Povera Spia di Franco Mimmi, l’inconsistenza dell’essere e la realtà

povera spia di franco mimmi

La cover del romanzo

«Sono ancora vivo.

Sempre lo sorprendeva. Riaprire gli occhi e ritrovare non solo la luce ma anche i ricordi, ritrovare un’esistenza della quale non si sentiva all’altezza sicché gli sembrava neppure un regalo ma un prestito qualsiasi, qualsiasi notte, poteva essergli esatto. […]

È, semplicemente, l’idea di alzarmi. Di andare. Là fuori. Di fare. Che cosa? Cose. Fare cose che cosa? Che cosa fare? Che fare »

È un romanzo esistenziale Povera Spia di Franco Mimmi, una storia intrecciata al genere noir, ma che vive una vita parallela raccontando le gesta poco edificanti di un uomo, Riccardo, un giornalista da strapazzo, che è inconsapevolmente una spia: lui, incapace di gestire la sua vita nelle cose più semplici, immaginiamoci coordinare informazioni sensibili e di grossa portata come quelle destinate ad una spia vera.

Mimmi, con il suo noto stile ricercato ma diretto, ci illustra un personaggio, che, per molti aspetti, prende anima dai racconti e dai romanzi di inizio 900 della letteratura italiana ed europea, un uomo incapace di vivere, di esistere, una nullità umana consapevole del proprio stato, ma non per questo capace di provvedere a cambiare qualcosa di sé. Per certi versi, il Riccardo di Povera Spia può essere paragonato agli inetti di sveviana memoria, con – forse – una più accentuata critica di sé, che va a collidere puntualmente con i gesti, le parole e le emozioni che il protagonista esprime nel quotidiano, incapacità pura di riuscire a vivere un’esistenza compiuta, presa a due mani e condotta con slancio.

Accanto a Riccardo, in Povera Spia di Franco Mimmi (qui trovate la nostra intervista all’autore) ritroviamo altri attori degni di nota, ognuno dei quali gioca un ruolo chiave nella vita del protagonista, spesso ne dirige le sorti mentre questi non fa altro che lasciarsi andare in balia di un nuovo evento affrontato ora con noia, ora con paura, ma sempre con totale disinteresse. Fra questi abbiamo la moglie di Riccardo, Francesca, l’unica – probabilmente – che lo ama più per i suoi limiti che altro; oppure Ignazio, il direttore dell’ambigua Agenzia Il Palazzo per la quale lavora a mala voglia, che con i suoi intrallazzi poco chiari spinge – non volendo – il nostro protagonista a compiere un gesto azzardato e a comunicare informazioni pericolose a Bill, un americano che lavora in ambasciata e che, in realtà, è un agente della Cia che tutti i mesi incontra Riccardo.

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Ed è così che fra questioni familiari, azzardi più o meno motivati, potere e trame politiche si tesse in Povera Spia il declino già avviato di un personaggio, un destino che, nel corso della storia, è impossibile non ravvisare, poiché essere una spia non è cosa da tutti, men che meno abilità di qualcuno incapace di governare se stesso.

A livello stilistico Povera Spia di Franco Mimmi va assaporato nella finezza del duplice registro e del doppio punto di vista, evidenziato da una scrittura in corsivo e in una “lineare”: la scrittura in corsivo è in prima persona, riflessiva critica di Riccardo che risulta sempre però inconcludente, lapidaria nei pensieri e che non riesce mai a terminare una frase, un intero concetto d’espressione; c’è poi la scrittura lineare che è quella del narratore, che con tempi e modi diversi racconta il protagonista visto da fuori e ne traccia i passi.

Una lettura piacevole, avvincente sul finale, che propone rimandi letterari da scovare fra le righe, un romanzo, Povera Spia di Franco Mimmi, che non delude.

Il libro è edito con la piattaforma di self publishing Lampi di Stampa ed è una riedizione – con una nuova copertina realizzata da Lucia Fabiani – dell’originale pubblicato qualche anno fa con un editore tradizionale. Lo si può acquistare su Ibs.it a 7,65 euro.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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