Poesia: Ombre di neve tra le rocce dell’Ermon

Poesia: Ombre di neve tra le rocce dell’Ermon

Poesia: Ombre di neve tra le rocce dell’Ermon

Ombre di neve tra le rocce dell’Ermon (Screenpress Edizioni, 2013) raccoglie poesie che nascono da esperienze autobiografiche e religiose, da letture e studi, legati a una formazione letteraria costante nel tempo. Sono una risposta creativa alla terribile crisi che attanaglia il nostro tempo. La raccolta è divisa in varie sezioni: Ciottoli sparsi di vita, Suoni dal mondo, Nella grana sabbiosa del deserto, Il respiro nella Scrittura, Poesia in forma di luce, Cosa vuoi da me, donna? Esse disegnano un crescendo logico-esistenziale che va dall’urto con un mondo, spesso, fatto di dolore e fatica quotidiana, all’incontro con la fede cattolica. Così Il respiro nella Scrittura contiene testi nati a ridosso della Sacra Scrittura, libro vitale per l’uomo contemporaneo, e Cosa vuoi da me, donna ospita poesie generate dalla lettura di alcuni testi mariani di Alda Merini. Nella silloge sono presenti anche degli Hors-champ dove compaiono una poesia, insieme, in lingua francese e italiana.

Questa opera attraversa i luoghi della Calabria, regione natia dell’autrice, di cui sono individuate alcune icone simboliche: i vicoli nascosti, (Cosa dicono i vichi nascosti), il volo del falco (“Non ha volto la mia terra ultima, / risucchiata quasi dai gorghi salsi dello Stretto, / dal gocciare del cielo annuvolato / quando un lampo lo incide / nella luce scarlatta della sera: / l’aria estiva si stinge, e in alto appaiono / le corpose ali del falco: libere, loro” da La parola del falco), i tornanti della Sila (“Appaiono, improvvisi, nella Sila / i tornanti, d’inverno, sotto un cielo / a toppe; le strade si spezzano in solchi, / liquefatte come cera. / Dov’è lo Stato nelle forre calabresi, / nei crepacci accidiosi che accolgono i paesi, / nei fossati, nell’estate presto lapidata?” da Il seme in una crepa). Ci sono, poi, le poesie della fede, ma anche delle contraddizioni sociali e storiche che viviamo ogni giorno, dipinte senza sentimentalismo: i bambini di Haiti, le madri che mendicano nella metro di Milano, gli immigrati uccisi dal mare, le donne messicane di Ciudad Juarez ecc. Sullo sfondo di questa realtà, per certi versi, terribile, si stagliano le figure, anch’esse doloranti, di Cristo e della Vergine Maria, come semi di speranza in un mondo che sembra crollare: “Da dove guarderò le lacrime di Giobbe / scendere sulle croste della sua pelle secca, / sullo schianto delle sue notti amare? Da dove? / Forse dall’ombra sfrangiata d’una quercia / o da una rocca coperta di neve? / O forse da una nuvola madreperla / che sta per velare l’Orsa minore? Da dove? / Gira, veloce, una spola dai fili trasparenti, / invisibili quasi: ma un filo si staccò, / all’improvviso, vermiglio come il corallo / imbevuto di sale, purpureo come il sangue / che rigò il legno umile della croce / e vi scrisse le lettere ardenti del nostro sperare” (Da dove ti guarderò). In definitiva, è questo un libro che non nasce dai libri, ma dalla particolare sensibilità di una persona che crede nella forza della cultura e della fede.

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Ombre di neve tra le rocce dell’Ermon è un libro di Anna Guzzi pubblicato da Screenpress nella collana Parole e musica.

Autore: annaguzzi

PhD in Scienze letterarie. Retorica e tecniche dell'interpretazione; insegnante e scrittrice di saggi e poesie.

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2 Commenti

  1. Questo testo della dott.ssa anna Guzzi è qualcosa di straordinario. Dalla lettura fatta, non vi ombra di dubbio che l’autrice unisce talento a profonda conoscenza. Ad maiora!

  2. L’autrice (Anna Guzzi) non solo si intende di poesia…ma la fa, questo è veramente poco frequente. Complimenti!

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