Intervista a Leonardo Gatti, autore de A Precipizio Negli Abissi

a precipizio negli abissiDopo la recensione della sua opera A precipizio negli abissi, facciamo quattro chiacchiere con lo scrittore emergente Leonardo Gatti.

Da quanto tempo fa immersioni?

Sin da quando ero bambino non vedevo l’ora di immergermi trattenendo il fiato per vedere i pesci, i polpi e tutte le altre meraviglie del mare. Da allora non ho più smesso e ho avuto la possibilità di conoscere meglio la disciplina dell’apnea che mi ha permesso di vivere il mare in maniera molto intima e naturale. In più ho avuto la fortuna di conoscere Umberto Pelizzari, che da mito è diventato anche amico, ed è stato un incontro che ha reso ancora più profonda la mia passione per l’apnea e per il mare.

Come ha cominciato e cosa ha provato la prima volta che si è immerso?

Non ricordo con precisione cosa ho provato durante i miei primi, maldestri, tentativi di immergermi perché ero piccolo, però la curiosità, la voglia di scoprire, la tranquillità e la felicità sono aspetti che hanno sempre caratterizzato il mio rapporto con il mare. Immergermi in apnea è sempre stato un modo per provare a migliorarmi anche a livello personale: l’apnea infatti è una disciplina molto introspettiva che richiede molto allenamento ed è capace di regalare delle emozioni meravigliose. Quando ho deciso di scrivere A precipizio negli abissi sono partito proprio da questo concetto di meraviglia.

Cosa ha provocato l’allontanamento dalle acque?

È stato un piccolo incidente: un foro nella membrana timpanica durante la risalita da un tuffo in apnea. Un foro piccolissimo che però mi ha allontanato dal mare e dall’acqua in generale, infatti non potevo bagnare l’orecchio per nessun motivo. Quindi non potevo nemmeno andare in piscina ed è stata davvero dura: nei due anni precedenti mi ero allenato molto, riuscendo a provare delle sensazioni bellissime in mare e mi resi subito conto di non poterne più fare a meno.

Cosa ha provato quando il medico le ha detto che per un periodo non poteva più immergersi?

Inizialmente ho provato rabbia e delusione, non riuscivo a spiegarmi l’accaduto: il tutto era avvenuto durante il primo tuffo di riscaldamento in pochi metri d’acqua. Inizialmente mi avevano detto che dopo un paio di settimane sarei potuto rientrare in acqua, quindi non era la fine del mondo. Il peggio è venuto dopo perché questo piccolissimo foro, grosso quanto una capocchia di spillo, non ne voleva sapere di chiudersi e ad ogni visita i tempi si allungavano sempre di più: prima un mese, poi due, tre e alla fine ci sono voluti otto mesi per risolvere il problema e poter finalmente tornare in mare.

Qual è l’immersione che ricorda con maggiore emozione?

Quella del 26 aprile 2007. Ero in Liguria, ricordo che era una giornata nuvolosa, il mare era un po’ increspato e io stavo facendo alcuni tuffi in apnea su una punta con delle pareti che sprofondano ripide in profondità, quasi verticalmente. In mare non c’era nessuno. Non si vedevano case, barche, nulla. Ero solo con il mare in un silenzio surreale. Quel giorno ho provato un senso di profonda intimità e di calma, delle sensazioni meravigliose.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Ho iniziato a scrivere durante quel brutto periodo in cui non potevo andare in acqua, credo sia stato un modo per non arrendermi, per ricordare a me stesso le belle emozioni vissute in mare e, forse, anche per non pensare a quanto mi mancava quel meraviglioso mondo sommerso. Credevo che il traguardo più bello fosse vedere il libro pubblicato, invece mi sono dovuto ricredere perché ogni volta che qualcuno mi scrive mi sembra di vederlo mentre nuota e compie piroette sott’acqua intento a vivere il suo viaggio subacqueo e allora ho l’impressione di aver davvero condiviso il meglio di me stesso. È stato un bel modo anche per documentarmi in maniera più dettagliata sui pesci, sull’ambiente marino e sulle tante curiosità che questo meraviglioso mondo svela a poco a poco.

Dopo aver scritto il libro ho contattato più di 50 editori, ci sono voluti un paio d’anni, ma nessuno era interessato al mio romanzo, solo due case editrici erano disposte a pubblicarlo ma a condizioni che non reputavo giuste, così il libro è rimasto nel cassetto fino al 2012, quando ho deciso di auto-pubblicarlo. Non avevo grandi ambizioni, al contrario ero un po’ intimorito, però non mi andava di buttare tutto il lavoro fatto, così mi sono fatto coraggio e ho pubblicato il libro. Dopo averlo fatto, sinceramente, non mi aspettavo nulla, ero già contento così. Invece il libro vendeva, una copia, due, cinque, dieci e così via. Ero stupito. Poi il libro è stato acquistato anche in Inghilterra e in USA e a breve uscirà una versione in inglese. Non che sia diventato un best-seller, certo che no, però la soddisfazione continua ad essere tanta.

A chi è rivolto?

Direi a tutte le persone che hanno voglia di scoprire il mare e alcuni dei suoi segreti. Inizialmente credevo che il libro sarebbe stato letto solo da persone appassionate di mare, invece ho riscontrato che in tanti, con interessi totalmente differenti, hanno trovato il libro bello e mi hanno fatto i complimenti. In tanti mi hanno detto che può essere anche un bello strumento didattico per le scuole. Altri invece, dopo averlo letto una prima volta, mi hanno raccontato che lo hanno riletto con i figli e, devo ammettere, che quest’ultima è l’immagine che preferisco.

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Cosa direbbe a chi non ha mai fatto immersioni e cosa invece consiglierebbe a chi è agli inizi?

A chi non si è mai immerso in apnea direi per lo meno di provarci seguendo un corso. Mentre a chi è agli inizi consiglierei di continuare e scoprire sempre di più le bellezze del mare e di se stesso attraverso l’apnea, affiancandosi a persone esperte e appassionate. In ogni caso consiglio a tutti di provare a vivere il mare che sia in apnea, in barca o in qualunque altro modo, sono certo che le belle emozioni non mancheranno.

Quali sono i suoi progetti futuri?

A precipizio negli abissi

Sicuramente continuare a vivere e raccontare il mare e poi scrivere nuovi libri. Anche se a dire il vero il lavoro su A precipizio negli abissi non è ancora terminato: infatti da quest’estate sto utilizzando il libro per promuovere una raccolta fondi a favore dell’Istituto di Ricerca Tethys Onlus che si occupa della tutela dei delfini e delle balene del Mediterraneo. In fondo, dopo tutte le belle emozioni che il mare mi ha regalato, mi sembra una bella idea tutelarlo. Verso la fine di Novembre, invece, verrà pubblicata una versione del libro in PDF con collegamenti a siti web in modo che il lettore possa scoprire di più sui personaggi della storia senza nessun costo aggiuntivo. A Natale uscirà anche la versione tradotta in inglese, quindi mi aspetta un bel po’ di lavoro.

Infine c’è la pagina facebook dedicata al libro che è bel modo per ampliare l’esperienza della lettura e continuare a condividere la passione per il mare.

Funnykrill.com

Un altro progetto che sto portando avanti dal 2012 è il portale web Funnykrill. Lo scopo è quello di condividere le meraviglie del mare e di sensibilizzare le persone in merito ai problemi dell’ecosistema marino. Quando ho iniziato a scrivere gli articoli lo facevo per passione ed ero contento così. Poi ho iniziato a dedicare sempre più attenzione a questo portale e ho avuto un’altra sorpresa: piano piano gli articoli hanno iniziato ad essere letti anche dall’estero. Oggi Funykrill, pur rimanendo un piccolo spazio web, riceve visite da quasi tutto il mondo ed è la piattaforma attraverso la quale vendo il mio libro per raccogliere fondi a favore dell’Istituto Tethys Onlus.

Negli ultimi mesi ho deciso di fare di più: ho realizzato una sezione che tratta il tema della divulgazione scientifica per aiutare i ricercatori e i biologi a comunicare le loro ricerche e le loro scoperte, prendendo spunto da alcuni contenuti dal libro che avevo pubblicato nel 2009 “Documentari marini. Strategie comunicative e divulgazione scientifica“. Con i miei articoli metto a disposizione gratuitamente le mie conoscenze nell’ambito della comunicazione e della pubblicità per aiutare chi si occupa ogni giorno di tutelare il nostro pianeta. Mi sembra un ottimo scambio di cortesie!

Nuovo libro

Sto scrivendo un nuovo libro e spero di pubblicarlo nei primi mesi del 2015. Questa volta la storia è ambientata nei boschi dell’Appennino e il protagonista è un giovane e maldestro fotografo che cercherà di realizzare una foto talmente bella da essere capace di raccontare una storia. Inizierà il suo percorso dovendo superare tutte le difficoltà che ogni ragazzo incontra cercando lavoro al giorno d’oggi e sarà ancora una volta la natura, con le sue mille risorse, a guidarlo nella direzione giusta. Incontrerà tante persone che lo derideranno per i suoi modi maldestri e per le sue idee da sognatore, e solo in pochi crederanno in lui. Ma Giovanni, così si chiama il protagonista, continuerà a camminare per i suoi amati boschi cercando di realizzare la sua foto perfetta, muovendosi sulle tracce di un lupo. Un lupo che esiste davvero, proprio sulle nostre montagne, anche se noi non lo vediamo. Non ci credete? Allora non vi resta che aspettare le foto di Giovanni, vedrete arriveranno molto presto…

A precipizio negli abissi di Leonardo Gatti è disponibile per l’acquisto su Amanzon, sia in versione cartacea che in ebook.

Autore: Samanta Di Giorgio

Originaria di un paesino della Basilicata. Ho scoperto il piacere della lettura tardi e, combattuta tra cartaceo e digitale, amo i romanzi rosa da batticuore, i thriller che mozzano il fiato, gli horror che tolgono il sonno, i fantasy e le graphic novel che mi risvegliano la creatività, e i classici, che reputo indispensabili.

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