Il nuovo libro di Anna Talò | Volevo solo una vita tranquilla!

La cover del libro

La cover del libro

Per scoprire perché Teresa ha dato sfogo a certe “derive isolazioniste”, bisogna visitare il blog di Lucilla: è stata una sorpresa. Per questo abbiamo deciso di indagare l’ideale romantico di questa scrittrice, che, sia pure sotto falso nome, con una curiosa iniziativa, parla schiettamente alle donne e sembra non aver dubbi sui disastri affettivi. Un fiume in piena: bizzarrie, passioni, drammi e tanto altro. Tranquillità? Bé, no, non è certo “una vita tranquilla”, eppure non ne lamentiamo l’assenza perché il nuovo libro di Anna Talò è straordinariamente esilarante.  😉

Gli episodi divertenti, difatti, prorompono inarrestabili sull’onda dell’apparizione di un lettore e stalker. Teresa affronta il suo Vendicatore rimpiangendo le provocazioni che l’hanno resa famosa. Nonostante i saggi consigli, teorie e azioni prendono strade diverse… Fai attenzione Teresa!

 

INTERVISTA AD ANNA TALÒ

Teresa

Si sospetta subito che Teresa sia un personaggio più curioso di quanto non appaia. Perché si nasconde?

Perché ha avuto molte delusioni sul fronte affettivo, a partire dalla propria famiglia. Le ferite dei non amati sono le più difficili da curare: se sono i tuoi genitori a non farti sentire apprezzata, a non accettarti per quel che sei, chi lo farà?

E, dopo aver infilato una delusione amorosa dietro l’altra, che non hanno fatto altro che confermare quel senso di insicurezza che nutriva dall’infanzia, ha deciso che poteva fare a meno del mondo, visto che il mondo non la voleva.

Cinismo e romanticismo insieme fanno proprio al suo caso?

Sì: il cinismo le serve per continuare a difendere un animo che continua, nonostante tutto – perché è la natura umana a spingerci in quella direzione – a rimanere vulnerabile all’amore.

Lucilla

Ideare Lucilla e coinvolgerci nei suoi post è stato originale e divertente; l’obiettivo dar sfogo all’ego di Teresa, e forse anche delle tue lettrici?

Teresa non vuole trovare sfogo al suo ego. Vuole trovare uno sfogo a se stessa: dato che per lavoro deve vestire i panni di una specie di guru newagesca e che, non uscendo, non ha modo di esprimere una parte di sé più vera, fa l’unica cosa che è capace di fare: scrivere.

Devo dire che non penso mai alle mie potenziali lettrici: ho imparato che, quando rendi pubblico un tuo lavoro, chiunque lo legga se ne appropria e ci vede qualcosa di suo. Quindi lascio che siano eventualmente loro a dirmi cosa ne pensano, cosa ci hanno visto, non mi incaponisco perché abbiano una reazione piuttosto che un’altra. Non sarebbe un libero scambio alla pari.

Scrivere un libro

Il Vendicatore offusca l’orizzonte e Teresa si ritrova impelagata nelle sue paure: la storia si tinge di giallo. Quale suggerimento daresti ai giovani aspiranti scrittori che talora faticano a realizzare il genere dei loro scritti? Tu hai immaginato subito una commedia gialla?

Sì, perché sono un’appassionata lettrice di gialli, fin da piccola. E tra i miei prediletti ci sono quelli di Rex Stout, e tra gli autori più recenti quelli di Marco Malvaldi, che alla commedia dando ampio spazio. Volevo vedere se ero capace anch’io di fare qualcosa di simile.

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Per ciò che riguarda il consiglio, rimane uno e uno soltanto: leggere, leggere, leggere. Ho la sensazione, anche dalle discussioni che vedo sui social, che ci sia la convinzione che il talento (se c’è) non abbia bisogno di essere raffinato, quando si tratta di scrittura. Da piccola ho studiato al Conservatorio: per diventare musicisti, non solo occorre orecchio, ma anni di disciplinato lavoro sul corpo, perché possa imporre a uno strumento inanimato di suonare. Di Mozart ce ne sono stati pochi; non per questo non sono esistiti musicisti e compositori straordinari, che prima di sbocciare hanno dovuto studiare anni. Perché si pensa che per la scrittura non sia lo stesso

Abbiamo letto il tuo libro tutto d’un fiato… L’hai scritto esattamente come abbiamo fatto noi, in un fiato?

No. Ci ho lavorato nei ritagli di tempo, e quella definitiva non è la prima stesura. La prima parte è rimasta la stessa, ma la seconda è stata riscritta. Chi, in casa editrice l’aveva letto, era concorde nel dire che mancava di giusto ritmo. Ho preso nota e ho ricominciato da capo: se tutti ti dicono che non funziona, forse non sono gli altri a non capire il tuo “genio”, probabilmente sei tu che hai mancato il bersaglio. E bisogna ricominciare da capo.

IL LIBRO È ONLINE

È già in libreria per CorbaccioVolevo solo una vita tranquilla! di Anna Talò. Scoprilo su laFeltrinelli.itdisponibile anche in e-Book.

Autore: Amalia L.

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