A tu per tu con Fausto De Lalla, autore di Una famiglia borghese

delallaFacciamo due chiacchiere con l’autore di Una famiglia borghese, Fausto De Lalla

Come nasce l’idea di mettere nero su bianco la storia privata della sua famiglia?

L’idea di scrivere Una famiglia borghese mi è venuta tre anni fa, in occasione del 150° anniversario dello Stato Italiano. La mia famiglia è borbonico-partenopea da parte  di padre (i miei bisnonni erano un ufficiale dell’esercito borbonico e un  compositore di “opere buffe” alla corte dei re di Napoli) e garibaldino-granducale  e liberale da parte di madre (bisnonno amico di Garibaldi, e tanti parenti attivi protagonisti delle guerre d’Indipendenza).
Poiché,  pertanto, la microstoria della famiglia riflette la macrostoria del nostro Paese – e io stesso posso essere considerato un “prodotto” dell’unità d’Italia –  ho  pensato che facendo ricorso ai racconti dei miei genitori, nonni e parenti, oltre che ai ricordi personali, avrei potuto narrare come i principali avvenimenti del nostro passato (dalle Guerre d’Indipendenza  alla  “rivoluzione” di Internet) sono stati vissuti da una famiglia borghese. Vale a dire la mia. Per quanto, poi, questo sia il mio primo libro “di narrativa”, è da quando avevo poco più di vent’anni  che scrivo testi di medicina, articoli, monografie e libri. Penso quindi di poter dire che mettere nero su bianco esperienze ed emozioni è ormai una mia abitudine . Per non dire una necessità di cui non riesco proprio a fare a meno.

 Tutti gli episodi sono autentici o  c’è qualcosa di “romanzato”?

Tutti gli episodi e i personaggi  sono rigorosamente autentici. Ho solo cambiato qualche nome (per esempio Pietro invece di Paolo) e magari attribuito a “Pinco” ciò che invece era opera di “Pallino”. Per fare un esempio, il “cittadino” che ha acquistato due case  diroccate nell’avito villaggio le ha ristrutturate e le affitta per lo più agli stranieri, in realtà, sono io.

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Qual è tra gli episodi narrati, quello a cui è particolarmente affezionato ? e quale occupa un posto particolare nel suo  cuore?

Penso di poter dire che sono affezionato a pressoché tutti gli episodi che figurano nel libro, poiché tutti, o quasi, sono stati per me in qualche modo importanti. Quello tuttavia che mi è rimasto maggiormente impresso nella mente e nel cuore è con ogni probabilità il viaggio in Vespa (circa 2000 Km) che feci con il mio amico Roberto quando avevo 15 anni, alla scoperta dell’Italia e, in certo qual modo, di me stesso.

Che progetti ha per il futuro? Ha in programma nuovi libri?

Desidero continuare a lavorare e a scrivere. Attualmente sto correggendo le bozze di un nuovo libro, una via di mezzo tra un racconto e un  saggio sulla “Malamedicina”(la “malpractice” anglosassone), sulle cause dell’errore medico e su come prevenirlo. Uscirà il prossimo ottobre per le Edizioni Sonda.

In attesa di leggere la nuova opera di Fausto De Lalla, lo salutiamo e lo ringraziamo per la sua disponibilità.

Autore: Anita Galvano

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