Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillip Station di Fannie Flagg

Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips StationVoli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillip Station è un titolo troppo lungo per un romanzo”: questa è stata la mia prima critica al libro di Fannie Flagg; critica superficiale, che tra l’altro avevo elaborato dopo aver rivolto solo un fugace sguardo alla copertina. In realtà la scelta di titoli complessi è un tratto identificativo di quest’autrice britannica, che in passato ha scritto libri chiamati Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop o Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Sprigs.

Inoltre, man mano che mi avventuravo nella lettura, scoprivo sempre più che quel titolo complesso riflette la natura del romanzo: lungo ma scorrevole, affascinante, accattivante. I “voli acrobatici” giocano un ruolo fondamentale nella storia narrata dalla Flagg, così come la “Wink’s Phillips Station” costituisce il luogo principale dove si sviluppano gli avvenimenti, comprese le corse sui “pattini a rotelle”. E c’è di più: una storia parallela a quella che collega questi tre elementi, che si svolge in un altro periodo storico, che ha altri protagonisti, ma che deriva da essa e senza essa non avrebbe senso.

Il libro si apre con la storia di Sookie, casalinga disperata, alle prese con la madre Leonor, donna stramba ed eccentrica che ha un particolare fiuto per i guai e le situazioni scomode. Sookie si gode il meritato riposo dopo una vita passata a sacrificarsi per i figli, ovviamente nei ritagli di tempo in cui non è coinvolta nelle stranezze della madre… Quando un giorno una lettera giunge a scombussolarle la vita. Dopo aver letto quelle righe provenienti da un indirizzo sconosciuto, niente per lei sarà più lo stesso.

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Qualche decennio prima ha luogo un’altra storia, che ci viene narrata in contemporanea rispetto a quella principale seppur si svolga diversi anni prima. La protagonista è Fritzi, donna forte e coraggiosa, decisamente all’avanguardia per i tempi in cui vive. Fritzi è una WASP, una donna che pilota gli aerei militari durante la seconda guerra mondiale; affronta le  privazioni della guerra, la mancanza del suo amore Bill, la lontananza da casa e dalla stazione di servizio Wink’s creata dal padre, dove fino a qualche tempo fa lavorava insieme alle sorelle. Ma cosa c’entra con Sookie e la sua famiglia?

Il sottile filo rosso che lega la storia di Sookie a quella di Fritzi può essere ricostruito solo proseguendo nella lettura, collezionando una serie di indizi che proprio Sookie ci fornisce ma di cui lei per prima non era a conoscenza. A poco a poco ogni tassello torna al suo posto, gli avvenimenti assumono una loro logica, e le storie delle due protagoniste si avvicinano sempre più. La conclusione costituisce il culmine di questo certosino lavoro di ricerca e di ricostruzione, e sarà una conclusione del tutto inaspettata, perché proprio quando crediamo di aver trovato il bandolo della matassa ci rendiamo conto che ci siamo sbagliati e che la verità è un’altra rispetto a quella che abbiamo immaginato.

Consiglierei la lettura di Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips Station? Sì, perché ha tutto ciò che di solito cerco in un romanzo: uno sfondo storico, che illustra un aspetto inedito di un’epoca della quale crediamo di saper già tutto; tante storie d’amore romantiche ma mai sdolcinate; due protagoniste dalla forte personalità; una narrazione scorrevole, talvolta ironica, talvolta più seriosa, che rende la lettura estremamente piacevole… e tanto tanto altro ancora che lascio a voi il piacere di scoprire!

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Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips Station, edito da Rizzoli, è disponibile per l’acquisto su Ibs a 15,72 euro.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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