Cuore Primitivo, l’ultimo libro di Andrea de Carlo

cuore primitivo recensioneIl caldo afoso dell’estate italiana. Il paesaggio rude di una piccola località della Liguria sospesa a metà strada tra la montagna e il mare. Siamo a Canciale. E più precisamente in una piccola casa un po’ più isolata rispetto al paese e che, vista da quassù, se ne sta lì, attaccata con prepotenza ad una delle ripide coste di monte, come una specie di miracolo, o di magia. All’interno di questa casa, Mara Abbiati e Craig Nolan, e questa è proprio la loro storia. Una storia iniziata a Milano, anni prima, quando lei era una donna libera e indipendente e lui un uomo dalla mente non convenzionale, troppo occupato per impegnarsi in una relazione seria. Due perfetti sconosciuti che, senza pensarci troppo, avevano iniziato un viaggio insieme che li avrebbe portati lontano da tutto quello che fino ad allora erano sempre stati. E così si erano fatti trasportare dalla solidità dell’autobus che, con sicurezza, aveva risalito chilometri di strada, facendosi guidare delle sensazioni del momento e dal moto oscillatorio provocato dalla serpentina di curve che, uno dopo l’altra, stava scavando un percorso simile anche nella loro strada interiore. Alla fine si erano ritrovati a Canciale, con i loro zaini sull’asfalto, completamente immersi in una natura che non ha bisogno di fare niente per manifestare la propria forza e il proprio splendore. Lei con gli occhi pieni di meraviglia. Lui con la sensazione di trovarsi nel posto più inospitale della terra. Da allora poco di tutto questo è cambiato. A parte il fatto che Mara è una scultrice di talento e Craig un antropologo di successo. Ma soprattutto, adesso, sono sposati; una coppia stabile che sembra aver scoperto i modi per restare unita, nonostante tutto. Uno di questi, sembra essere lì, a Canciale, dove tornano ogni estate, come se non ci fosse nessun altro posto al mondo dove trascorrere le proprie vacanze estive. Per lei un rifugio che custodisce i ricordi di una vita passata e che non le fa perdere il contatto con la propria terra. Per lui rimane sempre il posto più inospitale della terra. Un ritorno vissuto come un piacere, ma anche come un modo per ricreare l’atmosfera del loro primo incontro; per tenere stretto il filo della loro vita che, spesso, sembra annodarsi su se stesso. Questa sembra essere una di quelle volte in cui ci si mette anche il destino a mescolare le carte di un’apparente stabilità. Succede tutto dopo un temporale estivo. La pioggia che entra in casa e Craig che sale sul tetto per controllare lo stato della tegole; ci cade attraverso, rompendosi quasi una gamba. È così che entra in scena Ivo Zanovelli, un misterioso costruttore con molte ombre nella vita, che sconvolgerà completamente l’equilibrio consolidato, riaccendendo desideri fino ad allora soffocati.

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La Critica a Cuore Primitivo

Andrea De Carlo nel suo ultimo libro, Cuore Primitivo, racconta la storia di una coppia moderna alla prese con la perdita di equilibrio, che poi si trasformerà in una vera e propria crisi, matrimoniale e personale. Attraverso la tecnica del flashback e dello spostamento della prospettiva, veniamo a conoscenza delle ragioni e dei pensieri che animano i tre protagonisti, facendoceli conoscere da vicino. Ma è il contrasto tra istinto e ragione che rappresenta il nocciolo duro dell’intero romanzo e che, facilmente, è possibile ritrovare nel temperamento dei personaggi. Nell’impulsività di Mara, che si manifesta nella forza che mette nello scalpello quando cerca di liberare i gatti dal pezzo di tufo che ha davanti… ma l’unica cosa che cerca, forse, è liberare se stessa. In Craig, tutto ragione e intelletto, che proietta incessantemente nella sua attività e nel suo lavoro accademico, che svolge come una specie di missione. Infine in Ivo, istinto nei comportamenti e ragione nei pensieri; la sintesi perfetta e, non a caso, sarà lui a sconvolgere tutto, in maniera irreparabile. Poi c’è la piccola casa di Canciale, che può essere vista come una metafora dell’esistenza, in cui la solidità creata viene meno e il buco sul tetto, in realtà, non è altro che il buco creatosi nelle loro vite. Tutto intorno un paesaggio mozzafiato, che non fa solo da sfondo, ma bensì diventa una manifestazione dei percorsi che possono essere intrapresi dalla mente. Apparentemente, una storia semplice, ma carica di riflessioni complesse, che fa riemergere il cuore primitivo che si cela dentro ognuno di noi.

Autore: Elena Coppi

Vengo da un piccolo, ma non sconosciuto, paese della Toscana che si chiama Santa Fiora. Per me, un libro è una piccola Creazione capace di cambiarci, di emozionarci e nel quale immergersi per poi lasciarsi andare: la più dolce delle follie.

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