Alata, l’intervista all’autrice Grazia Brambilla

alata, grazia brambilla

Grazia Brambilla

Lavora nel mondo turismo Grazia Brambilla, ma la passione per la scrittura è stata troppo forte per non assecondarla. Dopo la recensione di Alata, il suo primo romanzo edito da Montag Edizioni, conosciamo meglio questa autrice emergente che si racconta nella sua intervista a rldevel.omniteca.it.

Ci spieghi come nasce Alata, il suo romanzo d’esordio.

Alata nasce per caso, direi. Ho sempre scritto storie, ma mai pensato di pubblicarne alcuna. Durante un corso di scrittura creativa – tenuto dallo scrittore Cosimo Argentina e di cui ho frequentato solo poche lezioni per via di impegni lavorativi – ho scritto l’incipit che, come lei avrà letto, descrive un uomo seduto al piano che suona Bach. Avevo seguito da qualche giorno una trasmissione alle televisione che raccontava la vita del celebre compositore e non riuscivo a staccarmi da quanto visto e sentito, così ho deciso di mettere nero su bianco quello che ricordavo. Da quel momento, ogni momento libero, l’ho dedicato alla mia storia. Non avevo assolutamente idea di cosa sarebbe diventata. Non avevo uno schema da seguire. Ho lasciato correre l’immaginazione, senza nessun tipo di catena mentale e, dopo circa 10 mesi, mi sono accorta che avevo creato una storia che mi piaceva. Premetto che nessuno era al corrente che stessi scrivendo e nessuno mai ha letto Alata, prima che fosse pubblicata. Per carattere, non amo raccontare ciò che sto facendo.

All’interno di Alata vengono tracciate emozioni e personaggi molto forti, tratteggiati con la precisione di chi prende parte attiva alle vicende narrate. Il che fa pensare che la componente biografica sia molto presente, o sbaglio?

Sicuramente c’è molto di me in Chiara, la protagonista. Quando scrivo io vedo i miei personaggi. Li disegno mentalmente, cerco di averli davanti, li osservo e tento di capirli. Solo così, poi, posso essere precisa nella loro descrizione. Lo stesso avviene per le scene (mi passi il termine cinematografico). Quella finale, ad esempio, nella mia testa è passata proprio come se fosse stata un film. L’ho “spulciata” a dovere per cogliere perfino gli odori che sentivo e poi l’ho trasportata su carta. Ogni personaggio nel libro interagisce solo con Chiara, ma leggendo ci si rende conto che tutti hanno qualcosa in comune e io me ne sono accorta solo dopo la prima rilettura. Penso sia stata una cosa inconscia creare questo legame tra di essi.

Alata, per sua stessa ammissione, non può essere etichettato semplicemente come un romanzo fantasy. Perché?

Durante la mia prima presentazione, un lettore mi ha chiesto cosa ci fosse di fantasy nel sig. Bonaventura ed io ho affrontato l’argomento con i presenti proprio perché questa definizione mi andava un po’ stretta. In effetti, nessuno accettava totalmente la collocazione di Alata (trovate qui la pagina fan del romanzo) nel genere fantasy proprio perché la maggior parte dei personaggi sono “veri”, sono chi possiamo tranquillamente incontrare per strada ogni giorno. Certo, per Chiara e Binael, a tratti, la definizione di fantasy ci sta. Forse, mi permetto di dire, non esiste un genere letterario che sappia definire il romanzo per quello che realmente è.

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Ci parli della copertina di Alata, suggestiva interpretazione artistica del libro e della sua storia.

L’opera “Trama svelata” è dell’artista Stefano Migliorini. Come dicevo prima, nessuno ha letto Alata (disponibile su Ibs a 12 euro), prima che fosse pubblicata e per lui non è stata fatta eccezione alcuna. Nel momento in cui ha accettato la mia proposta di collaborazione, gli ho letto 4 brevi stralci del romanzo e gli ho lasciato carta bianca per larealizzazione della copertina. Stefano mi ha presentato vari lavori, ma in “Trama svelata” ho visto l’essenza di Alata, la storia di Binael e Chiara.

Alata, la mostra

Alata, arte e letteratura – La mostra

La collaborazione con l’artista continua tuttora attraverso un progetto che si chiama “Alata, arte e letteratura”, dove il romanzo viene presentato attraverso opere da lui create appositamente. Mi emoziono ogni volta che vedo una pagina del mio romanzo prendere vita attraverso un quadro od una installazione di arte moderna contemporanea. Ogni tappa di questo progetto è curata da Mikeroart nella persona di Lucyna Erosa Marelli Raszka e Michelangelo Anastasi e, nell’ultima tappa, hanno partecipato anche gli artisti Eleonora Pozzi e Mauro Calvi con le loro interpretazioni artistiche.

Progetti per il futuro?

Futuro non è una parola che amo particolarmente, soprattutto perché non ho ancora ben capito dove inizi… scrivo, scrivo e attendo che la semina dia il suo raccolto.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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1 Commento

  1. Un libro molto bello, particolare e solo x menti fini!!!

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