Un’aquila nella notte

 

flavio bulgarelli“Pur romanzata, si tratta di una storia vera, vissuta da uno dei nostri eroi dell’aria durante la Grande Guerra 15-18: In quell’occasione ho appreso che la sua vena artistica, musicale e letteraria, aveva superato l’originaria propensione tecnico-ingegneristica.ammarando ovunque ci fosse uno specchio d’acqua tra le montagne del Trentino. E all’epoca sugli aerei la strumentazione si riduceva a: bussola, cronometro, altimetro, virosbandometro e poco altro. Il bello è che se l’è sempre cavata e, a fine conflitto, non sapendo più che altre medaglie conferirgli, lo hanno nominato Conte di Villaviera!”

Parecchi anni fa Flavio ed io si era colleghi di lavoro e collaudavamo calcolatori elettronici per una grande azienda multinazionale. Poi, come spesso accade, le nostre strade si sono separate e ci siamo persi di vista. Molto tempo dopo, in una di quelle riunioni tra vecchi compagni, organizzate quando i ricordi cominciano a prevalere sui progetti, ci siamo nuovamente incontrati. In quell’occasione ho appreso che la sua vena artistica, musicale e letteraria, aveva superato l’originaria propensione tecnico-ingegneristica. In me, invece, aveva nel frattempo preso il sopravvento un crescente interesse per la storia, in particolare quella aeronautica. Quando Flavio mi ha sottoposto il suo ultimo romanzo per una lettura in anteprima, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il tema affrontato mi ha subito coinvolto, dapprima con curiosità e poi con intensa partecipazione. Chiudendone l’ultima pagina, ho pensato di avere letto un buon libro.

‘Un’aquila nella notte’ non è un saggio e neppure una biografia. È un romanzo che, prendendo spunti da fatti realmente avvenuti, narra una bella storia in modo piacevolmente avvincente. Il racconto è punteggiato di dettagli molto realistici, di mille particolari scelti con cura che rendono il tutto assolutamente credibile. In particolare: i Servizi Segreti italiani e quelli austriaci, gli alti Comandi dell’esercito italiano, il mondo dell’aeronautica dell’epoca, gli irredentisti trentini, i primi Centri di ricezione e trasmissione radiotelegrafica. Nonché i luoghi dove principalmente si sono svolti i fatti narrati: Venezia, Villaviera, Trento, Rovereto, Levico terme, l’altipiano dei Sette Comuni, gli avamposti delle nostre armate che fronteggiavano il nemico. Le descrizioni dei luoghi mostrano una profonda conoscenza dell’ambiente in cui i personaggi si muovono, disegnando lo sfondo con una gradevole precisione, quasi calligrafica.

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I puristi di storia aeronautica vi troveranno qualche innocente licenza poetica, utile per aggiungere un po’ di colore e di calore alla vicenda, ma per molti lettori questo libro può costituire una scoperta di innegabile valore. Qualcuno, infatti, ha saggiamente detto che la Storia con la ‘s’ maiuscola esiste solo se qualcuno la racconta. Dobbiamo perciò essere grati a Flavio Bulgarelli per avere salvato dall’oblio, raccontandocelo con leggerezza e partecipazione, un pezzo di grande significato morale della nostra storia nazionale.

 

Autore: Giovanni Massimello

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