La teoria dell’eternità, ovvero al male non c’è scampo

Non avrai altro romanzo all’infuori di questo. Si distingue da tutti gli altri La teoria dell’eternità, thriller storico-fantascientifico (proprio così) ed esoterico-psicologico (ri-proprio così) di Adrian Dawson, edizioni Nord, 442 pagine, perchè adotta due caratteri tipografici bene differenti nel corso della narrazione. Uno per descrivere eventi passati e presenti. L’altro per raccontare una storia parallela e incrociata, che ha inizio nello stesso momento, poi scorre velocemente verso il futuro, non lontanissimo: metà degli anni 2000. E attenti alle date all’inizio dei capitoli. Contengono più di un indizio per venire a capo della storia.

È un romanzo a gradini, basato sui contrasti. Ci sono oggetti biblici come le Tavole della testimonianza, due lastre di pietra che risalgono a Mosè e c’è “qualcosa fuori del mondo”, un metallo che ha proprietà sconosciute, rinvenuto nel 2011 in Siberia. È il nucleo del meteorite precipitato a Tunguska nel 1908. Lo chiamano siberio, ultimo della scala degli elementi. Si scopre che può catalizzare i viaggi umani nel passato (solo il corpo più transitare, nessun oggetto, se non contenuto in un involucro animale).

Un’organizzazione, il progetto Sequence, cerca di usarlo per scoprire dove siano custodite le Tavole, scomparse dal 1132. Nel libro sono due dischi di quindici centimetri di diametro, con incisi simboli e anelli e coi bordi spezzati, fatti in modo che la coppia si possa incastrare in ogni punto. Generando milioni di combinazioni, sono in grado di fornire indicazioni a chi le sappia usare. Numeri. Chi riuscisse a decodificarli, potrebbe diventare onnipotente, fare e disfare ogni cosa. Sarebbe quasi un dio. Creare tutto, modificare, rinnovare, sostituire e, quindi, anche annientare tutto, se impiegasse male il potere dei numeri. Per quelle Tavole, la cui localizzazione segreta è indicata su mappe, documenti e perfino opere d’arte disseminate nei secoli, si impegnano in una corsa gruppi contrapposti.

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Una formazione, che i lettori seguiranno da molto vicino, è composta da un detective della polizia di Los Angeles, Nick Lambert e da una trentenne dark, Sarah Fiddes. La sorella, decisamente somigliante, è ricoverata in un istituto psichiatrico di massima sicurezza. Tina Fiddes è una ragazza incantevole, corpo e viso perfetti, una bellezza da copertina di Vogue, anni ’50, alla Mansfield, Monroe, Jane Russel. Peccato sia muta e, soprattutto, irrimediabilmente autistica. Ha una capacità, però, vede cose che gli altri non noterebbero mai, solo che non lo dimostra. Risolve enigmi con molta facilità e Sarah è in grado di capire i suoi appunti.

Lambert è stato rimosso dall’indagine di un uomo ritrovato in un vicolo. Ucciso da pallottole, nudo, uno strano tatuaggio alla caviglia e un foglio in un cilindretto di gomma nera nascosto in un orifizio del corpo. C’è vergato uno scarabocchio in latino, itineris haud temptatio, con due aggiunte a mano: “Teniers 1645” e “Tina Fiddes – 113”, la sua stanza nel manicomio Oakdene. Nick non molla per niente, anzi, raddoppia lo zelo, in tandem con la singolare partner, che si rivela molto preparata, versatile, sicura di sé e delle strategie per superare vari imprevisti.

Un’altra trama, nella sezione alternata nel libro in controcarattere, segue uno scienziato, Josef Klein, che si sforza di carpire i segreti dell’oggetto stellare, sepolto a 1827 metri, non un centimetro di più, in Siberia. Anni di ricerche, poi la soluzione, casuale, che porta ad avviare lo sfruttamento dell’energia liberata dal nucleo. E questo accade (o accadrà?) nel 2040. Animali e umani possono essere lanciati indietro nel tempo.

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Gente che torna nel passato per nascondere tracce da ritrovare nel futuro. Mappe che viaggiano nel tempo, nel corpo di uomini nudi, per svelare nel futuro segreti sulla localizzazione delle Tavole. Il paradosso dello spazio e del tempo: soggetti spediti indietro per salvare oggetti che dovranno essere trovati solo nel futuro. Con qualche amara e altrettanto paradossale considerazione. Nessun potere di vita o di morte potrebbe mai essere utile all’umanità: cancellando le malattie letali e il cancro, per esempio, la sovrappopolazione distruggerebbe il mondo in qualche anno. Annullare la selezione naturale provocherebbe un collasso economico globale. Come dire: al male non c’è scampo. Il rimedio sarebbe dannatamente peggiore.

La teoria dell’eternità è disponibile per l’acquisto su Lafeltrinelli a 15,30 euro.

Autore: EffeElle

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