Madama Butterfly di Giacomo Puccini

“Vogliatemi bene un bene piccolino,

un bene da bambino quale a me si conviene.

Noi siamo gente avvezza alle piccole cose umili e silenziose,

ad una tenerezza sfiorante e pur profonda come il ciel, 

come l’onda lieve e forte del mare.”

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Con queste parole, Cio-Cio San, svela al suo amato la sua essenza, la sua forza e la sua grazia in una delle arie d’opera più delicate e commoventi che siano mai state composte…

Credo che questo personaggio, nel panorama dell’opera sia spesso incompreso. Molti le attribuiscono un’eccessiva debolezza, un servilismo estremo, uno svilirsi di fronte alla figura prepotente e soverchiante del capitano Pinkerton.

Io invece credo che non sia assolutamente così. Madama Butterfly, una delle opere che più amo di Giacomo Puccini, è in realtà un’ode alla tenacia dell’amore.

Non importa se non ricambiata, non importa se vilipesa e ingannata, Cio-Cio San si aggrappa con tutte le forze al suo cuore impavido, difende il suo amore con caparbietà e testardaggine anche contro chi prova, inutilmente, a farle vedere la verità.

Ella ci crede” sussurra Sharpless all’orecchio di Pinkerton il giorno delle nozze per dissuaderlo dal ferire una creatura tanto dolce.

Lei crede. È così convinta del suo amore che preferisce togliersi la vita piuttosto che vivere nell’onta di essere stata abbandonata. No, questa non mi sembra proprio debolezza.

Quindi, la prossima volta che qualcuno avrà la fortuna di assistere alla rappresentazione di questo capolavoro pucciniano, spero intraveda la forza e il coraggio di questa fanciulla dal destino tanto crudele…

(fonte foto: antidot.gr)

Autore: Mélina Airoli

Sono nata a Roma, ma sono sarda e ho vissuto ad Alghero dall’età di un anno fino alla conclusione delle scuole superiori (i geometri, ahimè, scelta totalmente errata, lontana dalle mie inclinazioni e passioni). Nel 1999 mi sono trasferita a Venezia per frequentare lo IUAV dove ho conseguito la laurea in SIT. Questa bizzarra città è diventata ormai la mia casa, poiché qui vivo insieme a mio marito Samuel, violinista presso il Teatro La Fenice, al nostro Daniel (piccola peste nata nel 2010) e a due feroci felini: Manon e Calcifer. Amo gli animali dacché ho memoria di me. Sono vegana da circa dieci anni e il mio unico rimpianto è non aver cominciato prima.

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