Una vita di illusioni e felicità di Loris Pavan

Una vita di illusioni e felicità di Loris Pavan

Una vita di illusioni e felicità di Loris Pavan

Senza alcuna esperienza, ma con la passione per la letteratura, ho scritto questo romanzo tratto da un vecchio e consunto quaderno di mio padre. Nella stesura del libro, con cenni storici e narrazione, ho usato una punteggiatura per cercare di richiamare lo stile di un diario e rendere evidente l’importanza e la drammaticità dei fatti. Ho voluto restituire il giusto riconoscimento, a queste storie personali della nostra terra di un tempo perduto, che hanno conosciuto sofferenze e gioie ed hanno avuto una grandissima importanza nei valori e nella democrazia del nostro paese.

Non ho mai visto mio padre piangere, nel suo volto teso e sofferente gli vedo una lacrima. Scorre … scorre in un rivolo appena percepibile.        

Il piroscafo Toscana avvolto da una leggera bruma, solca le acque color turchese, come in ….
                                                             

                                               “Una vita di Illusioni e felicità”

                                                               “Uno di noi”

C’era una volta un quaderno dei ricordi … Potrebbe cominciare così “Una vita di illusioni e felicità” (sottotitolo “uno di noi”, edizione Albatros) ho scritto questo romanzo per raccontare la turbinosa vita di Luigi, mio padre. All’origine  infatti, c’è proprio un diario rimasto sepolto per decenni nel cassetto fino a sei anni fa, quando ho deciso di trasformarlo in atto d’amore per chi ha vissuto un’esistenza di sacrifici e dolori e, insieme nello struggente omaggio alla volontà di non arrendersi. Quelle consunte pagine di memorie sono diventate così la storia di una “avventura umana che si snoda dalle paludi venete all’Africa, dai fronti di guerra all’epopea dell’emigrazione.

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“È qui che sono nato, a Torre di Mosto …”, proiettando subito il lettore nel mondo lacustre dove la famiglia Pavan, erano “i più poveri tra i poveri”. Giuseppe, il patriarca, bracciante agricolo, trova rifugio per la famiglia in un casolare col il pavimento in terra battuta, tetto di paglia e finestre con infissi di legno marcio da cui l’inverno entra senza bussare.

Alla morte della moglie e con otto figli da mantenere, s’imbarca per Tripoli, dove possederà una vera casa, la stalla, la terra da coltivare, e il latte, il pane perfino un cavallo.

Quando però la morte della sorella imporrà il rimpatrio, per Luigi sarà di nuovo tempo di sofferenze: la campagna di Albania, le marce estenuanti, le paure, le morti durante la guerra, la deportazione in un lager nazista con i lavori forzati in deposito minerario o a rimuovere le macerie dei bombardamenti, fino alla fucilazione scampata d’un soffio al sopraggiungere degli Alleati.

L’odissea col rientro popolato dagli incubi del sopravvissuto, s’intreccia quindi con il felice incontro con Maria, figlia del lattaio, futura sposa per procura. Sì, perché Luigi ottimo carpentiere, ha rifatto ancora una volta la valigia per cercare miglior sorte in Argentina, con la sua “vecchia valigia di cartone color marrone legato con uno spago”. Memorie di lunghi addii, di grandi sofferenze, un esodo che cambiò la vita d’intere generazioni d’italiani. “Quando eravamo noi a sbarcare nel mondo nuovo”.

Una tappa, anch’essa  di quell’infinito peregrinare che lo porterà infine in Francia e Svizzera.

“Da bambino vedevo mio padre sì e no due volte l’anno, eppure i valori di solidarietà, pace comprensione per gli altri, i miei  genitori sono riusciti trasmetterli molto bene. Questo libro credo insegna qualcosa anche ai giovani, aiuta anzitutto a capire cosa significa essere emigrante e quanto sia importante la volontà di superare il male e la sfortuna”. Libro di memoria e speranza, dunque. Quella speranza che oggi per l’anziano Luigi assume la forma di un’agognata medaglia al valore come ex prigioniero di guerra.

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                                        Per conoscenza

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO UFFICIO CONCERTAZIONE AMMINISTRATIVA E MONITORAGGIO

 In data 7 settembre 2010 è stato disposto il conferimento della Medaglia d’Onore prevista con la legge

del 27/12/2006 n.°296 art. 1, commi 1271-1276, con autentico documento della Presidenza del

Consiglio dei Ministri DICA 0018496 P-3.19.10.2 in data 06/10/2010, a Luigi Pavan nato il 5 luglio 1923 a Torre di Mosto in provincia di Venezia. Il Conferimento della medaglia d’onore sarà consegnato in apposita cerimonia il giorno 31 maggio p.v. alle ore 11.00 presso la sala Auditorium della Provincia di Venezia.

Autore: loris

Loris Pavan nato a San Donà di Piave (Ve)

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