L’ITALIA DELLE DONNE di Alida Ardemagni

litalia-delle-donne“L’Italia delle donne” Morellini editore, Milano, febbraio 2014

Una raccolta di storie di donne italiane che è insieme un piccolo atlante di viaggio alla scoperta del lato femminile del nostro paese. Settanta donne di ogni epoca, alcune molto famose e altre quasi sconosciute. Tutti conoscono Artemisia Gentileschi, Prada o Margherita Hack, Levi Montalcini o Eleonora Duse, ma pochi sanno chi sia Rosalba Carriera, che pure è stata la più stimata ritrattista dell’Europa del Settecento, o Vittoria Colonna, una vera intellettuale del Rinascimento ammirata da Ariosto e Michelangelo, o ancora Maria Lai, una pittrice sarda scomparsa l’anno scorso, molto apprezzata in tutto il mondo tranne che in Italia. Come si è intuito le donne attraversano con coraggio e talento secoli di storia.
Troviamo le donne della storia antica con cui si apre il libro, come le vestali sacerdotesse romane o le etrusche di Tarquinia, numerose donne rinascimentali e molte che sono vissute a cavallo fra Otto e Novecento. Non mancano però donne che ci hanno lasciato da poco, come Alda Merini, la Montalcini, Gae Aulenti e altre nostre contemporanee. In quest’ultimo caso sono state privilegiate le imprenditrici -per esempio le sorelle Nonino, che hanno declinato la grappa al femminile- perché è proprio attraverso la loro affermazione nel mondo del lavoro che possono essere di esempio alle giovani donne. Il libro è infatti dedicato a loro, che oggi si trovano di fronte a un futuro incerto e hanno bisogno di un incoraggiamento: le 70 italiane raccontate nel libro dimostrano che le donne sono state grande protagoniste delle storia del nostro paese, a dispetto di chi le voleva sempre in seconda fila, anche se spesso pagando un prezzo troppo alto.
E la storia l’hanno scritta donne di ogni estrazione sociale. Donne aristocratiche che hanno avuto la fortuna di nascere in famiglie nobili e che però hanno avuto la forza e il coraggio di imporsi in campi artistici o di reggere ducati interi, come per esempio Matilde di Canossa. O anche donne della grande borghesia del Novecento, come Giulia Crespi, che ha gestito per anni il Corriere della Sera, proprietà di famiglia, ma poi si è dedicata alla sua grande passione, l’ambiente, fondando il FAI e creando un’azienda biodinamica nel Parco del Ticino, ammirata in tutta Europa. E accanto a queste donne “fortunate” per nascita, ci sono le popolane, quelle donne che per necessità hanno dovuto fare i lavori più duri, come le mondine o le lavoratrici delle filande, le cui condizioni di lavoro sono oggi inimmaginabili. Eppure -come nel caso delle mondine- hanno avuto la forza di lottare con coraggio per conquistare diritti che ormai ci sembrano scontati. Alle giovani donne queste storie devono servire a ricordare che con coraggio e pure tra mille ostacoli bisogna portare avanti con determinazione i propri ideali, i propri sogni, i propri diritti. Il filo rosso che lega le vite di queste 70 donne è proprio la promozione della dignità, dell’autostima, del coraggio di sfidare i luoghi comuni e di combattere battaglie nel quotidiano e nel sociale, in famiglia e sul lavoro (ammesso che questo ci sia). E per chiudere c’è anche l’amore, ci sono le donne innamorate, da Giulietta che ama Romeo ad Anita che muore per Garibaldi o, più vicino a noi, Masina che ha l’ umiltà di stare per cinquant’anni accanto a un mito del cinema, nonché marito “problematico”. Perché le donne quando amano abbandonano ogni limite mentale e superano ogni ostacolo materiale. Le donne innamorate non temono nulla, diventano forti, spavalde e un po’ incoscienti.
Come si è accennato, il libro è però anche un piccolo atlante di viaggio. A ogni donna infatti sono associati itinerari e spunti di visita a luoghi (dal Trentino alla Sicilia) dove è vissuta o che l’hanno resa celebre. Una sorte di percorsi di genere fra paesaggi, cultura, testimonianze artistiche, enogastronomia. Insomma una guida al femminile che si snoda da un’epoca all’altra in contesti molto diversi fra loro, per collocazione sia geografica che sociale.

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Autore: ardemagni alida

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1 Commento

  1. L’ho comprato e devo confermare che mi ha dato “coraggio”. Siamo forti noi donne, lo sono state le nostre antenate e lo saremo amche noi giovani !

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