È già mattina. Storia di Alessandrina, «la bambina che visse due volte» di Alberto Samonà

La cover del libro Alberto Samonà

La cover del libro di Alberto Samonà

A due anni dall’uscita di Bent Parodi Tradizione e AssolutoAlberto Samonà, scrittore e giornalista palermitano riprende in mano la penna e con ammirabile destrezza nell’opera intitolata È già mattina varca la soglia del mondo sensibile. L’autore rivela al grande pubblico la strabiliante vicenda di un presunto caso di reincarnazione accaduto nei primi del ‘900 a Palermo presso una delle famiglie più aristocratiche di Sicilia a cui egli stesso appartiene. La protagonista Alessandrina possiede tratti somatici e comportamentali identici a quelli della sorellina scomparsa e in più occasioni rivela, attraverso minuziosi dettagli, episodi di un passato già appartenuto alla sorella. Fanno da sfondo al romanzo i rapidi cambiamenti di una società isterilita che vede nella scienza razionale la sua unica componente fondamentale, ai quali don Carmelo Samonà, noto studioso appassionato di studi esoterici, non si rassegna.

L’idea di una società la cui conoscenza possibile è quella che si realizza unicamente sui canoni del metodo scientifico escludendo qualsiasi soluzione di tipo metafisico non è accettabile, egli desidera andate oltre. Da qui scaturisce il desiderio famelico di esplorare e carpire i segreti di fenomeni appartenenti al mondo universalmente noto come paranormale. Apprendere dai libri non basta più! Occorre vivere questi fenomeni e prenderne viva coscienza con lo scopo di arricchire sempre di più il libro a cui l’intellettuale sta lavorando da anni e che è diventato il sogno di una vita. Si avvale della collaborazione di importanti studiosi che con lui partecipano alle sedute spiritiche tenute da una famosa medium presso la sua abitazione di Villa Ranchibile.

Più tardi, Donna Adele Monroy, sua sposa, donna virtuosa e timorata di Dio attribuirà a queste pratiche la causa delle sciagure familiari che si annovereranno nella sua famiglia negli anni a venire, tra cui la tragica e inconsolabile morte di Alessandrina e la fase di declino che condurrà inevitabilmente l’intera stirpe al crollo economico e finanziario. Aveva ragione Donna Adele quando sosteneva che la causa degli avvenimenti nefasti fu scatenata dalle forze occulte deliberatamente evocate durante le sedute spiritiche tenute nei saloni dell’ abitazione signorile? Nessuno può dirlo. Il mistero rimane. E con esso, si avvicendano in perfetta concordanza sofferenza e tribolazione nella vita dei personaggi. Nel frattempo Alessandrina cresce cosciente del suo essere “ diversa”. La sua natura anela a una spiritualità pura che approfondisce trovando il suo compimento la notte in cui il suo Spirito Guida le si manifesta rendendola edotta delle sue facoltà. Da ora in poi vivrà in stretta comunione con le sue doti di sensitiva che solleveranno curiosità e accesi dibattiti fra gli studiosi di tutta Europa anche dopo la morte; intanto, ella assiste rassegnata al declino dell’aristocrazia palermitana a cui appartiene. Del suo splendore rimarranno solamente i ricordi legati ai momenti di spensieratezza vissuti insieme alla sua famiglia a Villa Ranchibile.

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Il linguaggio accessibile adottato dall’autore conferma ancora una volta nella scelta accuratissima delle parole che uniscono scioltezza ed eleganza linguistica l’abilità con cui Alberto Samonà affronta le tematiche impegnative. All’interno della narrazione vi è un numero modico di dialoghi. Egli riproduce unicamente quelli memorabili che anticipano i momenti rilevanti per la storia. Nel corso della vicenda lo scrittore si concede il lusso di cambiare di continuo il suo rapporto con i personaggi, che mantiene impercettibile in determinati passaggi con lo scopo di far immergere totalmente il lettore nella storia e spingerlo ad intessere un rapporto diretto e personale con i protagonisti, cambia radicalmente nel momento in cui egli descrive il dolore e la sofferenza che attraversa la vita dei protagonisti. L’autore si riaffaccia riprendendo in mano le redini del narratore onnisciente quasi a volere sostenere i suoi avi attraverso il ricordo. Il racconto diviene partecipato e carico di compassione. È a questo punto che assistiamo ad un vicendevole scambio di emozioni forti fra l’autore e i protagonisti. Essi adesso orbitano nella stessa atmosfera che lo scrittore palermitano ci trasmette intensamente e con una tale maestria come se ci raccontasse la storia con la voce.

L’episodio conclusivo lascia l’amaro in bocca… In questo passaggio forte Alberto Samonà “riscatta” l’intera storia. Il corso degli eventi scendono a compromessi. Presente e passato si congiungono in una fredda domenica di febbraio intrecciandosi l’uno sull’altro e fondendosi nell’illusiorietà del tempo. Egli si concede consegnando per sempre alla sensibilità del lettore la straordinarietà di una storia che non conoscerà mai il tramonto: quella di Alessandrina, la bambina che visse due volte.

Autore: maria angela casano

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