Tutti mi danno del bastardo, romanzo tragicomico per Nick Hornby

Tutti mi danno del bastardo

La cover del nuovo libro di N. Hornby

Nel caso qualche tardone non fosse ancora riuscito a collegare l’infame eponimo a lui, la fantastica rubrica settimanale BASTARDO! aveva un utile sottotitolo: ‘Vita con l’ex’. E poi: ‘Lasciato, non dimenticato’. C’era anche un logo, come se la rubrica fosse già un’istituzione nazionale: il disegno di uno sfigato, tutto cravatta, baffi e occhi scintillanti di lascivia.

Tutti mi danno del bastardo è il nuovo romanzo di Nick Hornby, un testo tragicomico, sempre brillante e che lascia ampio spazio alle emozioni e alle evoluzioni della coppia moderna, quella assediata dal virtuale e dalla necessità di uno zapping continuo non solo alla tv o sulla rete, ma anche nella vita. Edito da Guanda, Tutti mi danno del bastardo sarà in libreria in Italia a partire dal prossimo 5 settembre, mentre in Inghilterra il romanzo è stato (già) pubblicato, anche se inizialmente in solo ebook (un po’ come è accaduto per l’ultimo libro di Stephen King ndr).

Fra blog e rubriche al vetriolo, ricattucci morali e racconti sotto le lenzuola, Tutti mi danno del bastardo è anche una riflessione morale sulla coppia ai giorni nostri, messa a dura prova dai tempi che corrono e – molto – anche dai social network. «Ci sono più pressioni sui rapporti di coppia – spiega Hornby in una intervista a Repubblica (qui il testo integrale) – in parte rappresentate di nuovo dai social network: vecchi amori sono ad appena un click di distanza, per non parlare della possibilità di nuovi amori, e questo comporta più tentazioni».

La trama di Tutti mi danno del bastardo

Elaine Harris è una stimata giornalista che cura una rubrica dove racconta del suo matrimonio con Charlie. Il seguito è vasto, tanto da essere particolarmente apprezzata anche agli occhi del direttore del giornale.

Dopo qualche tempo, Elaine e Charlie si separano. E, ad appena una settimana dal divorzio, la giornalista comincia a scrivere articoli al veleno sul marito, ad infliggere la sua stoccata con la penna, il mezzo che maggiormente predilige e, ovviamente, sa usare. Elaine è spietata nei suoi articoli, e non si fa remore a raccontare ogni più piccolo cavillo del suo ex marito, le mancanze come uomo, padre e anche come amante: adesso, in quelle righe, tutto il loro passato è alla berlina. E il successo è clamoroso.

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Per Charlie, quindi, anche andare in ufficio diventa un problema, lì dove tutti leggono i pezzi della sua ex moglie che, per l’occasione, ha anche modificato il nome della rubrica in BASTARDO! Scritto a lettere, ovviamente, cubitali.

Chi invece è felice di tutta questa situazione è il direttore del giornale dove lavora Elaine, che decide quindi di affiancarle una seconda rubrica, questa volta però tenuta da un uomo, un ex marito a sua volta.

Note sull’autore de Tutti mi danno del bastardo – Nick Hornby

Hornby è nato a Londra nel 1957, città dove attualmente vive. Dopo aver lavorato come insegnante, ha scelto di seguire la sua vocazione per la scrittura. Ad oggi è uno degli autori inglesi più apprezzati. Fra i suoi libri ricordiamo Alta fedeltà, Febbre a 90′ e Sono tutte storie.

Tutti mi danno del bastardo è attualmente prenotabile su Ibs.it a 7,65 euro.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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1 Commento

  1. Null’altro che una poco dignitosa operazione commerciale, rispetto alla quale la casa editrice dovrebbe andare poco fiera (65 pagine scritte con caratteri cubitali). Adoro lo stile narrativo di Hornby ma, evidentemente, la sua ispirazione è in via di esaurimento se tutto ciò che da qualche tempo riesce a produrre – e si presta a far pubblicare – sono brevi e un po’ insulsi raccontini (non saprei dire se la sfida per la maggior pateticità sia appannaggio della storiella in commento o del precedente “E’ nata una stella”), per di più offerti in vendita allo spropositato costo di nove euro.
    “Alta fedeltà” e “Non buttiamoci giù” sono lontani ricordi sui quali si sta facendo cassetta.

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