Addio 2013!

addio 2013 melina airoli

Sì, è il mio pancione!

Questo bizzarro 2013 è giunto al termine. Un anno significativo, il primo per me, da autrice esordiente. Infatti il prossimo gennaio Incredibilmente Blu festeggerà il suo primo compleanno. Non amo i bilanci di fine anno, quelli che affollano la tv intorno al 30 di dicembre, dove in dieci minuti vengono riassunti tutti i fatti importanti (ma anche assolutamente irrilevanti per il comune sapere) che hanno caratterizzato l’intero anno che se ne va. Ma il 2013 è stato davvero particolare per me.

Grazie alla pubblicazione del mio romanzo ho incontrato persone che non avrei mai avuto modo di conoscere altrimenti, ho scoperto realtà che non immaginavo esistessero e ho imparato che di esseri “bizzarri” come me è pieno il mondo. Ho visitato luoghi nuovi, ho condiviso quello che potevo ogni volta che ne ho avuta l’occasione, ho dovuto imparare a comunicare anche con mezzi a me sconosciuti (vedi Facebook e il blog). Ho avuto momenti di soddisfazione ma anche piccole grandi delusioni… ci sono state persone che mi hanno rifiutata e altre che invece hanno avuto la sensibilità (e perché no, un pizzico di follia) di accettarmi, di credere in me come Laura dello staff di Recensionilibri.org che non mi stancherò mai di ringraziare.

Il 2013 ha portato grandi novità anche nella mia vita. Mio figlio Daniel da bravo ometto ha iniziato a frequentare l’asilo, con tutto ciò che questo comporta, nuovi orari, nuove abitudini, nuovi piccoli drammi (capricci e malattie inclusi!) e la scoperta da parte mia, dell’attesa lunga tutta il giorno che viene premiata da quel sorriso che si apre istantaneamente appena faccio capolino dalla porta della sua classe e quel “Mamma!” gridato con le braccine aperte che ti vengono incontro ogni volta con la stessa gioia.

Ma la novità più grande è ancora chiusa dentro di me, al sicuro, al caldo… non so cosa avverrà nel 2014 ma lo inizierò preparandomi ad un evento importantissimo, il più importante di tutti, la nascita del mio secondo bimbo. Ormai manca poco e già provo un po’ di nostalgia per questa sensazione unica che è sentire un piccolo muoversi dentro me.

Un’altra certezza puntella ormai da diversi anni l’inizio di ogni anno per la nostra famiglia. Il Concerto di Capodanno della Fenice la mattina del 1° gennaio (in diretta su RAI 1).

Mi fa sempre uno strano effetto salutare mio marito al mattino, ancora insonnolito, avvolto nella sciarpa e nel cappotto e ritrovarmelo un paio d’ore più tardi sullo schermo della tv, col violino sotto il mento illuminato dalle mille luci dei riflettori, anche se qualche sera prima ero proprio lì anche io a pochi metri di distanza e potevo vederlo con i miei occhi, sorridergli, salutarlo… quando è chiuso in quella scatola sembra così distante! Così come è buffo riconoscere e salutare (ma loro ovviamente non possono sentirmi) tutti gli amici che lo circondano. Sembrano tutti più belli, come se attraverso i vari passaggi che servono per infilarli lì dentro gli avessero dato una lucidatina… e poi come se nulla fosse torna a casa, un po’ stanco, un po’ imbronciato, ma più sereno, la ruga tra le sopracciglia si è distesa perché per qualche giorno potrà lasciar riposare il violino nella sua custodia e fare il papà e il marito…

Niente di più semplice.

Buon anno a tutti. E per restare in tema… chi meglio di Alfredo e Violetta posso citare per innalzare i calici?

ALFREDO

Libiam ne’ lieti calici
Che la bellezza infiora,
E la fuggevol ora
S’inebri a voluttà.
Libiam ne’ dolci fremiti
Che suscita l’amore,
Poiché quell’occhio al core
indicando Violetta
Onnipotente va.
Libiamo, amor fra i calici
Più caldi baci avrà.

TUTTI
Libiamo, amor fra i calici
Più caldi baci avrà.

VIOLETTA
S’alza
Tra voi saprò dividere
Il tempo mio giocondo;
Tutto è follia nel mondo
Ciò che non è piacer.
Godiam, fugace e rapido
È il gaudio dell’amore;
È un fior che nasce e muore,
Né più si può goder.
Godiam c’invita un fervido
Accento lusinghier.

TUTTI
Godiam la tazza e il cantico
La notte abbella e il riso;
In questo paradiso
Ne scopra il nuovo dì.

(G. Verdi, La Traviata)

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