilmiolibro.it e in tutte le librerie Feltrinelli

Autore: redazione

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