Isabella Prasada Arlotti racconta “Così è l’Amore”

Isabella Prasada Arlotti

Isabella Prasada Arlotti

“I miei scritti sono un tramite tra l’anima e Dio; forse questa è la più grande differenza dai tanti racconti d’amore…”

Isabella Prasada Arlotti  😉

 

ISABELLA PRASADA ARLOTTI

1. Lei scrive sull’amore. Ma l’amore è il tema privilegiato dei romanzi di ogni tempo. In che cosa, a suo parere, il suo romanzo si differenzia dai tanti altri racconti d’amore presenti in commercio?

Tutti possono scrivere d’amore, è una necessità esprimere quello che l’anima ardentemente sente. Ogni romanzo è il frutto di chi lo scrive, Così è l’Amore è il seme prezioso di un cuore che batte. La differenza è l’unicità nell’esprimere l’amore con parole che, in apparenza, possono sembrare uguali ad altre, ma in realtà sono bagnate da emozioni che sono solo mie. I miei scritti sono un tramite tra l’anima e Dio; forse questa è la più grande differenza dai tanti racconti d’amore…

2. Il suo libro, così poetico e romantico, esprime un amore puro, incontaminato, che da ingenuo si trasforma via via in adulto e poi in maturo. Durante quale di queste tre frasi della sua vita ha iniziato a pensare che i suoi pensieri potessero concretizzarsi nelle pagine di un libro?

Spulciando nei ricordi di un passato ormai trapassato, posso scorgere un pensiero preciso e costante, sul desiderio di scrivere un libro, che ha bagnato il periodo dell’amore acerbo, quando tutto sembrava possibile, nonostante la poca maturità. Un sogno costantemente coltivato nel tempo e portato a concretarsi quando dell’amore vivevo la sua più alta elevazione. Il pensiero di allora è diventato realtà, e oggi quando tengo tra le mani il mio libro posso sentire l’origine della sua nascita.

3. Molti dei suoi scritti sono delle vere e proprie poesie, e le figure retoriche attraverso le quali essi sono sapientemente espressi rendono le sue parole molto musicali. Ha mai pensato di accompagnare i suoi testi ad una melodia?

Questo sentire l’ho avuto tante volte nella mia vita, credo che un giorno sarà possibile donare i miei scritti a qualcuno che sa, con maestria dell’anima, far nascere una melodia. Un modo divino di completare una poesia, avvolgendola con la musica.

4. Tra le pagine del suo romanzo troviamo spesso riferimento a Dio; talvolta si pensa che sia un Dio cristiano, altre volte invece si avvicina di più a un Dio universale, aldilà di qualunque religione. Che valore attribuisce lei alla spiritualità, e quanto ne è stata influenzata nella stesura dei suoi scritti?

Questa è una domanda con una risposta che potrebbe essere esplicata in un intero libro. Ma in questo contesto mi limiterò a usare lo spazio che ho a disposizione. La spiritualità è la mia vita, e la mia vita è spiritualità. Sono nata con il desiderio di evolvermi cercando la mia vera essenza, il mio Sacro Sé che sta attendendo da tante vite di essere riconosciuto. Ogni azione, parola, pensiero è bagnata dalla spiritualità; il libro ne è intriso. Il lavoro principale che faccio ogni istante è quello di seguirmi, mettendo in pratica tutto ciò che ho imparato leggendo, vivendo, e sperimentando. Il mio libro è scritto grazie ad un cammino dell’anima, senza questo viaggio la mia esistenza sarebbe stata monotona e non veritierà. La verità è la più grande libertà. Essere liberi è anche scrivere d’amore, di crescita spirituale, di me che sono un essere in evoluzione.

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5. Tra le sue pagine si intuisce chiaramente che per lei l’amore non è stato sempre solo fonte di gioia. Che consiglio darebbe ad una lettrice/ad un lettore che sta attraversando un periodo infelice dal punto di vista sentimentale?

Non posso dare consigli, perché non fa parte di me, ma posso donarvi la mia esperienza. Quando si è infelici sentimentalmente si tende sempre a dare la responsabilità all’esterno, a quella persona che paradossalmente riteniamo la causa della nostra infelicità. Ma se torniamo dentro di noi, ci ascoltiamo, possiamo sentire di essere gli unici responsabili della nostra vita, gli unici che possono decidere se essere felici o infelici. Tutto ciò che attiriamo a noi è una proiezione precisa di quello che siamo dentro, se noi sentiamo di essere in pace e contenti, non possiamo far altro che fare arrivare il meglio che c’è nell’Universo, in questo modo avremo un’esistenza bagnata d’amore. Amarsi è la chiave di tutto, rispettarsi, donarsi quello che ci fa stare bene, che ci allieta il cuore. Non è l’altro che ci fa del male, ma siamo noi che attiriamo quel male che ci serve a crescere. Tutti viviamo esperienze più o meno felici, ma queste sono solo tasselli che aiutano la persona a trovare la strada per tornare a casa…dove vivranno la primordialità del proprio Sacro Sé.

6. Il suo libro si presta, a mio parere, a lanciare diversi messaggi, che dipendono dallo stato d’animo di chi legge. Qual è il messaggio principale che invece lei vorrebbe rimanesse nella mente del lettore?

Vorrei che ogni lettore scrivesse il proprio messaggio. Vorrei che tutti potessero leggere il libro per ritrovarsi con se stessi e ascoltandosi potessero trovare quello che da tempo desiderano. Vorrei che ciascuno potesse cambiate le parole, per poi rileggere uno scritto e ritrovarsi in esso, magari accompagnato da un grande sorriso. Vorrei che ognuno potesse essere felice quando legge parole d’amore, essere consapevole quando quelle parole possono sembrare tristi, essere pieni di entusiasmo quando nelle parole ritrovano contatti con dimensioni mai conosciute prima. Non voglio nulla per me, non voglio dare messaggi, ma vorrei che i messaggi fossero il frutto della vostra voglia di guardarvi dentro e riconoscevi meravigliosi.

Leggi qui la nostra recensione del libro di Isabella Prasada Arlotti!

Il libro di Isabella Prasada Arlotti è disponibile anche online su ibs.it

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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