Come cambia lo sguardo di Susanna Trippa

COPERTINA

Corbo Editore

Il romanzo di Susanna Trippa, Come cambia lo sguardo, Corbo Editore, è un libro scritto con pazienza. Racconta della Bologna degli anni cinquanta, passando per gli avvenimenti del 1968, fino all’età matura a Bergamo, dove l’autrice arriva per insegnare.

Ha una scrittura asciutta, mai banale però, che rende la lettura piacevole. Alcuni passi meno incisivi sono però supportati da intuizioni poetiche che lasciano il segno. La luna procedeva nel suo cammino notturno, la scia della nave dove fino a poco prima si erano tuffati i gabbiani a banchettare, la malinconia negli sguardi, che sempre indicavano qualcosa che mancava.

Non vorresti mai lasciare le pagine, che a tratti ti rapiscono, portandoti a sentire i rumori della strada, della campagna. I profumi delle trattorie, della nebbia che ancora sapeva fare il suo lavoro. Nascondere tutto. Cosa che invece Susanna Trippa non fa. Quasi le venisse alla memoria il detto aristotelico per cui, le parole, sono un attrezzo delicato. Disegnano la realtà.

L’autrice resta fedele a quello che il saggista francese Philippe Lejeune pensava sull’autobiografia. Il racconto retrospettivo in prosa che un individuo fa della propria esistenza, quando mette l’accento sulla vita individuale, sulla storia della propria personalità. Introspezione da una parte, esigenza della verità dall’altra.

E per un attimo, immersi nella lettura, ci si può anche scordare di avere fra le mani una autobiografia. Il testo, mai noioso, in alcuni punti raggiunge la massima espressione stilistica che si richiede ad un autore che sappia scrivere delle storie. Vi è un senso di struggimento, di nostalgia per qualcosa che si è definitivamente perso. La descrizione della famiglia, delle domeniche fuori a cena, di quel focolare da cui si può imparare cosa sia la vita. Il lavoro culturale speso negli anni della scuola, del liceo, fino all’università. Per la formazione di una donna, non più ragazza adesso, che abbandona le proprie sicurezze, cambia lo sguardo alla vita, e continua il suo cammino con le proprie paure ed angosce. E l’esigenza di verità non abbandona mai l’autrice, che rende partecipi i suoi lettori, spiegando come la verità non stia mai solo da una parte. Raccontando gli avvenimenti del 1968 senza falsa retorica, senza quella paura di dover piacere a qualcuno. Quello che conta per la scrittrice Susanna Trippa è la libertà di potersi raccontare, lasciando a nudo la propria personalità. Scelta che fa amare il suo libro sin dalle prime pagine.

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Ed ecco che il romanzo Come cambia lo sguardo diventa una educazione alla vita. Con i suoi limiti, anche temporali, poiché ad ognuno deve toccare una fine. Come al lettore, a cui tocca giungere all’ultima pagina e riporre il libro. A malincuore. Comunque certo di aver imparato qualcosa.

Alessandro Russo

 

Autore: Alessandro Russo

Lavoro come libero professionista. Leggo e valuto manoscritti che poi passo alle case editrici con cui collaboro se risultano pubblicabili. Ho pubblicato la mia opera prima "Un tempo perduto" edito da Ladolfi Editore. Con la prefazione del noto critico e saggista Vincenzo Guarracino. Collaboro con riviste on line e Il Borghese.

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