Il primo segno di Astor Amanti

Il primo segno di Astor Amanti

Il primo segno di Astor Amanti

Per chi ha letto “Acid Lethal Fast” di Astor Amanti, questo è un gradito ritorno.

Ritroviamo Tisifone, donna caparbia, brutalmente straordinaria e sempre pronta alla lotta.

Ancora una volta la ritroviamo nella lotta animalista con il suo sgangherato gruppo di amiche e amici, persone fuori dall’ordinario, dalla logica comune, con un’etica impossibile da piegare. Ritroviamo nuovamente un omicidio da spiegare, un rapimento a cui porre fine e pochi indizi da cui partire per trovare il filo conduttore di una vicenda che ha dell’ incredibile.

C’è qualcosa che si muove nella mente di un killer apparentemente senza scopo, impossibile da fermare, difficilmente capibile. Chi lo fermerà? Che cosa vuole? Qual è il suo messaggio da decifrare? Si tratta di vendetta, di giustizia o di un capriccio partorito dalla mente di un pazzo?

Se tutto ha un senso, qui il senso sembra davvero sfuggire alla logica, alla pietà, alla più banale umanità.

Un libro che ci conduce negli abissi dell’animo umano e nella profondità delle relazioni empatiche che si stabiliscono fra animali e umani. Non c’è una verità assoluta, nulla è come sembra, non esiste il bianco e non esiste il nero, giacché la verità è una sottile sfumatura che si riesce ad intravedere, e non sempre, a metà strada fra entrambi.

L’ ideale di giustizia, inconcepibile, indifendibile poiché utilizza mezzi brutali, viene vivisezionato da più mani, da più parti, fino a smembrarsi, fino a diventare irriconoscibile, fino a non poter essere giustificato. Che fare, allora?

Fra queste pagine ritroviamo un’idea primordiale positiva, che via via acquista il furore violento dell’incapacità di esprimersi correttamente, attraverso il mezzo pacifico. Ci porta fino al limite, fino a chiederci quand’ è che un’idea rimane giusta, sensata, difendibile e quando, invece, non può esser più sostenuta.

La lotta per liberare chi non può difendersi è il cuore del libro; donne e uomini impegnati insieme per raggiungere un unico scopo, porre fine alla sofferenza di chi non ha la forza né gli strumenti per salvarsi da sé, per uscire dalla gabbia, per gridare tanto da farsi udire.

LEGGI ANCHE:  All'ombra della Piramide di Roberta Lemma

Ci sono persone che dedicano la propria vita a tentare di aprire le gabbie, non solo fisiche, ma soprattutto morali, che riempiono i laboratori di ricerca medica, i negozi dove si vendono adorabili amici a quattro zampe e quelle che molti di noi possiedono al posto degli occhi.

Ci sono persone che riescono a far finta di nulla e persone che preferirebbo morire piuttosto che dover tacere riguardo queste verità.

Questo libro è una straordinaria metafora sulla violenza umana, da una parte e dall’altra della barricata, e sulla pietas che esiste ancora oggi nella coscienza di persone insospettabili.

Un colpo allo stomaco, un modo per essere obbligati a cambiare qualcosa nella nostra vita e nel mondo di cui facciamo parte senza ricordarcelo mai.

Astor Amanti ci trascina per i capelli dentro al libro, ci dice: “Guardate! Lottate!”, non ci risparmia nulla, non ci tratta con i guanti bianchi per spiegarci cosa accade o come si possono continuare a giustificare pratiche legali che non potranno mai avere il perdono divino, né animale. Forse solo quello umano, giacché siamo abituati a chiudere gli occhi, a sederci comodi e aspettare che qualcuno cambi canale.

 

 

Autore: Passerotto gallego

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aspetta, ami anche tu il profumo dei libri? Sostieni l'editoria emergente!

Ogni settimana un racconto gratis da scaricare. In più aggiornamenti sulle novità editoriali e le recensioni a cura della nostra redazione.

Grazie! Controlla la tua casella di posta e inserisci il nostro mittente nella tua rubrica per avere la certezza di ricevere le nostre email.

Pin It on Pinterest