Il ritorno che non volevo di Fabrizio Ulivieri

Il ritorno che non volevo di Fabrizio Ulivieri

Il ritorno che non volevo di Fabrizio Ulivieri

La vita può cambiare da un giorno all’altro. A qualsiasi età. Ci si può ritrovare a dover tornare a vivere coi genitori anche a cinquant’anni.  Questo è quello che capita al protagonista di Il ritorno che non volevo, una compagna che decide di lasciarlo e andare via di casa, e  un lavoro che non gli permette stabilità economica sono le cause che  lo porteranno a ritornare in casa con i suoi genitori. Proprio come quando era solo un ragazzino. Da questo momento in poi tutto sarà diverso, il protagonista sarà costretto a interrogarsi sulla sua vita, ma anche sull’amore e sui rapporti in generale. Intreccerà via via diverse relazioni sentimentali, con una passione marcata per le donne orientali, cercando in ognuna delle donne che incontra quella familiarità perduta, quell’amore che ormai ha perso.

Astrid, Ayako, Valery, Yukiko Rahasya, Shizuka, sono tutte le donne che il protagonista amerà e da cui sarà amato. Ognuna per un motivo diverso, ognuno in un modo diverso. Di ognuna porterà dentro un ricordo indelebile che lo farà riflettere su se stesso e sulla sua vita. Ogni periodo della sua vita, ogni viaggio, ogni stagione avrà il nome di una donna. Sono storie molto diverse tra loro, alcune sfioreranno l’amore con la A maiuscola, altre saranno solo governate dal sesso e dalla perversione, altre invece saranno un rifugio, un posto sicuro dove sentirsi a casa. Ma non saranno solo gioie, piano piano gli si presenteranno davanti anche alcuni tragici avvenimenti, la morte di Valery, la scopmparsa di Yukiko, la morte dei genitori. Avvenimenti che lo porteranno  ad attraversare un percorso introspettivo che mai avrebbe immaginato.

Il ritorno che non volevo è un romanzo appassionante, che travolge il lettore e lo incatena suscitando in lui l’interrogativo del ” come andrà a finire?”. Con una scrittura scorrevole che procede per immagini, l’autore hai il potere di suscitare empatia col protagonista così finiamo per  giustificare i suoi errori, ci innamoriamo di ognuna delle sue donne in modo diverso, comprendiamo le sue debolezze. Ci immedesimiamo insomma, senza riserva, trasportati dagli eventi che non sempre sono positivi, chiedendoci cosa faremmo noi al suo posto, se anche noi avremmo fatto quelle scelte, se anche noi saremmo stati in grado di affrontare la vita con tanta forza e tanta passione. Un libro difficile da spiegare soltanto con le parole ma che per essere davvero compreso e amato deve essere assolutamente letto.

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L’autore. Originario di Montelupo Fiorentino, classe 1956, Fabrizio Ulivieri è direttore del Dipartimento di italiano presso l’Istituto europeo di Firenze. Ha scritto diverse pubblicazioni inerenti alla linguistica in Studi di grammatica italiana (Accademia della Crusca) e nella rivista tedesca Zeitschrift für italienische Sprache und Literatur. Ha collaborato attivamente con www.ilciclismo.it fino a quando il direttore, suo mentore, non ha lasciato la redazione della rivista online. Ha già pubblicato “L’eterno ritorno“, ed. Akkuaria, “Albert Richter, un’aquila tra le svastiche. Il ciclismo tedesco tra nazismo ed esoterismo (1919 – 1939)”, edito da Bradipolibri, e “Il culo e la riduzione fenomenologica”, edizioni Montag.

 

Autore: LaraBrandi

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