Capolino dal freezer…

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Rieccomi!

In un rarissimo istante di quiete faccio capolino, riemergendo da pile di pannolini taglia mini, montagne di tutine da lavare, giocattoli che invadono ogni angolo della casa e zainetti dell’asilo da preparare. Noah ha appena compiuto due mesi e Daniel è un fratellone dolce e premuroso. Mi rendo conto di aver avanzato ipotesi un po’ troppo rosee quando dicevo che sarei potuta andare al BUK di Modena se solo si fosse tenuto alla fine di marzo anziché in febbraio, quando il mio morbido neonato non aveva nemmeno venti giorni… non solo non avrei potuto parteciparvi anche se fosse stato in marzo, ma nemmeno la fiera della microeditoria di Cesena, tenutasi il 5 e 6 aprile,  è stata per me accessibile. Ho deciso di rinunciare, anche se la voglia di rivedere i miei “colleghi” era tantissima oltre al desiderio di ritornare almeno per un giorno ad essere Mélina.

Mélina è uno pseudonimo. Mélina è la fantasia, il coraggio di dire tutto ciò che passa per la mente, addirittura di scriverlo! Mélina non esiste. Nel mondo reale, in questo momento, non c’è posto per lei… Eh già perché da qualche mese Mélina è stata “surgelata” come una zuppa di verdure che sta nel freezer: ogni tanto apro lo sportello, controllo che ci sia ancora e poi lo richiudo e la lascio lì, in attesa di un momento, di un istante, come questo.

Mi chiedo come abbia potuto J.K. Rowling sfornare ben 7 libri e contemporaneamente diventare mamma di ben tre bambini. Ora, io ho formulato alcune ipotesi al riguardo:

1) La Rowling non ha allattato nessuno dei suoi figli… Noah mi tiene in ostaggio praticamente tutto il giorno con un’autonomia di non più di mezz’ora tra una poppata e l’altra e ahimè, scrivere è diventato un miraggio. Daniel invece prediligeva la notte e tutt’ora si sveglia almeno tre volte anche solo per una carezza.

2) Il marito della Rowling è il figlio segreto di Mary Poppins e, mentre lei poteva passare le giornate ad inventare le magiche vite di Harry, Hermione e Ron, lui si occupava di tutto il resto a suon di allegre canzoncine.

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3) La Rowling dispone di cuoche, tate e domestiche… le mamme comuni devono fare tutto da sole, trasformandosi in una sorta di equilibriste multitasking, capaci di allattare un neonato e con l’altra mano libera vestire un bimbo di tre anni, passare l’aspirapolvere o girare il sugo. Certi giorni anche solo fare una doccia equivale ad un lusso. Intendo una doccia vera, tutta sola, senza dover contemporaneamente lavare Daniel o approfittare per lavare la doccia stessa, pronta a balzare fuori magari con la testa ancora piena di schiuma per riparare al pianto sconsolato di Noah. Oppure (alternativa alquanto raccapricciante per un’ossessionata dall’ordine come me) la casa della “mamma” di Harry Potter è stata per anni sporca e disordinata e i suoi poveri familiari mangiavano costantemente cibo d’asporto.

4) La Rowling è una super mamma.

Lungi da me paragonarmi ad un mostro sacro come la creatrice della saga più amata del mondo, anche se in fondo si tratta pur sempre di una donna e di una mamma. Ma ahimè io non sono una super mamma. Sono solo una mamma. Magari nemmeno così in gamba… una di quelle a cui a volte si brucia la cena, che mette troppo sale nell’acqua della pasta, a cui si accumula la roba da stirare e che a volte dimentica di pagare le bollette, ma in fondo spero che l’entusiasmo e la buona volontà possano contribuire ad alzare la media. Bisognerebbe chiederlo ai miei bimbi…

E adesso me ne torno nel freezer!

Autore: Mélina Airoli

Sono nata a Roma, ma sono sarda e ho vissuto ad Alghero dall’età di un anno fino alla conclusione delle scuole superiori (i geometri, ahimè, scelta totalmente errata, lontana dalle mie inclinazioni e passioni). Nel 1999 mi sono trasferita a Venezia per frequentare lo IUAV dove ho conseguito la laurea in SIT. Questa bizzarra città è diventata ormai la mia casa, poiché qui vivo insieme a mio marito Samuel, violinista presso il Teatro La Fenice, al nostro Daniel (piccola peste nata nel 2010) e a due feroci felini: Manon e Calcifer. Amo gli animali dacché ho memoria di me. Sono vegana da circa dieci anni e il mio unico rimpianto è non aver cominciato prima.

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